INVALIDITA’ CIVILE: i benefici

Invalidità Civile: i benefici (aggiornato a gennaio 2014)

Questa piccola guida non è rivolta ai professionisti, quindi medici, avvocati o collaboratori dei Patronati, ma a coloro che ritengono di avere gravi problematiche di salute e pertanto vogliono usufruire dei benefici che la legge potrebbe loro concedere.
Per i riferimenti di legge vedere QUI.
Per la tabella delle invalidità vedere QUI.
Innanzi tutto occorre avere ben chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere; infatti sono molteplici i benefici concessi dalla normativa.
  1. Soggetti con età compresa tra i 18 ed i 65 anni e 3 mesi:
  • percentuale di invalidità uguale o superiore al 35% => concessione gratuita di ausili protesici, in genere limitatamente alle patologie indicate nel verbale di invalidità;
  • percentuale di invalidità superiore al 45% => ANCHE iscrizione liste del collocamento mirato (legge 68/99);
  • percentuale di invalidità uguale o superiore al 67% => ANCHE esenzione dal ticket per visite specialistiche, esami ematochimici e diagnostica strumentale; inoltre, se dipendenti pubblici hanno diritto di usufruire dei benefici dell’art. 21 della legge 104/92 che così recita:
    • 21. Precedenza nell’assegnazione di sede.
      1. La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.
      2. I soggetti di cui al comma 1 hanno la precedenza in sede di trasferimento a domanda.
  • percentuale di invalidità uguale o superiore al 74% => ANCHE concessione di Assegno Mensile di Assistenza; nel 2014 l’INPS corrisponde 13 mensilità di € 279,19, ma solo se il reddito personale del 2013 è stato inferiore ad € 4.795,57; ai lavoratori viene riconosciuto una maggiorazione contributiva valida ai fini pensionistici di 2 mesi per ogni anno in cui ha effettivamente lavorato, e ciò dal momento in cui è stata riconosciuta l’invalidità maggiore del 74%; la maggiorazione non può superare i 5 anni;
  • Attenzione: ai sensi dell’articolo 35 della legge 247/2007, una finanziaria, l’assegno mensile viene corrisposto solo se la domanda è stata presentata prima del compimento del 64esimo anno di età; l’articolo 35, legge 247/2007 infatti così recita: “L’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è sostituito dal seguente: < < art 13 – (Assegno mensile) – 1. Agli invalidi civili di età comresa tra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno di età nei cui confronti sia accertata una riduzione di capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74%, che non svolgono attività lavorativa e per il tempo in cui tale condizione sussiste, è concesso, a carico dello stato ed erogato dall’INPS, un assegno mensile di euto 242,84 per tredici mensilità, con le stesse condizioni e modalità previste per l’assegnazione della pensione di cui all’articolo 12 … >>
  • ATTENZIONE: dal 1° gennaio 1982 l’Assegno Mensile è incompatibile con la titolarità di altre pensioni di invalidità erogate dall’Assicurazione generale obbligatoria per vecchiaia, invalidità e superstiti, anche nella gestione speciale per gli artigiani, i commercianti e i coltivatori diretti; dal 1° gennaio 1991 è incompatibile anche con qualunque trattamento pensionistico erogato per invalidità da causa di guerra, di lavoro o di servizio; il titolare può però optare per il trattamento più elevato. In particolare, per ciò che riguarda l’INAIL, l’incompatibilità è estesa alle rendite dirette, all’assegno per assistenza personale comtinuativa, all’assegno continuativo mensile, all’assegno di incollocabilità e alla sovvenzione di contingenza ai grandi invalidi.  Ricordo ancora che comunque, poiche le rendite INAIL sono soggette a revisione, in caso di loro sospensione, l’opzione può essere revocata in ogni momento.
  • L’assegno Mensile di Assistenza non è reversibile.

 

  • percentuale di invalidità del 100% => ANCHE esenzione dal ticket farmaci; il limite di reddito per la concessione della Pensione di Inabilità (Invalidi Civili Totali), sempre 13 mensilità di € 279,19, è di € 16.449,85; con i commi 5 e 6 dell’articolo 10 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76 (G. U. – Serie generale – n. 150 del 28/06/2013), coordinato con la legge di conversione 9 agosto 2013, n. 99 (G.U. Serie Generale n.196 del 22-8-2013) recante: «Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonchè in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti», è stato stabilito che il limite di reddito è quello personale (vedere QUI)
  • Per la Pensione di Inabilità non esistono incompatibilità con altri trattamenti pensionistici erogati per invalidità da causa di guerra, di lavoro o di servizio.
  • Anche la Pensione di Inabilità non è reversibile.
  • al compimento del 65° anno di età, Assegno Mensile di Invalidità o Pensione Invalidi Civili Totali si trasforma in Assegno Sociale; attenzione però: può accadere che si abbia diritto contemporaneamente a pensione contributiva, quindi si potrebbero superare i limiti di reddito indicati sopra; in questo caso la corresponsione della provvidenza economica viene sospesa;
  • l’erogazione dell’Assegno di Invalidità (invalidità tra 74% e 99%) a soggetti disoccupati è subordinato all’iscrizione nelle liste speciali della massima occupazione previste dalla legge 68/99 al fine di dimostrare la propria volontà di collocarsi comunque nel mondo del lavoro.
  • Per i maggiorenni disoccupati che però frequentano un regolare corso di studi, non è necessaria l’iscrizione alle liste della massima occupazione in quanto, secondo la sentenza n. 329/2002 della Corte Costituzionale, poi ribadita con la n. 2034/2007, in questo comportamento è insito la volontà di inserirsi nel mondo del lavoro; naturalmente tale occorrenza andrà provata con il certificato di frequenza scolastica.
  1. Soggetti di età inferiore a 18 anni:
  • riconosciuti con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età => Indennità di Frequenza erogata dall’INPS e consistente in € 279,19 mensili per tutto il tempo di frequenza di centri di riabilitazione, di corsi di formazione professionale, di centri occupazionali o di scuole di ogni ordine e grado; il limite di reddito del disabile deve essere inferiore, al 2013, ad € 4.795,57; anche esenzione dai Ticket;
  • minore con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore => identico al precedente (per questo caso vedere più approfonditamente qui) .
  1. Soggetti di età superiore a 65 anni (se l’invalidità è ottenuta dopo il compimento del 65° anno):
  • percentuale di invalidità compresa tra il 34% e il 66% (invalido ultrasessantacinquenne con difficoltà lievi) =>diritto alla fornitura di assistenza protesica;
  • percentuale di invalidità compresa tra il 67% e il 99% (invalido ultrasessantacinquenne con difficoltà medie) =>ANCHE esenzione dal ticket per visite specialistiche, esami ematochimici e diagnostica strumentale;
  • percentuale di invalidità del 100% (invalido ultrasessantacinquenne con difficoltà gravi) => ANCHE esenzione dal ticket farmaci.
  1. Soggetti di ogni età
  • indennità di accompagnamento => concessione gratuita di ausili protesici, esenzione dal ticket per farmaci, visite specialistiche, esami ematochimici e diagnostica strumentale, corresponsione da parte dell’INPS di Indennità di Accompagnamento di Euro 404,07 per 12 mensilità (nell’anno 2014); nei minori di 18 anni l’indennità di accompagnamento è incompatibile con l’indennità di frequenza.

N.B.

  1. Per la concessione di ausili protesici generalmente è richiesto che la patologia che rende necessario l’ausilio sia indicato nella diagnosi del verbale.
  2. L’Indennità di Frequenza è incompatibile con l’Indennità di Accompagnamento, con l’indennità speciale per i ciechi parziali, con l’indennità di comunicazione per i sordi prelinguali.
  3. L’indennità di accompagnamento viene erogata purchè il titolare non sia ricoverato in istituto a titolo gratuito con retta interamente a carico di un ente pubblico;
  4. L’indennità di accompagnamento è incompatibile con altri benefici economici simili erogati per causa di guerra, lavoro o servizio;
  5. L’indennità di accompagnamento viene erogata indipendentemente dal reddito;
  6. L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento di una attività lavorativa;
  7. L’indennità di accompagnamento può essere compatibile con la titolarità di una patente speciale;
  8. L’indennità di accompagnamento viene erogata anche ai detenuti;
  9. Assegno mensile di Invalidità, Pensione invalidi civili totali ed Indennità di Accompagnamento non sono riversibili;
  10. è consentito ai lavoratori sordomuti e agli invalidi con invalidità uguale o superiore al 74% di richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa. Il beneficio è riconosciuto per un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa ed è utile ai fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva. Quindi può essere raggiunto il diritto ad andare in pensione in anticipo (5 anni al massimo).

Dott. Salvatore Nicolosi


 


Commenti

INVALIDITA’ CIVILE: i benefici — 159 commenti

  1. 35. L’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è sostituito dal seguente:

    ERRATA CORRIGE: «Art. 13. – (Assegno mensile). – 1. Agli invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74 per cento ——- E NON AL 64 % COME AVETE RIPORTATO VOI SUL SITO!
    FALSA SPERANZA :((

    • E’ vero, nel trascrivere, tra 64mo anno di età e 74% di invalidità mi è sfuggito un “6″ nel posto sbagliato. Non posso fare altro che chiedere venia a correggere subito. Grazie per la segnalazione.

    • Buongiorno.
      La somma erogata per mobilità è considerata reddito, quindi non viene considerata in quanto “mobilità” in se, ma in quanto facente parte dell’eventuale reddito dell’anno precedente.
      Quindi, in via teorica non c’é incompatibilità ma potrebbe contribuire a superare il limite di reddito previsto.

      Saluti
      S. N.

  2. sono affetta da epatite C con cirrosi epatica X trasfusioni sbagliate ,operata di cancro X ben 5 volte..ho diritto ad una indennita’ ?

    • Buongiorno.
      All’età di 74 anni spetta un beneficio economico solo se viene riconosciuto il diritto ad indennità di accompagnamento.
      Il riconoscimento viene concesso ai soggetti con “necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita” oppure a quelli che sono “non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore”. In casi selezionati, quindi non sempre, viene concessa ai soggetti in attualità di chemioterapia e limitatamente per il periodo in cui si è sottoposti al trattamento.

