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Pesce tracina drago (tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Trachinus_draco)

La tracina è un pesce che spesso si avventura in acque molto basse ed è caratterizzato dalla presenza, sul dorso, di una o più spine collegate ad una ghiandola velenifera il cui prodotto, se iniettato, è in grado di provocare un intenso dolore locale e, a volte, anche sintomi generali come nausea e tremori. Non è un veleno mortale ma il dolore locale è descritto come estremamente intenso e con tendenza ad estendersi verso la radice dell’arto interessato.

 

Non sono pochi coloro che inavvertitamente, su scogli o spiagge, calpestano il pesce pungendosi la pianta del piede, più raramente il palmo delle mani, a volte con rottura della spina dorsale che resta infissa profondamente nella pelle.

In questo caso, prima o contemporaneamente all’intervento medico, può essere messa in atto una procedura “casalinga”, ma estremamente efficace che trae la sua motivazione da solide basi scientifiche.

Il veleno della tracina infatti è una proteina termolabile, cioè la sua denaturazione avviene se immersa in una soluzione portata alla temperatura di soli 45°.

In sostanza per inattivare il veleno della tracina e quindi alleviare rapidamente il violento dolore della puntura occorre immergere la parte colpita in un recipiente con acqua molto calda, al limite della sopportazione,  non importa se dolce o salata. In genere nall’arco di 30-60 minuti il dolore si riduce drasticamente, a volte anche più rapidamente.

L’intervento medico potrà essere utile per verificare la eventuale presenza di un frammento di spina dorsale della tracina infissa nella cute e decidere sulla necessità dell’asportazione e/o di terapia farmacologica.

Poichè questa pagina non è rivolta ai professionisti della salute, non mi soffermo sulla eventuale terapia che consiste fondamentalmente, a seconda dei casi e del giudizio del medico, in analgesici, antinfiammatori, antibiotici, cortisonici topici e per via generale, profilassi antitetanica.

Dott. Salvatore Nicolosi