Il maltrattamento e l’abuso sui minori comportano pesanti conseguenze lungo tutto il percorso di vita. Ciascuna delle forme di maltrattamento prima descritte comporta problemi a livello emotivo, cognitivo e relazionale che si manifestano a breve, medio e lungo termine.

Maltrattamento

Nei bambini/e che lo subiscono si rilevano, come conseguenze a breve e medio termine, alcune caratteristiche della loro personalità:

  • affettività povera

  • inibizione del comportamento creativo, esplorativo e della motivazione in generale

  • bassa tolleranza alle frustrazioni

  • un sistema di valori rigidi e punitivi

  • ridotte abilità sociali.

Si possono rilevare anche ritardi nello sviluppo con scarsa padronanza di linguaggio, scarsa capacità di concentrazione e difficoltà scolastiche di vario genere.

Dal punto di vista emotivo i bambini che hanno subìto maltrattamenti sono incapaci di esprimere rabbia ed aggressività, oppure, al contrario, la esprimono in modo incontenibile; hanno difficoltà a chiedere aiuto, conforto e consolazione agli adulti di riferimento; per loro gli adulti possono essere persone di cui diffidare, per le esperienze subite, o essere oggetto di attacco e sfida perchè non sono stati in grado di saper ascoltare i loro bisogni e proteggerli.

A lungo termine bambini e ragazzi maltrattati utilizzeranno la violenza e l’aggressività come modalità relazionale ed è molto probabile che possano a loro volta, divenuti adulti, riportarla come esperienza prevalente di rapporto anche con i propri figli.

Abuso

Le conseguenze dell’abuso sessuale sono più marcate di quelle del maltrattamento se si pensa che per effetto dello stesso viene sconvolto il mondo interno ed i punti di riferimento principali del bambino. Avviene, infatti, un vero e proprio trauma psichico che altera l’orientamento cognitivo ed emotivo del bambino verso il mondo, distorcendo l’immagine di sé e di ciò che lo circonda.

A breve/medio termine vi è una diminuzione di coinvolgimento con il mondo esterno con possibile isolamento in cui il bambino rivive il trauma subìto e i ricordi ricorrenti; si possono notare cambiamenti improvvisi sia dal punto di vista emotivo che comportamentale, paura di rimanere solo in compagnia di una certa persona; si rilevano spesso conoscenze sessuali o attività sessuali maggiori rispetto all’età, comportamenti seduttivi verso coetanei ed adulti, comportamenti masturbatori eccessivi, diminuzione brusca del rendimento scolastico. Possono presentarsi disturbi psicosomatici, del sonno, stati ansiosi e depressivi, irritabilità, frequenti crisi di pianto, disturbi alimentari.

Il pericolo maggiore consiste nella possibilità che questi bambini, abbandonati a se stessi, sopravvivano a queste situazioni di violenza adeguandosi e sviluppando meccanismi di rimozione, di estraniamento e frammentazione del sé e delle proprie esperienze.

Se, infatti, i numerosi e contraddittori sentimenti connessi con la situazione di abuso (collera, rabbia, vergogna, umiliazione, risentimento, indegnità, senso di colpa, paura, dolore, impotenza, angoscia, confusione, ecc.) non hanno la possibilità di venire adeguatamente manifestati ed indirizzati poiché la relazione con l’abusante non viene interrotta, è molto probabile che si possano generare nei bambini disturbi dissociativi sia nelle relazioni affettive sia nella personalità. Tutti i sentimenti negativi inespressi si trasformeranno in atti distruttivi verso gli altri o contro di sé, anche con problematiche di tipo suicidario.

A lungo termine gli stessi bambini diventati prima adolescenti e quindi adulti possono avere problemi relazionali, specialmente legati alla sessualità e al sentimento amoroso. In particolare possono manifestarsi disturbi quali depressione disturbi di tipo ansioso, disturbi di personalità (un terzo delle pazienti psichiatriche è risultata vittima di abuso sessuale in età infantile e/o adolescenziale), gravi disturbi di tipo psicosomatico.

Alcune frequenti conseguenze di un abuso sessuale sono per le ragazze il ricorso alle droghe o una precoce sessualizzazione che spesso sfocia in una tendenza a condotte di prostituzione, per i ragazzi tendenze compulsive e precoci alla sessualità, all’omosessualità, alla perversione sessuale.

E’ interesse quindi di quanti vengano a contatto con bambini e ragazzi in età scolare saper ascoltare il loro disagio con la consapevolezza che l’abuso è forse l’esperienza più sconvolgente e più destrutturante, dal punto di vista psicologico, che un bambino possa subire.

Ass. Soc. Dott.ssa Maria Angela Valenti