      Nel caso suo specifico non sono in grado di giudicare se si trova nelle condizioni previste dalla normativa in quanto internet non è il modo migliore di fare una visita.
      Dovrebbe chiedere una consulenza ad un medico in carne ed ossa esperto in medicina legale.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  3. Buongiorno Dottore a mia madre di anni 67 dopo visita oculista e OCT e stata diagnosticata maculopatia bilaterale non operabile.
    Ho fatto domanda per invalidità con i documenti in ns possesso.
    Mia mamma percepisce già una pensione di 300 euro da lavoro.
    Vive con mio padre pensionato di 70 anni. Ma per fare la spesa e altro ha bisogno del mio aiuto. Io sono disoccupata. Posso chiedere anche l’accompagnamento ?
    Avra’ diritto sempre a percepire i 300 euro della sua pensione?
    Grazie mille

    EC

    • Buonasera.
      Nella sua domanda si nascondono purtroppo alcune notizie errate sui benefici agli invalidi e sui requisiti sanitari per ottenerli.

      Innanzi tutto i criteri per ottenere la concesisione di indennità di accompagnamento sono solo questi:
      1) necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita
      2) non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.

      Nel suo caso quindi occorre innanzi tutto rilevare se esiste una di queste condizioni.
      Un deficit visivo, da solo non rileva ai fini della concessione di accompagnamento, così come non è sufficiente l’incapacità a recarsi presso un negozio a fare la spesa. La necessità di assistenza deve essere “continua” e la necessità di accompagnatore deve essere “permanente”, cioè sempre, anche in casa per pochi metri di spostamento. L’autonomia all’interno delle mura casalinghe già esclude la concedibilità del beneficio.

      Se il deficit visivo è però così grave da aversi un residuo visivo inferiore od uguale ad 1/20 nell’occhio migliore sussiste il requisto per la concessione di pensione per ciechi parziali per il quale occorre presentare una domanda specifica, in pratica con lo stesso sistema che avete già usato per questa, ma deve essere selezionata la casella “cecità” nel certificato (notizie sui requisiti per le pensioni di cecità da QUI)

      In ultimo, la eventuale concessione di indennità accompagnamento non ha alcuna influenza sui redditi da pensione già percepiti, quindi la risposta è SI.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  4. vi porgo questa domanda mia mamma a gennaio 2013 e’ stata operata di tumore al seno dopo vista asl e’ stata riconosciuta invalida al 100% ed ha piu’ di sesantacinqueanni ad agosto e’ stata operata di cuore [4 baypass] e’appena tornata a casa puo’ aver diritto alla pensione o posso fare domanda di acconpagnamento grazie

    • Buonsera
      Non in automatico per le patologie descritte.

      Se si è invalidi al 100% e insorgono altre patologie, non si passa da 100% ad indennità di accompagnamento. si resta sempre con invalidità del 100% a meno che non si trovi nella condizione prevista per la concessione di indennità di accomgnamento:
      1) non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore,
      2) non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

      Confermo che se ha superato i 65 anni non può percepire la pensione di invalidità.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

        • Si, l’unica possibilità di ottenere un beneficio economico, per i soggetti con l’età di sua madre, è il riconoscimento del diritto ad indennità di accompagnamento.

  5. Salve,
    sono titolare di una pensione di invalidità (100%) per epilessia, ma nel certificato medico rilasciatomi dalla commissione non viene riconosciuta la necessità di accompagnamento.
    Io sapevo che per la Cassazione, invece, le persone che soffrono quotidianamente, o di tanto in tanto, di “crisi di assenza” e di “attacchi epilettici” hanno diritto a questa prestazione.
    La ringrazio.

    • Buongiorno.
      Non è automatico, anche perchè, come può notare nella tabella delle invalidità, l’epilessia è contemplata e sono previste queste percentuali:
      2001 EPILESSIA GENERALIZZATA CON CRISI ANNUALI IN TRATTAMENTO ==> 20%
      2002 EPILESSIA GENERALIZZATA CON CRISI MENSILI IN TRATTAMENTO ==> 40%
      2003 EPILESSIA GENERALIZZATA CON CRISI PLURISETTIMANALI IN TRATTAMENTO ==> 100%
      2004 EPILESSIA GENERALIZZATA CON CRISI QUOTIDIANE ==> 100%
      2005 EPILESSIA LOCALIZZATA CON CRISI ANNUALI IN TRATTAMENTO ==> 10%
      2006 EPILESSIA LOCALIZZATA CON CRISI MENSILI IN TRATTAMENTO ==> 41%
      2007 EPILESSIA LOCALIZZATA CON CRISI PLURISETTIMANALI O QUOTIDIANE IN TRATTAMENTO ==> da 91% a 100%

      La sentenza a cui forse fa riferimento è la 1268/2005 (che potrà leggere integralmente da QUI), ma l’epilessia farmaco resistente è inserita in un contesto più ampio e comunque, a proposito dell’epilessia, si parla di “pericolo incombente per se o gli altri”.
      Ma questo va dimostrato; deve cioè essere dimostrata sia la eccezzionale frequenza delle crisi convulsive nonostante la terapia farmacologica, sia il pericolo per la sua o altrui incolumità associato a questa condizione.

      In genere le commissioni tendono a respingere queste istanze, proprio per la difficoltà dell’accertamento.
      Se ritiene che sussistono questi estremi e di poter dimostrare questa particolare condizione di gravità, allora può proporre ricorso giudiziario avverso il verbale entro 6 mesi dalla ricezione della comunicazione.
      Naturalmente ciò va fatto con l’ausilio di un avvocato e, lo ritengo opportuno, di un medico-legale che potrà opportunamente consigliare.

      I patronati per queste azioni hanno convenzioni con dei professionisti a tariffe molto calmierate.
      Potrà cominciare chiedendo una consulenza presso un patronato che generalmente è gratuita (ma non per questo poco affidabile).

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  6. HO COMPIUTO 65 ANNI A LUGLIO, ED HO FATTO LA DOMANDA DI INVALIDITA’ PER LE SEGUENTI PATOLOGIE:CIRROSI EPATICA CRIPTOGENETICA , DIABETE MELLITO TIPO 2 IN FASE DI SCOMPENSO COMPLICATO DA RETINOPATIA NON PROLIFERANTE,FIBRILLAZIONE ARTERIOSA IPERTENSIONE ARTERIOSA, IPOTIROIDISMO, INFIAMMAZIONE CAPSULO LEGAMENTOSA A CARICO DELLE ARTICOLAZIONI METATARSO FALANGEE DEL II E III RAGGIO.CORDIALI SALUTI LUIGI

    • Buonasera.
      Dovrebbe meglio specificare il suo quesito.
      Quella indicata è la diagnosi del certificato di presentazione, suppongo.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  7. si è vero quella indicata è la diagnosi del certificato di presentazione,mancava una parte del quesito, cioè che percentuale di invalidità potevo avere con le patologie elencate?La ringrazio, Luigi

    • Buonasera.
      Scusi la punta di ironia, ma se fosse così facile fare una valutazione sulla scorta di così scarne notizie, non ci sarebbe bisogno di Commissioni per l’Accertamento dell’Invalidità civile, basterebbe inserire i dati in un computer.
      Scherzi a parte, mi scuso ancora, nessuna valutazione medico-legale seria può essere fatta in assenza di visita del paziente e di valutazione di tutta la documentazione medica in possesso; qualche volta, nel caso dei deficit visivi o uditivi, può essere fatta una indicazione precisa, anche a distanza, ma in quesi casi si tratta di valutazioni quasi matematiche.

      In ogni caso, se ha presentato domanda dopo il compimento del 65o anno di età non spetta alcuna pensione, anche se raggiungesse una percentuale sufficiente.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  8. Buongiorno, ho compiuto 60 anni a febbraio, ho un’invalidita’ dell’80/, sono impiegata statale-scuola e a oggi ho 28 anni di contributi versati di cui 23 in regime di invalidità…andrò in pensione con la vecchiaia…ma dovrò stare in servizio fino a 66/67 anni?? Ho subito ben 23 interventi…ora sono in malattia per convalescenza del l’ennesimo intervento…mi dia una minima speranza! Grazie

    • Buonasera.
      Per la verità non posso darle speranze, ma nemmeno posso scoraggiarla. troppo poche notizie per essere preciso e in ogni caso la distanza impedisce valutazioni affidabili; ma comunque qualche breve notizia potrebbe essere utile, naturalmente da verificare presso gli uffici appositi.

      Innanzi tutto, visto che per 23 anni ha superato il limite del 75%, le spettano 2 mesi di abbuono per ogni anno di invalidità, e di questo può tenere conto nel calcolo di quando potrà andare in pensione; dovrebbero essere quasi 4 anni.
      In alternativa potrebbe chiedere la “Pensione per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro” per cui potrebbe andare in pensione con il monte contributivo attuale (dovrà valutare però se le conviene da un punto di vista economico).
      Potrà chiedere informazioni su questa possibilità presso qualche patronato, meglio se afferente ad un grosso sindacato. Qualche breve notizia da QUI.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  9. Salve sig Salvatore vorrei un informazione se è possibile sono un 46enne che da poco mi hanno scoperto che ho la sm, ho problemi Seri a deambulare mi appoggio dappertutto per camminare,salire in particolare scendere le scale ,non parliamo del fattore stanchezza fisica. Io ho lavorato fino aad aprile 2012 poi l’azienda è fallita ci hanno messi in cassa integrazione per un anno scaduto l’anno in mobilità io per due anni nel frattempo mi hanno diagnosticata la sm fatte le visite per l’invalidita civile mi hanno riconosciuto il 100% con accompagnamento vorrei sapee se quello che mi hanno riconosciuto e compatibile con i due anni di mobilità che ho posso percepire mobilità ed accompagnamento? Grazie anticipatamente cordiali saluti

    • Buonasera.
      L’indennità di accompagnamento è incompatibile solo con prestazioni analoghe erogate da altre amministrazioni, ad esempio quella erogata dall’INAIL con il nome di Assegno per l’assistenza personale continuativa.

      Nel suo caso non esiste alcuna incompatibilità tra indennità di accompagnamento e “mobilità” o “disoccupazione”.

      Saluti.

      Dott. Salvatore NIcolosi

      • buongiorno, una domanda :
        ho superato 65 anni,ho fatto domanda di invalidità e aspetto la chiamata per la visita
        sono sicuro di averla superiore al 67% (già fatta 5 anni fa per il pensionamento e poi rinunciata) per varie patologie
        devo cambiare l’auto, ho sentito che si può avere agevolazione iva……
        è vero ??? è meglio aspettare l’accettazione ???
        grazie per la risposta (per favore : anche per email, non sono spesso al computer)
        …….antonio ……

        • Buongiorno.
          Le agevolazione dell’IVA per l’automobile vengono concesse ai soggetti con handicap in condizione di gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92 per il quale occorre presentare domanda apposita.

          Quindi se lei non ha presentato domada apposita, anche in caso di notevoli aggravamenti, ad esempio con riconoscimento del 100% di invalidità, non potrà avere questa agevolazione.

          Per ulteriori notizie su questo argomento, segnalo una pagina del sito handylex.org in cui si possono avere notizie più precise sui requisiti per ottenere le agevolazioni IVA da parte dei soggetti disabili ==> QUESTA pagina.

          Saluti.

  10. ho passato la visita collegiale per invalidita’ ed handicap il 10 ottobre, quando avro’ la risposta? ho gia’ compiuto 65 anni il mese di luglio, grazie ahticipate, cordiali saluti . Luigi

    • Buonasera.
      Impossibile rispondere.
      La velocità cambia da provincia a provincia perchè i verbali vengono compilati il giorno stesso dalla Commissione USL e poi devono passare al vaglio della Commissione Medica INPS, a volte addirittura prima di quella provinciale e poi della Superiore.
      In genere i verbali arrivano abbastanza velocemente se il beneficio non viene accolto. Viceversa spesso l’iter subisce rallentamenti, soprattutto a livello provinciale in quanto dipende anche dall’efficienza della sede.

      In ogni caso andiamo da 2 mesi in su.

      Più precisamente non sono in grado di rispondere.

      Saluti.

      Dott. S. Nicolosi

  11. Buongiorno,
    dal luglio 2010 mi è stata riconosciuta una invalidità civile totale e permanente e percepisco una pensione mensile di euro 276.
    Dal marzo 2011 ho compiuto 60 anni ed apprendo ora di avere diritto ad una maggiorazione dell’assegno mensile ad euro 631.
    La mia domanda è se è possibile percepire gli arretrati dal compimento dei 60 presentando domanda adesso.

    • Buonasera.
      Questa notizia non fa parte delle mie competenze specifiche e non sono certo di poter rispondere correttamente.
      Un Patronato con personale serio e preparato potrà rispondere correttamente alla sua domanda.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  12. Gentile dott. Nicolosi,

    buona sera. Vorrei chiederle, se possibile, delle cose. Mio padre, di anni 60, ha sostenuto, presso l’ASL, la visita per l’invalidità civile ottenendo un invalidità del 100% totale e permanente senza però l’indennità di accompagnamento. Mio padre infatti ha più patologie tra cui il morbo di Crohn e una malattia ematologica. Per tale malattia ha fatto 6 mesi di chemioterapia. A Gennaio 2014 ha perso, purtroppo, anche il lavoro. Mio madre invece lavora. Volevo ora, se possibile, farle le seguenti domande:

    1) Abbiamo pensato di fare richiesta per la pensione di inabilità. Che lei sappia, si deve sostenere una visita come per l’invalidità civile, così come quella già sostenuta per l’ASL? Con il reddito da lavoratore supera i 16 mila euro lordi. Però, ora che ha perso il lavoro percepirò reddito personale pari a zero euro. Ho letto che in questo caso si può avere diritto alla pensione di 275€ mensile. La cosa che non mi è chiara è che se devo iniziare a muoversi da ora oppure direttamente a Gennaio 2015 in quanto la dichiarazione dei redditi va riferita all’ anno precedente: è questo il mio dubbio.

    2) Nel caso in cui mio padre avrà diritto a percepire la pensione di 275€ mensile partirà dal mese successivo a cui ha presentato la domanda (Gennaio 2013) oppure dal mese successivo al quale ha fatto la visita all’ ASL: questa cosa non mi è tanto chiara.
    3) Vogliamo fare ricorso e rivolgerci ad un buon patronato per cercare di avere l’accompagnamento per il periodo in cui si è fatto la chemioterapia. Anche in questo caso bisogna effettuare una nuova visita? Il giudice di pace si serve di un consulente per capire se mio padre deve o non deve avere l’accompagnamento? In questo periodo (6 mesi) non è andato nemmeno a lavoro perché aveva bisogno di assistenza. Ora, ho letto da un sito la seguente cosa:
    La procedura del ricorso è cambiata recentemente e, dal 2012, chiunque voglia fare ricorso avverso un verbale di invalidità deve obbligatoriamente effettuare un accertamento tecnico preventivo prima di dare avvio alla causa giudiziaria vera e propria.
    In sostanza il ricorrente deve recarsi presso il Tribunale di competenza (quello di propria residenza) e presentare l’istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie che legittimano la pretesa fatta valere. Se questo accertamento preventivo non viene effettuato, non si può arrivare davanti al giudice.
    Caro dr. Nicolosi, mi può dire in sintesi se quello che è scritto è vero e cosa significa accertamento tecnico preventivo. In sostanza, cosa si tratta di fare?
    Spero che mi possa rispondere e aiutare.
    Nel salutarla le auguro una buona giornata, buon lavoro e buon 2014.
    Grazie per il servizio che offre.

    Un caro saluto
    Marco

    • Buogiorno.
      Domanda lunga e complessa, spero di rispondere adeguatamente ai suoi quesiti.
      1) nella prima domanda lei mette insieme pensione, erroneamente, di inabilità ed invalidità civile; nell’ordine: se si fa domanda di pensione di inabilità si viene sottoposti a visita da un medico INPS presso la sede competente per territorio, quindi non una commissione ma uno dei medici; premesso che consiglio sempre di presentare domanda di “assegno di invalidità ed in subordine pernsione di inabilità” questo tipo di prestazioni assistenziali esulano dal reddito dell’anno precedente o in corso e la somma percepita dipende dalla contribuzione effettuata, ma sono esse stesse reddito, quindi si sommano agli eventuali altri redditi ai fini dell’imposta IRPEF; quindi in ogni caso conviene presentare l’istanza prima possibile (anche perchè le patologie invalidanti, a quanto capisco, in questo momento sono di maggiore importanza rispetto a quato potrebbero esserlo tra un anno se tutto, come speriamo, andrà bene)
      2) la pensione di invalidità civile di circa 275 € verrebbe percepita a partire da quando si concretizza il requisito reddituale, quindi non dalla domanda; quindi, se non venisse accolta la domanda di assegno ordinario e se comunque in quest’anno il suo reddito non supererà il limite previsto, allora percepirà la pensione come invalido civile totale.
      3) il giudice competente per i ricorsi in materia di invalidità civile è il Giudice del Lavoro. In ogni caso serve un avvocato che presenta l’istanza. Da un punto di vista “pratico”, per il ricorrente, l’accertamento tecnico preventivo si concretizza in una visita medico-legale presso un medico (CTU) incaricato dal giudice di accertare se sussistono le condizione sanitarie per la concessione del beneficio richiesto.Semplificando molto, il CTU deposita la propria relazione di perizia medico-legale presso il giudice con la propria opinione; se nessuna delle parti, INPS e ricorrente, deposita motivate controdeduzioni, il giudice “valida” la perizia che diventa a tutti gli effetti il nuovo verbale di invalidità; se una delle parti propone “motivate” controdeduzioni allora l’eccertamento tecnico preventivo si conclude e si può iniziare una azione legale vera e propria, con udienze in tribunale, visita presso un altro CTU, etc.; l’inghippo, in questo caso, è che se l’APT è sfavorevole al ricorrente e ancha la causa viene perduta, la causa stessa potrebbe essere considerata avventurosa e quindi il ricorrente, più facilmente, può essere condannato al pagamento delle spese processuali. In ogni caso, ripeto, l’accertamento tecnico preventivo deve essere richiesto necessariamente tramite l’assistenza di un avvocato presso il Tribunale del Lavoro.

      Saluti e a disposizione per chiarimenti.
      ott. S. Nicolosi

      • Caro dr. Nicolosi, buona sera. Grazie per la risposta. Mi consenta, però, di chiederle qualche altra cosa: purtroppo non mi è chiaro tutto.
        Mi sa dire la differenza tra pensione di inabilità e assegno di invalidità, dato che la cosa non mi è chiara? Certo di agevolarle il lavoro, ricapitolando quanto da lei scritto e da me capito. Quello che ho capito, mi corregga se sbaglio, è questo:

        1) Per la pensione di inabilità occorre l’accertamento del requisito sanitario di un medico INPS ed è pari a 275€ mensili. Qui, il limite di reddito annuo è presente ed è pari a poco più di 16 mila euro lordi annui. Invece, cos’è l’assegno di invalidità, mi perdoni ma mi sfugge qualcosa. A quanto ammonta mensilmente questo assegno? In questo caso non c’è nessun limite di reddito, corretto? Lei mi consiglia di fare richiesta per l’ assegno di invalidità e successivamente per la pensione di inabilità oppure in contemporanea? Per fare le domande bisogna compilare la procedura on-line sul sito dell’ INPS? E’ necessario rivolgersi ad un patronato oppure tramite il PIN (che è in mio possesso) posso fare tutto semplicemente da casa? Spero che abbia tempo per aiutarmi e rispondere.

        2) Ai fini del reddito, si considera solo ed unicamente il modello 730? In aggiunta a questo le vorrei chiedere una cosa. Mio padre riceverà (entro 3 mesi) la liquidazione per i 35 anni di servizio. Ora, questi soldi saranno accreditati sul conto corrente ovviamente e mi chiedo: vanno considerati a mo di reddito oppure no? In ogni caso la valutazione del reddito (per la pensione di inabilità quindi) è quello personale e non familiare, corretto?

        3) Le vorrei spiegare un ragionamento, se ha un pò di tempo. Mio padre è nato il 1953 ed ha, pertanto, quasi 61 anni. Andrà in pensione, con la riforma Fornero, il 2020 (così come attualmente recita la normativa). Ora, però mi consenta di farle un osservazione. Mio padre ha fatto domanda di invalidità civile a Gennaio 2013. Ad ottobre 2013 è stato chiamato a visita e a Dicembre 2013 ha ricevuto il decreto a casa con il 100% di invalidità permanente e totale. A gennaio 2014 (per altre cause non legate alla malattia) ha perso il lavoro. In pratica, il fatto che sia stato dichiarato con un invalidità civile al 100% un pò prima di essere licenziato non lo permetterebbe di andare in pensione già da adesso, oppure è impossibile vista l’età? Ha senso fare ricorso per il fatto che abbia perso il lavoro dopo che ha ricevuto il decreto a casa oppure la sua finestra utile si apre solo il 2020? Non so se mi sono spiegato bene.

        Caro dr. Nicolosi, spero che anche questa volta possa rispondermi. Mi scusi ma mi sto informando per capire come muovermi.
        Grazie per il servizio.

        Un caro saluto
        Marco

        • Buonasera.
          Si sta facendo confusione tra invalidità civile ed invalidità contributiva.

          Quella ottenuta da suo padre è una invalidità “civile” che quindi ha limiti di reddito, è indipendente dal lavoro che si è svolto o si svolge e consiste in € 275 mensili circa fissi; il TFR che io sappia fa reddito e il reddito è quello personale.

          La pensione di inabilità o l’assegno di invalidità a cui facevo riferimento sono “fattispecie” diverse. L’assegno ordinario di invalidità (vedere QUI)spetta a coloro che hanno almeno 5 anni di contributi totali, almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 e che, a causa di malattie o infermità, hanno perduto i 2/3 di capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle attitudini; la pensione di inabilità (vedere QUI) ha requisiti amministrativi uguali ma si deve essere in una condizione che impedisce ogni attività lavorativa. Io consiglio di fare sempre entrambe le domande (inabilità e in subordine assegno) perchè i requisiti nel caso dell’asegno sono inferiori ed è, eventualmente, più facilmente ottenibile. Esiste poi anche la cosiddetta “pensione anticipata di vecchiaia”, sempre in ambito INPS, che viene concessa agli ultra-sessantenni con una invalidità di almeno l’80%, ma i criteri di calcolo dell’invalidità sono diversi rispetto all’invalidità civile. per queste 3 tipologie di pensione da invalidità non esistono limiti di reddito, la somma concessa dipende dalla contribuzione effettuata e rappresenta comunque un reddito assoggettato ad IRPEF. Per avviare questo tipologia di pratica consiglio di rivolgersi ad un buon patronato.
          Serve sostanzialmente un certificato su modello SS3 (da fare on-line) e presentare l’istanza.

          Che sia stato dichiarato invalido “civile” prima del licenziamento non porta alcun beneficio ai fini delle finestre utili al pensionamento; le uniche possibilità sono le pensioni INPS di invalidità (ma, ripeto, non invalidità civile)

          Saluti.
          Dott. Salvatore NIcolosi

          • Caro dr. Nicolosi è stato gentilissimo. Mi sono accorto che avevo parecchia confusione. Mi sono letto i suoi due link e adesso, è tutto più chiaro. Però, se non le crea disturbo, vorrei chiederle delle cose:

            1)Riguardo alla pensione di inabilità sul suo link è scritto: Viene calcolato aggiungendo all’ anzianità contributiva maturata, ulteriori contributi sufficienti a coprire il periodo mancante al raggiungimento dell’età pensionabile indicata in 60 anni, ma fino ad un massimo di 40 anni di contributi totali. Mentre, riguardo all’ assegno di invalidità, è scritto: viene calcolato sulla scorta della contribuzione maturata; se il lavoratore è disoccupato e privo di altri redditi la pensione viene calcolata ed erogata con integrazione al minimo. Se ne ricorrono i requisiti, la pensione viene calcolata ed erogata con integrazione al minimo. Mi saprebbe dire, per una persona di 61 anni quasi, e 36 anni di contributi versati, quale è più vantaggiosa? Solo una delle due sarà elargita, corretto?

            2) E’ corretto che se uno dei due benefici viene concesso non sono cumulabili con i 275€ dell’ invalidità civile? Cioè se si prende o la pensione di inabilità o l’assegno di invalidità, non si possono prendere i 275€ di invalidità civile, corretto?

            3) Mi consenta di chiederle un ultima cosa. Ho letto che, il titolare di Pensione di Inabilità, può richiedere anche la concessione di Assegno Mensile per assistenza personale e continuativa. Mi saprebbe dire a quanto ammonta questo assegno? I requisiti sono gli stessi dell’ accompagnamento quindi è richiesta no deambulazione o no atti quotidiani della vita.

            Grazie mille per il servizio che offre. Mi sono segnato (nei preferiti) i suoi link. Anzi, se vuole fornirmi qualche altro suo link sarò ben lieta di seguirla.

            Un caro saluto
            Marco

          • Buonasera; con ordine, spero:

            1) in pratica, avendo superato il sessantesimo anno di età, anche se venisse concessa l’inabilità non verrebbe aggiunto nulla; quindi da un punto di vista economico, nel suo caso sono la stessa cosa; l’unica differenza è che l’assegno ordinario è triennale, quindi dopo 3 anni si deve rifare la domanda, la pensione di inabilità è per sempre, nel senso che non si deve presentare domanda di rinnovo, ma l’INPS può revisionarla. Naturalmente si può ottenere solo una delle due (ma, mi ripeto, è meglio presentare istanza per entrambe);

            2) è solo parzialmente corretto; i 275 Euro dell’invalidità civile non vengono corrisposti se si superano i limiti di reddito;

            3) i requisiti sanitari per ottenere l’assegno mensile per assistenza personale sono uguali a quelli dell’indennità di accompagnamento e la cifra concessa è circa 20 euro in meno (tanto vale eventualmente presentare domanda per l’accompagnamento).

            Saluti e grazie per i complimenti; non mi dedico ad altri blog; già questo è faticoso da seguire.

            Dott. Salvatore Nicolosi

  13. Buongiorno DR. Nicolosi.

    L’Inps mi ha riconosciuto invalido civile inviandoci un verbale con i seguenti codici:

    Codice DM 5/2/92
    2210

    Codice ICD9
    402
    29633

    Potrebbe darmi un chiarimento sui benefici che ne derivano e anche su eventuali obblighi da parte mia verso l’Ente ?

    Percentuale invalidante 75% ( Modello ap70 già inviato)

    Distinti saluti
    Rocco

    • Buonasera.

      Ai fini dei benefici ottenibili, il codice riconosciuto non ha alcuna importanza.

      Quello che contano sono la diagnosi e la percentuale riconosciuta.

      Nel suo caso specifico, questa diagnosi (facendo riferimento al codice) non le porta particolari benefici, ma se si trattasse di un riconoscimento di ipoacusia, ad esempio, con questa percentuale potrebbe ottenere gratis, o ap prezzo molto scontato, le protesi acustiche; e ciò è valido per l’incontinenza urinaria, per la spondilartrosi (bustino ortopedico) ed altre ancora.

      I benefici sono quelli che ho descritto in questa pagina,
      Non esistono obblighi particolari, oltre al mod. da lei inviato, ma annualmente l’INPS le chiederà quali sono stati i suoi redditi nell’anno precedente, e lei è tenuto a rispondere in modo veritiero.
      E’ anche possibile che lei sia chiamato a visita di revisione o verifica, ed in quel caso lei dovrà presentarsi producendo documentazione specialistica aggiornata

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Caro dr. Nicolosi,

        sono il ragazzo del post precedente sopra. Purtroppo non posso più continuare la discussione e mi aggancio a questo post. Queste sono le ultime domande, prometto:

        1) L’ulteriore differenza è che con la pensione di inabilità mio padre non può più trovare nessun altro lavoro in quanto è incompatibile con l’attività lavorativa mentre, invece, l’assegno di invalidità permette di fare qualche lavoro, ammesso che lo riuscisse a trovare, corretto? Poi mi consente di dirle una cosa: ma l’assegno mensile per assistenza personale si va a sommare alla pensione di inabilità, è corretto? Se fosse così non sarebbe molto più conveniente la pensione di inabilità rispetto all’ assegno di invalidità o sbaglio?

        2) Che lei sappia, la visita INPS riferita all’ invalidità contributiva è più o meno severa di quella della invalidità civile? Se uno ha ottenuto il 100% di invalidità civile non è detto che abbia i requisiti per ottenere nè la pensione di inabilità nè la pensione di invalidità, corretto? Da come ho capito però ottenere l’assegno di invalidità è più facile, corretto?

        3)Abbiamo pensato di rivolgerci al patronato della CGIL a Napoli. Pensa che sia un buon patronato? E’ una buona strategia, cosa pensa?

        Non mi resta che augurarle buon anno e tanta felicità. E’ stato di una gentilezza al di la di ogni logica umanamente comprensibile.
        La seguirò sempre.
        Spero di non romperla più con questa insistenza, oramai mi è chiaro tutto (almeno spero).
        Un caro saluto
        Marco

        • Bungiorno, non mi disturba, questa conversazione può essere di beneficio ad altri che hanno gli stessi dubbi ma non hanno pa pazienza di postare un commento.

          1) E’ vero, la pensione di inabilità è incompatibile con l’attività lavorativa; quindi in alcuni casi, se si spera o si intravede la possibilità di riprendere l’attività lavorativa, può essere più conveniente/opportuno mantenere puntare all’assegno; per ciò che riguarda l’assegno mensile per assistenza personale, è veramente difficile ottenerlo e comunque conviene, lo confermo, l’indennità di accompagnamento che viene erogata indipendentemente dal reddito ed è compatibile e cumulabile con qualunque tipo di pensione, ad eccezione di quelle che hanno la stessa finalità, come può essere appunto l’assegno mensile per l’assistenza personale.

          2) non c’è una corrispondenza esatta tra le valutazione effettuate per l’invalidità civile e quelle per l’invalidità pensionabile e in realtà la visita non è più severa, ma nemmeno più blanda di quella dell’invalidità civile; sono differenti i requisiti medico-legali e quindi è diversa l’ottica attraverso cui viene valutata l’incidenza funzionale delle patologie: è corretto che ottenere l’assegno è più semplice: i requisiti medico-legali sono meno severi.

          3) il patronato INCA-CGIL è una buona scelta ed è in grado di assisterla per tutto il percorso amministrativo nei confronti dell’INPS e, se la domanda non dovesse essere accolta, anche nella proposizione di un ricorso con richiesta di visita collegiale con l’assistenza del medico legale dell’INCA della città (ma in questo io potrei essere non obiettivo in causa in quanto sono il consulente dell’INCA-CGIL della mia città)

          Ancora saluti e comunque sempre a sua disposizione per altri chiarimenti.

          Dott. Salvatore Nicolosi

          • Caro dott. Nicolosi, grazie mille come sempre. E’ sempre molto gentile nonchè competente nelle sue risposte. Essendo una persona molto disponibile (basti guardare la prolissità delle sue risposte) mi viene sempre spontaneo chiederle altre cose in quanto, per fortuna o per sfortuna, mi vengono nuove cose in mente. Le volevo chiedere quindi questo:

            1)La richiesta sia per la pensione di inabilità che per l’ assegno ordinario di invalidità possono essere fatte simultaneamente oppure bisogna fare prima una richiesta e poi, dopo aver concluso l’iter di una pratica, fare l’altra richiesta?

            2)Mi saprebbe dire, alla buona, i tempi di attesa per essere chiamati a visita? Sono lunghi come quelli dell’ invalidità civile?

            3)Grazie a lei ho capito la differenza che c’è tra invalidità civile e invalidità contributiva. Se non ci fosse stato lei MAI probabilmente sarei riuscito a capire la differenza. Ora però la questione che mi viene in mente è questa. Le persone si dannano a fare subito la richiesta di invalidità civile (compreso mio padre) ma, in se per se, è molto più intelligente fare subito richiesta di queste cose per l’invalidità contributiva. Ora, il fatto che mio padre abbia il 100% di invalidità contributiva, al medico INPS che farà la visita, non gli interesserà proprio, vero? Cioè sono cose distinte e separate proprio.

            4)Mio padre non ha avuto l’accompagnamento, quindi quando andiamo al patronato dobbiamo fare pure ricorso, giusto? Noi vogliamo chiedere solo per il periodo in cui ha fatto la chemioterapia in regime di d-hospital. Pensa che facciamo bene?

            Caro dr. Nicolosi la prossima settimana andiamo al Patronato CGIL di Napoli a Via Torino che le ho detto. In ogni caso, senza la sua estrema gentilezza e competenza, non avrei mai risolto questi dubbi. Pertanto l’augurio (sentito) è che lei possa avere una vita sempre felice e piena di tutto quello che la faccia stare bene.
            Pensa che queste mie domande e sue relative risposte siano utili a parecchie persone.

            Un caro saluto
            Marco

          • 1) si può contemporaneamente fare istanza per concessione di: “pensione di inabilità e in subordine assegnno di invalidità”;

            2) circa i tempi di chiamata a visita per l’invalidità contributiva,a meno di problemi particolari o periodi festivi come quello appena trascorso, nella mia città siamo ad 1 mese o poco più; non posso sapere a Napoli;

            3) Sono cose sicuramente distinte che vengono valutare con criteri differenti, ma comunque avere una invalidità del 100% ha un suo peso e può aiutare a raggiungere l’obiettivo

            4) Circa il ricorso per la mancata concessione di indennità di accompgnamento per il periodo di chemioterapia,vi ricordo che si tratta di un’azione giudiziaria; in questo caso devo “ritirarmi” in buon ordine e consigliarvi di seguire le indicazioni del medico legale del patronato che vedrà la documentazione e potrà valutare il caso con maggiore correttezza.

            Di nuovo un saluto

            Dott. Salvatore Nicolosi

            P.S. circa la vita felice, grazie e … speriamo!

  14. gentile dott. sono un pensinato per cause ospedaliere, ho meno di 1 terzo delle capacità lavorative. attualmente la pensione è di euro 481. sono in cassa integtrazione straordinaria. credo che da aprile mi metteranno in mobilità. volevo chiederle se la pensione contunuerò a prenderla oppure no. la ringrazio….

  15. Caro dott. Nicolosi,
    buon giorno. Sono sempre il ragazzo che, da un pò do tempo a questa parte, “imbratta” il suo forum con richieste e chiarimenti. Ovviamente mi preme ringraziarla per il suo servizio. Fortunatamente, proprio oggi, siamo stati (io e mio padre) alla sede CGIL a Napoli. In pratica ci hanno dato tutte le informazioni (che erano esattamente quelle che mi ha dato lei) e ci hanno comunicato che la domanda va presentata in modalità telematica tramite medico fiscale. Bisogna fare prima questa cosa. Ora, quello di cui ho dei dubbi sono le seguenti cose. La prego di non considerarmi scocciante:

    1) Il modello che va inoltrato per questa pratica di invalidità contributiva è lo SS3 oppure è un modello simile all’ SS3 ma che si chiama in un altro modo?

    2) Per quanto la pratica per il ricorso per l’assegno di accompagnamento mi hanno detto che qui bisogna fare il cosiddetto ATP: accertamento tecnico preventivo ma che la cosa non è conveniente, a parer loro. Ora quello che volevo chiederle, è questo: ho letto su un Internet (non dal suo forum, in realtà) che si potrebbe, anche senza intraprendere un ricorso vero e proprio, effettuare il cosiddetto “riesame”. E’ una cosa vera e reale oppure non è vera questa cosa? In realtà, quando ho detto questa cosa all’ impiegata, lei non ne sapeva niente, devo essere onesto. Ha parlato solo di accertamento tecnico preventivo.

    3) Mio padre, ricapitolando è nato nel 1953 e, ad oggi (e per sempre se non riesce a trovare altro lavoro) ha 36 anni e 8 mesi circa di contributi regolarmente versati con un invalidità civile al 100%. In pratica, per fortuna, mia madre lavora (io, purtroppo, sono studente insieme a mio fratello). Le volevo però chiedere se lei può sbilanciarsi un pochino circa una ipotetica (ragionevole) cifra che sia possibile avere con, per esempio, l’assegno ordinario di invalidità. Ovviamente nel caso in cui l’importo sarà minore non è certamente nè colpa sua, nè avrò nessuna rivalsa nei suoi confronti, si figuri. Il mio è solo un modo (orientativo) per cercare di capire cosa sia ragionevole aspettarsi. Al Patronato hanno detto che, grosso modo, almeno per l’assegno ordinario di invalidità non ci dovrebbero essere problemi. Le chiedo questo perchè mio padre, stante così le cose, andrebbe in pensione il 2020, non proprio dietro l’angolo.

    La ringrazio ancora per avermi fatto capire (e capire bene) tutte le varie differenze in ambito di invalidità civile e contributiva. Il mio augurio è che stia sempre bene, perchè, come dice il vecchio, ma sempre attuale detto popolare: “La salute è la prima cosa”.
    Le auguro una buona giornata.
    La ringrazio sempre tanto per la disponibilità e la gentilezza del suo modo di aiutare le persone.

    Un caro saluto
    Marco

    • Buonasera.
      Bispetto al quesito al numero 1) preciso che il certificato su modello SS3 (si chiama proprio così) può essere presentato per via telematica da qualunque medico sia abilitato ed in possesso di apposito PIN; in genere i medici di medicina generale ne sono dotati e quindi può tranquillamente provare con il suo medico.

      Che mi risulti, non esiste una procedura di “riesame” nel caso dell’invalidità civile in condizioni normali; mi è capitato di vedere un caso di riesame, ma si trattava di un grosso errore nel verbale dove erano errati tutti i dati anagrafici, la storia e la diagnosi; in sostanza gli era stato attribuito il verbale di altra persona. Nel suo caso è un “normale” mancato riconoscimento dei requisiti sanitari.
      L’ATP è in sostanza una pre-causa, ma comunque è necessario un avvocato, si inizia una procedura in tribunale e si viene visitati da un consulente tecnico del tribunale. Ma forse l’imiegata della CGIL, esperta in queste situazioni, ha ritenuto a vista che non ci fossero i requisiti per l’indennità di accompagnameno che sono solo 2:
      1) non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente (cioè sempre, anche a casa) di un accompagnatore,
      2) non in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita (si intendono però gli atti fondamentali, come mangiare da soli, lavarsi, vestirsi, etc).

      Se suo padre non si trova in una di queste condizioni allora è inutile tentare. Preciso che se si è in grado di camminare con una stampella, anche se con difficoltà, non ci sono i requisiti.

      Circa la cifra di di un eventuale assegno di invalidità, non è semplice, perchè non dipende solo dagli anni di contribuzione, ma anche dal “peso” dei contributi versati e in tutta onestà non me ne sono mai occupato. In questo ambito sono totalmente ignorante.

      Grazie per gli auguri, servono sempre :-)

      Saluti e auguri anche a lei e alla sua famiglia.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  16. Caro dott. Nicolosi,

    è sempre un piacere sentirla. Per quanto riguarda il “peso” dei contributi ho capito cosa lei intende: se mio padre è stato, per esempio, un dirigente, con un buono stipendio, prenderà un assegno più sostanzioso rispetto, magari, ad un semplice impiegato. No, purtroppo non è stato un dirigente ma prendeva uno stipendio ragionevole di 1550 euro al mese. In ogni caso l’importo per l’assegno ordinario di invalidità viene “cucito” ad hoc alla persona, corretto? Ogni persona ha un importo diverso? Un ultima cosa le chiedo:

    1)Grosso modo, che lei sappia, quanto tempo passa tra, la visita INPS e il risultato della visita stessa?

    Si, mio padre cammina da solo senza problemi e fa gli atti quotidiani della vita: però questi requisiti, se mi consente, sono un pò soggettivi. In ogni caso faremo l’aggravamento se la situazione peggiora, solo questo possiamo fare al momento.

    Se a lei fa piacere la aggiorno sulla nostra situazione.
    Le ribadisco, ancora una volta, il mio augurio di felicità e buona salute.
    Sono fiducioso che, prima o poi, torno sul suo blog a chiederle qualche altra cosa.

    Fino a quando non ci sentiremo, le auguro tutto il bene di questo mondo.

    Un caro saluto
    Marco

    • Caro dr. Nicolosi,

      buon giorno. Sembra proprio che io abbia sempre bisogno di lei. La voglio aggiornare sulla nostra situazione. Mio padre, tra l’altro, a Dicembre 2013 ha effettuato anche la visita per la legge 104/92 presso la sede ASL. E’ stata fatta allo stesso modo e dallo stesso dottore per l’invalidità civile. In pratica però, per la visita per l’invalidità civile ha avuto anche il decreto a casa (avendola fatta ad Ottobre) mentre qui non ha ricevuto ancora il decreto a casa. Stamane, senza farlo nemmeno apposta, abbiamo ricevuto un telegramma dove è scritta la seguente cosa:

      La SV è convocata a visita di l.104/92 il giorno 22/10/2014 alle ore 10.15 presso il centro medico legale INPS.

      Mi saprebbe dire che cosa significa? Se lui ha già effettuato la visita all’ ASL, deve passare quest’altra visita all’ Inps: non riesco a capire. Mi saprebbe dire , se è possibile, la differenza tra le due?

      Se i risultati sono diversi, chi avrà ragione?
      Questa cosa ci ha spiazzato.
      Spero che possa trovare anche qui il tempo per rispondere.

      Un caro saluto
      Marco

      • Probabilmmente si tratta di una visita di verifica diretta.
        Qualunque verbale ASL, sia di inv. civ. che di legge 104/92 che di legge 68/99, viene sottoposto al controllo prima della Commisione di Verifica INPS locale, poi della Commissione di Verifica superiore dell’INPS.
        Viene valutata la diagnosi, il beneficio concesso e la documentazione prodotta.
        Se la Commissione INPS ritiene che in qualche modo vi siano delle incongruenze o delle imcompletezze, ad esempio se la Commissione ASL certifica un deficit deambulatorio ma non c’è un certificato specialistico che lo conferma, ha la facoltà di bloccare il verbale e convocare a visita diretta. In questo caso il verbale che viene inviato a domicilio è quello redatto dalla Commissione INPS, unico valido.

        Saluti ancora.

        Dott. Salvatore NIcolosi

    • Buonasera
      Circa la prima domanda, è proprio come lei ha capito, nel senso che l’assegno dipende dai contributi totali versati nei vari anni; il calcolo non è semplice anche per gli esperti in queste questioni amministrative.
      In genere la visita viene decisa in giornata o qualche giorno dopo, quindi non passa molto tempo prima del risultato, a volte meno di 1 mese, anche se a volte c’è un poco di ritardo perchè l’area amministrativa inps non è celere nell’invio della comunicazione.

      Saluti
      Dott. S. Nicolosi

    • Buon giorno.
      Se leggerà attentamente la pagina su cui ha postato il commento scoprirà che è necessario almeno il 74%.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  17. Caro dott. Nicolosi,

    buon giorno. Se le fa piacere la aggiorno sulla situazione di mio padre. Proprio oggi siano andati a visita INPS e abbiamo fatto la visita con il medico INPS. E’ stata grosso modo come la visita ASL con un commissione formata da il medico e due persone che sono di supporto e sono collegati con un computer e scrivono (penso telematicamente) le informazioni e la storia clinica del paziente (in questo caso mio padre). La durata della visita è davvero cosa molto breve. In realtà avrei un altra questione di porle. Caro dr. Nicolosi ma lei si intende, per caso, anche di pensioni normali? Mia madre tra pochissimo dovrebbe andare in pensione, ma vorrebbe sapere se ha una decurtazioni oppure nessuna decurtazione.
    E’ ferrato anche su questo aspetto?
    Le auguro, come sempre, tanta felicità e una buona giornata.
    E’, come sempre, una persona molto gentile.

    Un caro saluto
    Marco

    • Buonasera.
      No, sono medico, quindi le normative che riguardano le pensioni “normali” mi sono assolutamente sconosciute.

      Saluti

  18. Caro dr. Nicolosi,

    buona sera. Non mi prenda per scocciante ma la vorrei aggiornare sulla mia situazione (intesa in senso di mio padre). Purtroppo, dopo aver proceduto alla compilazione del modello simile SS3 tramite il nostro medico di famiglia ci siamo recati di nuovo al Patronato per presentare domanda di pensione di inabilità e in subordine assegno di invalidità. Con nostro sommo stupore il signore del Patronato ha detto che, per i dipendenti Postali (quale era mio padre) la domanda non si può presentare. Ma, mio padre, per il periodo che ha lavorato, ha tutti i contributi versati e, in più, se si accede, tramite le credenziali al sito INPS escono tutti i contributi. Lui ha parlato di un problema legato all’ IPOST. A lei le risulta questa cosa? Cioè che legge è mai questa che i dipendesti postali non possono usufruire di questa agevolazione? Cioè a mio padre gli sono caduti i capelli, sta facendo chemioterapia e tutto (per fortuna cammina ed è autonomo) ma non può fare questa domanda dal momento che è stato dipendente postale? Lei cosa mi dice a riguardo?
    Spero che possa trovare il tempo per rispondere anche a questa mia domanda.

    Un caro saluto
    Marco

      • Caro dott. Nicolosi,

        grazie. Quando e se ha tempo, controlli, se può. In ogni caso noi la domanda (assistiti da un patronato o meno) la facciamo lo stesso dato che il modello è stato compilato dal medico curante che è a conoscenza della situazione.
        Aspetto, quando più lo ritiene opportuno, un suo aggiornamento.
        Mi scusi per il disturbo.
        Oramai ho scritto (credo) più del 50% dei commenti.

        Un saluto
        Marco

    • Buonasera.
      Ho controllato ed in effetti è una situazione strana, ibrida.
      Tutto nasce dal fatto che in passato i dipendenti delle Poste erano statali, quindi INPDAP, poi sono diventati “privati”.
      In ogni caso quello di IPOST, ex postali, è diventata una situazione mista, gestione INPDAP con alcune regole INPS.
      Nel caso specifico il problema è che bisogna presentare domanda sul sistema INPDAP, ormai gestione INPS, ma ancora separati.
      Da un punto di vista pratico, per voi, cambia innanzi tutto il sistema di certificazione delle malattie invalidanti: non il modello on-line SS3, ma il modello SS3 per la richiesta di pensione di inabilità INPDAP, che si scarica, si compila, una parte dall’assistito e una parte dal medico certificatore, e poi si invia scannerizzandolo (ma questo ultimo passaggio è compito del patronato).
      Per il link si può vedere in questa pagina, ma il patronato ne dovrebbe avere una copia
      Incredibili pasticci italioti …

      Saluti

      • Caro dott. Nicolosi,

        buon giorno. Purtroppo la situazione mi sembra al quanto ingarbugliata anche perchè, ogni volta esce fuori una pensione di tipo diverso: ne ho trovate almeno 100! :D Ho visto il link che lei mi ha postato e, andando il sito INPS, riporta tre documenti. Tralasciando il terzo documento che non è il caso nostro, sono solo i primi due a cui far riferimento. Ora, mi corregga se sbaglio, o facciamo domanda per: 1)Domanda di pensione di inabilità oppure domanda per 2) Domanda di pensione ordinaria o privilegiata di inabilità.
        Tra le due, mi corregga sempre se sbaglio, la seconda mi sembra più fattibile essendo il requisito sanitario meno stringente, corretto?

        In ogni caso non mi è chiaro quando lei scrive:
        In realtà tale modulo deve essere comunque corredato da un ulteriore certificato su modello “allegato 2″ che potrà essere fornito direttamente dall’amministrazione (esperienza personale).
        Questo modello “allegato 2″ ce lo dovrebbe dare direttamente le Poste, corretto? Ma se mio padre non lavora più è un problema? A chi dobbiamo rivolgerci per questa cosa? Lei mi sa dare qualche consiglio? E’ ancora valido questo modello.

        Dopo aver scaricato il file pdf (il secondo se mi conferma la cosa) provvediamo a compilarlo (anche in relazione al medico di famiglia) a mano, la cosa non crea problemi giusto? Una volta compilato a mano bisogna andare da un patronato (buono) e farcelo scannerizzare e spedire a chi di competenza, giusto?

        Ma, con esattezza, a chi deve essere spedità (IPOST, INPDAP, INPS), perchè questa cosa non mi è tanto chiara.

        In realtà, ieri, andando ad un altro patronato, ci ha fatto la domanda senza problemi e non ci ha detto nulla a riguardo. Ma se la cosa non si potrebbe fare, da chi veniamo bloccati? Chi è che fornisce l’importo della pensione se gli viene accreditata? Noi tutte queste cose non le sappiamo e nemmeno il call center INPS ci ha fornito questa informazione.

        Che confusione assurda.
        P.S Non ci sto capendo più niente.

        • La confusione nasce dal fatto che l’INPDAP è stato assorbito dall’INPS, quindi siamo in un momento di passaggio, con le incertezze che ne derivano.
          In pratica, quasi giornalmente viene modificata una qualche procedura riguardante IPOST, INPS, INPDAP e tanti altri.

          Il commento che faccio nella pagina riguardante l’allegato 2 riguarda i dipendenti statali, quelli che ormai sono “INPS gestione ex-INPDAP”.

          A chi deve essere spedita la domanda è cosa che deve riguardare il patronato, che riceve continuamente le circolari per implementare le procedura. Nel vostro caso credo che l’allegato 2 non serva (non è altro che un ulteriore modello di certificazione da compilare manualmente o con un programma di videoscrittura, eventualmente ne possiedo un modello compilabile con WORD).
          Che il call-center dell’INPS sia più ignorante di noi non mi stupisce visto che al povero operatore non viene fornita la preparazione necessaria.
          In ogni caso, se la domanda è stata inviata, vuolo dire che la procedura può anche essere “forzata” nella direzione che intendiamo.
          Ma poi, in questo momento, ciò che conta è fare la domanda e farla accogliere … chi deve pagare si vedrà man mano.

          • Caro dott. Nicolosi,

            si, la domanda è stata inviata tramite altro patronato. La signora del Patronato ci ha detto che verremo chiamato all’ INPS di Napoli in quanto riguarda l’ IPOST. Abbiamo a casa l’attestato di trasmissione domanda di pensione dove c’è scritto, oltre al numero di pratica, e protocollo, anche la richiesta di: Pensione ordinaria di inabilità. Ma che lei sappia, anche in questo caso, nel caso in cui non vada bene, si prenda, in subordine, l’ assegno ordinario di invalidità. Lei pensa che sia la procedura giusta? In pratica mio padre, per farla breve, a momenti deve effettuare l’autotrapianto di cellule staminali in quanto la sua è una malattia ematologia. Ha già effettuato (in questi giorni) la mobilizzazione e il relativo prelievo delle cellule staminali tramite il separatore cellulare. La procedura è andata a buon fine od ora aspettiamo solo la chiamata per l’autotrapianto che, pur non essendo una cosa complicatissima, non è una passeggiata di salute. Inoltre ha anche una rettocolite ulcerosa da 10 anni e per la quale è in cura con dei medicinali a casa (questa è la cosa meno grave). Il fatto che non lavori più (e quindi non percepisce più reddito), cosa che è anche attestata da un documento (firmato) dal centro per l’impiego del nostro paese, è un qualcosa da presentare e da dire al medico con cui farà la visita? E’ un valore aggiunto, giusto? Come viene ricollocato a lavoro dopo aver fatto l’autotrapianto dal momento che si azzerano le difese immunitarie? Ora, quello che volevo chiederle è questo: Aspettiamo prima che venga chiamato a visita e il successivo “esito” della visita prima di pensare di poter inviare le domande a cui lei faceva riferimento? (Modello AP60 e modello AP76), corretto? Cioè, in pratica, nel caso la domanda venga rigettata ci presentiamo di nuovo al patronato con questi altri due modelli (che lei mi ha detto), corretto? E’ inutile fare tutto adesso, corretto?

            La questione che non mi è chiara è anche legata al fatto che lei parla di INPDAP quando in realtà le Poste sono private o pubblica a seconda di quello che vogliono loro. Per certi aspetti sono private, per altri pubblici. Però la signora del Patronato a parlato di IPOST e non INPDAP.

            Grazie mille per la sua assistenza e gentilezza.
            Spero che ci possiamo aggiornare a breve.

            Un caro saluto
            Marco

          • Buonasera.
            Andando con ordine.
            La mia risposta precedente dipendeva dal fatto che per la gestione IPOST c’è una certa insicurezza sulle procedure, visto che si tratta di una condizione ibrida, ma visto che si è riusciti a presentare la domanda, a questo punto è tutto a posto, non c’è bisogno di ulteriori passaggi con modelli AP vari.
            Del resto anche io spesso su queste procedure burocratiche sono costretto a chiedere e non sempre le risposte mi soddisfano.
            Io sono più ferrato nell’ambito delle problematiche mediche, quindi in genere preferisco parlare di quelle.
            Nel suo caso specifico tutte le patologie, compreso l’autotrapianto, che non è una patologia ma è pur sempre una procedura medica ad elevata incidenza sulla capacità lavorativa, concorrono a formare il connvincimento del medico INPS che visiterà suo padre.
            Quindi presenti tutta la documentazione e abbia fiducia.
            Tra i quesiti anamnestici del medico INPS è sempre prevista una richiesta di informazioni sull’attività lavorativa e, anche questo può avere un peso.
            Saluti

  19. Ciao dottore, volevo chieder le ho un fratello invalido al 100% e percepisce solo INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO è minorenne (15 anni) ha diritto a chiedere ASSEGNO MENSILE DI ASSISSTENZA e INDENNITÀ MENSILE DI FREQUENZA ESSENDO VA A SCUOLA?
    La ringrazio in anticipo e aspetto una sua risposta possibilmente via email.

    • NO per entrambi.
      L’assegno mensile viene concesso ai soggetti con età compresa tra 18 e 60 anni e 3 mesi.
      L’indennità di accompagnamento per i minori è incompatibile con l’indennità di frequenza, quindi si può percepire l’uno o l’altra.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  20. Buongiorno,
    sono una ragazza affetta da fibrosi cistica con insufficienza pancreatica. Da ciò che leggo qui dovrei avere diritto al 100% di invalidità, mentre sulla tabella presente sul sito INPS la percentuale è compresa tra 41 e 100%. attualmente mi è stata attribuita la percentuale del 46%. Come spiega questa incongruenza?

  21. Salve Dottore,volevo porle la seguente domanda.
    Mio padre ha 73 anni,gli è stata riconosciuta un’invalidità al 100% con gravi patologie,ma senza accompagnamento per il momento,poichè,sencondo la grande incompetenza del ctu è ancora in grado di svolgere gli atti quotidiani,tipo:Mangiare,bere,camminare ecc….
    Parliamo di un uomo con:Inizio alzaimer,caridiopatico,affetto da ipertrofia prostatica,bronchite cronica,sclerosi ossea.La dottoressa del ctu evidentemente voleva vedere mio padre seduto su una sedia a rotelle o allettato. Comunque,nonostante cio,ha diritto a qualcosa da parte dell’inps?

    • Buongiorno.
      Non posso esprimermi sulla valutazione del CTU, in quanto il paziente deve sempre essere visitato; non sempre dal nome delle patologie si riesce a capire il reale deficit funzionale rispetto agli atti quotidiani, o meglio, rispetto agli atti fondamentali.
      Per ciò che riguarda ulteriori benefici in un soggetto ultrasessantacinquenne invalido al 100%, credo, anzi spero, che questa pagina sia chiara.
      In ogni caso, ad esclusione dell’esenzione dai ticket, non ci sono altri benefici significativi.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  22. mio figlio, affetto da sindrome di west dai 16 mesi, è stato in coma a dicembre e la west è evoluta in epilessia, stato di male epilettico. un anno fa gli è stata riconosciuta 104 comma 1, invalidità e inabilità al lavoro pari all’80%. può chiedere legge 104 per ottenere il comma 3? ha un ritardo grave ma gli è stato riconosciuto solo il comma 1 e dalla nascita lo seguo anche mettendomi in aspettativa senza retribuzione per stargli vicino. oggi ha 20 e percepisce la pensione di invalidità. non credo possa ottenere l’accompagnamento. ho letto nei post precedenti che bisogna avere crisi quotidiane o comunque frequenti. grazie.

    • Buonasera.
      Sono un pò perplesso.
      In genere nella Sindrome di West è presente, oltre alle crisi convulsive, anche un ritardo mentale più o meno grave, più spesso grave, di cui peraltro lei accenna.
      Quindi non capisco perchè non sia stato giudicato soggetto con handicap in condizione di gravità ai sensi del comma 3 dell’art. 3 della legge 104/92
      Inoltre, un soggetto con deficit cognitivo grave con crisi epilettiche, anche non giornaliere ma frequenti “potrebbe” avere i requisiti per l’indennità di accompagnamento.
      Ma come al solito si sta conversando a distanza e quindi non ho il “polso” reale della situazione.
      Non sarebbe una cattiva idea fare verificare il caso di suo figlio da un medico-legale per incrementare la sua tutela rispetto ai reali deficit funzionali e alla reale entità della sua disabilità.
      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Gentile dott. Nicolosi,
        l’anno scorso a seguito presentazione domanda per motivi di salute, l’INPS FONDO CLERO , gestione separata, mi ha liquidato la pensione di invalidità riconoscendomi i 22 anni contributivi di lavoro come ministro di culto. Adesso che siamo in fase di dichiarazione del 730, vorrei sapere se questa pensione d’invalidità è esente oppure deve essere dichiarata. E se vi è un limite di reddito in merito al dichiararla.
        la ringrazio e la saluto cordialmente.

        • Buonasera.
          Che io sappia tutte le pensioni di invalidità INPS, adeccezione dell’Invalidità Civile, sono assoggettate ad IRPEF, maper i limiti non saprei; la mia competenza è fondamentalmente medica e medico-legale, con qualche sforamento per le problematiche amministrative connesse.
          In questo caso però siamo fuori dalle mie competenze e nonso dare una risposta corretta.
          I Patronati ben organizzati e i CAF possono darle una risposta corretta.
          Saluti.
          Dott. Salvatore Nicolosi

  23. Salve Dott. Salvatore Nicolosi

    Sono un ragazzo di 20 anni sono stato operato per morbo di Perthes all’anca a 5 anni, non porto nessuna protesi.
    RX: Anca (sx) Marcata deformazione della testa femorale con risalita del grande troncatore. Lieve sclerosi del tetto acetabolare. Ampiamento della rima articolare coxo-femorale sn. (movimenti di rotazione ridotti).
    Ora non riesco a fare lavori faticosi ( alzare cose pesanti, stare in piedi per 8 ore) perchè zoppico e provo tantissimo dolore . Mi sono gia dimesso da 2 lavori come commesso per questo problma, zoppicavo in continuazione e tanto dolore all’anca.
    La mia domanda é: mi riconoscono l’invalidita civile almeno parziale per riuscire a trovare un lavoro non faticoso e sedentario.

    Cordiali saluti e grazie
    Adel

    • Buonasera.
      Per l’accesso alle cosiddette “categorie protette”, quindi per l’iscrizione nelle liste di collocamento come disabile, occorre almeno il 45% di invalidità.
      Il blocco completo dell’anca è valutabile, secondo la tabella, il 41%.
      Ma io ci proverei ugualmente a fare la domanda di invalidità civile, tenuto conto, ma potrei sbagliare, che il problema all’anca potrebbe aver creato delle lesioni alla colonna, ad esempio una scoliosi, anche se lieve, e/o al ginocchio, se non ad entrambi.

      In questo caso si deve cercare di documentare TUTTE le menomazioni, anche quelle non ritenute particolarmente invalidanti. A volte basta pochissimo per fare raggiungere la percentuale utile per il beneficio desiderato.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  24. Buona sera, sono stato da poco riconosciuto invalido civile al 100% e riconosciuta anche la legge 104 con art. 3 comma3. Ho 66 anni. Ho diritto all’assegno mensile? Grazie per la risposta.

  25. Gentile dottore buon giorno. Volevo chiederle una cosa. Le allego il link di riferimento:

    http://www1.agenziaentrate.it/documentazione/guide/agev_disab/capitolo_3.htm#par_2

    Ma ho capito bene che le persone in possesso di disabilità:

    1)Hanno la possibilità di detrarre il 100% sulla spesa dei medicinali e per le spese del medico generico? Per esempio una persona disabile spende 100 euro di medicinali. Deve avere la detrazione per 100 euro, corretto?

    2) Non ho capito la seguente frase: Tali spese, inoltre, sono deducibili dal reddito complessivo anche se sono sostenute dai familiari dei disabili che non risultano fiscalmente a carico. Vuol dire che nel caso le spese per il disabile possono essere scaricate anche da un familiare oppure che tutti i familiari possono detrarre il 100% delle loro spese?

    2)Poi è scritto che le spese specialistiche vengono detratte al 19% dopo la cifra dei 129 euro. Ma questa non mi sembra una agevolazione. Per le persone normali (senza disabilità) non esista già questa cosa? Le spese non vengono detratte già al 19%? Che vantaggio ne ha una persona disabile?

    Grazie mille per l’aiuto e per il servizio.

    Un saluto

    • Buongiorno.
      Questa piuttosto sarebbe materia da commercialisti, comunque:

      1) stiamo parlando di soggetti riconosciuto con handicap ai sensi della legge 104/92,

      2) Si alla domanda n. 1. Può detrarre tutta la spesa farmaceutica dal reddito imponibile ai fini IRPEF;

      3) alla domanda n. 2 la risposta è che eventualmente, se il disabile è a carico di un familiare, le spese del disabile di cui sopra, quindi le sue, possono essere detratte dal reddito del familiare;

      4) E’ vero, la detrazione del 19% dall’IRPEF somiglia molto a quella delle persone “normali”, quindi non saprei; forse la possibilità che venga usufriuta della persona che lo ha fiscalmente a carico?.

      Non sono in grado di rispondere più correttamente perchè io sono un medico, quindi questa parte spesso mi è ostica e anch’io mi rivolgo al commercialista.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  26. Gent.le Dott. Nicolosi,
    vorrei sottoporle una vicenda :
    un mio conoscente all’età di 64 anni presenta domanda di assegno mensile di invalidità. Viene sottoposto a visita medica l’anno seguente il 27/03/2012 (ormai ha compiuto i 65 anni).La Commissione riconosce una invalidità del 60% decorrenza dalla domanda amministrativa. Si impugna il verbale ritenendo sussistente una percentuale maggiore.
    Ricorso ATPO, il CTU riconosce che la percentuale di invalidità è maggiore del 74% con questa dicitura CONSOLIDATASI GIà AL 27/03/2012 data della visita della Commissione. Nel considerare le patologie invalidanti ha tenuto conto dei certificati già offerti alla commissione.
    Interpreto tale dato in maniera positiva cioè gia la commissione doveva accertare più del 74% di invalidità a decorere come ha stabilito dalla domanda.
    L’INPS rigetta la prestazione perché il giudice ha fissatoo la decorrenza dal 27/03/2012 quando ormai il soggetto era ultrasessantacinquenne.
    Questo ragionamento secondo me non fila.
    Ha sbagliato il Giudice a dire DAL 27/03/2012? avrebbe dovuto dire AL 27/03/2012 o è sbagliato il modo di interpretare la relazione??
    Grazie

    • Buonasera.

      Direi che il problema sta nella relazione del CTU.

      Al CTU infatti viene chiesta la diagnosi, la percentuale riconoscibile e anche la decorrenza; quast’ultimo quesito perchè può accadere che all’epoca della domanda e/o della visita in realtà le condizioni fssero migliori, ma poi, a causa di un peggioramento, si sono create le condizioni per il riconoscimento di una percentuale di invalidità utile.

      Nel suo caso ciò è particolarmente critico.
      Il CTU avrebbe comunque dovuto indicare una data antecedente al compimento del 65mo anno di età. Il termine “CONSOLIDATISI” sta a indicare una condizione che si è compiutamente assestata a quella data e quindi non presente con questa gravità in precedenza. l’INPS a questo punto ha avuto vita facile a negare la prestazione.

      Se i termini non sono scaduti e se all’epoca sono state fatte osservazioni controdeduttive prima della sentenza, si può procedere con il giudizio di merito, cioè con la causa vera e propria. Bisogna vedere però se da un punto di vista procedurale è possibile, e questo solo il vostro avvocato lo può valutare.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  27. Buonasera,mia moglie invalida a 74% ma dopo 4 anni le viene abbassata a 65%
    dopo visita di controllo all’Inps.Vado all’asl della mia città consegnando
    all’addetta il decreto dell’inps e il tesserino dell’esenzione con due codici (CO e 48),il CO aveva la scadenza in quel periodo mentre il 48 nel 2016.L’operatrice mi dice che le stata tolto solo la pensione mentre l’esenzione con il codice 48 era valida fino al 2016.Può mia moglie usufruire dell’esenzione.Cordiali saluti

    • Buonasera.
      Sua moglie aveva il codice di esenzione C03, quello che viene riconosciuto a coloro che hanno una percentuale di invalidità compresa tra il 67% e il 99%.
      Essendo la percentuale riconosciuta il 60% non ne ha più diritto.
      Il codice di esenzione 048 è assegnato ai soggetti con patologie oncologiche, generalmente per 5 anni dopo l’eventuale intervento chirurgico e/o la diagnosi di neoplasia, a meno che non ci siano state recidive. Poi viene tolto. Da diritto a prestazioni specialistiche, di diagnostica di laboratorio e diagnostica per immagini se effettuate per il monitoraggio e il trattamento della patologia oncologica. Per capirci, in un soggetto con esenzione 048 per un tumore alla mammella, la radiografia del torace può essere fatta in esenzione, una visita ORL no.
      Sono parzialmente esenti anche eventuali farmaci per il trattamento della patologia oncologica o delle sue consegenze.
      Sempre per fare esempi, anni fa, durante la sostituzione di un medico di medicina generale, ho avuto il caso di una paziente con esenzione 048 per un tumore alla mammella; a seguito di una rachialgia la paziente andò dall’ortopedico che fece diagnosi di “artrosi al rachide con multiple discopatie” e prescrisse FKT. Vista la diagnosi, assolutamente estranea al tumore, ho dovuto rifiutare di inserire il codice di esenzione 048 nella ricetta.
      Se, molto sfortunatamente, la diagnosi fosse stata, ad esempio “rachialgia da crolli vertebrali in pz. con metastasi vertebrali”, l’esenzione poteva essere inserita.

      Saluti
      Dott. Salvatore Nicolosi

  28. Chiedo scusa dott. Nicolosi ma se il ctu afferma che l’ invalidità >74% esisteva alla data della visita della commissione invalidi (che ha dichiarato il 60%)non significa che questa avrebbe già dovuto riscontrarla riconoscendole la decorrenza dalla domanda amministrativa??
    GRAZIE

    • Purtroppo in questo ambito le parole, e peggio, le date sono pietre.

      Le dicevo che il CTU è incaricato di verificare eventualmente anche la decorrenza; per fare ciò il giudice pone un quesito che, grosso modo, dalle mie parti è così congegnato: … verifichi altresì il CTU se alla data di presentazione della domanda amministrativa esistevano le condizione per la concessione … o se tali requisiti si sono consolidati successivamente nel corso dell’iter amministrativo o nelle more del presente accertamente …”.
      Dicevo grosso modo perchè in questo momento non ho tra le mani uno di questi incarichi a CTU.

      Quindi il CTU deve precisare esattamente la data, il giudice non vuole essere costretto ad interpretazioni.
      Se indica la data della visita della Commissione, quella è la data di riferimento dal quale far decorrere la percentuale riconosciuta; se indica 2 mesi prima o anche 1 mese dopo l’accertamento della Commissione, quella è la data, e così via.

      Capisco che la logica porta a diverse conclusioni, ma siamo in un ambito di regole, interpretazioni di regole, sovrapposizioni di sentenze una che disconosce l’altra e l’INPS, nella persona dei suoi avvocati e dipendenti,è bravissima ad interpretaresecondo le proprie esigenze.
      Ma in questo caso devo dire che il CTU li ha aiutati.

      In ogni caso l’INPS non può essere costretto a “pagare” se non con opportuna azione legale; solo l’avvocato può dirvi se in questo momento ne sussistono i presupposti giuridici.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  29. Gentile dottore,

    buona sera. Le vorrei chiedere se la visita per l’invalidità contributiva possa essere fatta prima di quella per l’invalidità civile. Mio zio ha fatto domanda per entrambe ma i tempi di attesa per la prima (contributiva) sono molto più bassi che per la seconda (civile). Questo potrebbe essere uno svantaggio oppure se ci sono le patologie e i requisiti per ottenere l’assegno ordinario di invalidità ciò non è un problema?
    Rimango in attesa di una sua risposta.
    Cari saluti

    • Buonasera.
      La metodica valutativa nei due ambiti è diversa e comunque il riconoscimento di una delle due non inficia quello dell’altro.

      Saluti

  30. Gentile dottore:volevo gentilmente chiedere una cosa.Vengo a sapere che gli invalidi civili al 100% Verrà tolta la pensione di invalidità se superano i redditi stabiliti non più personali ,ma bensì pure con quelli della moglie a partire dal primo gennaio 2013.Il mio caso non è questo essendo invalido civile al 90% quindi parziale, però mi è stata tolta la pensione di invalidità civile per il superamento dei requisiti di 4.700,00 circa, in quanto da Giugno 2013 venivo a percepire quella retributiva di euro 750,00,fino a qui niente da dire ,il punto è che mi è stata tolta dal primo Gennaio 2013 anzichè da Giugno momento di quella retributiva, secondo l’INPS in quel arco di tempo dovevo vivere di aria?Chiedo a lei se ne è a conoscienza esiste una legge che pure gli invalidi civili parziali la pensione civile verrà tolta a partire dal primo Gennaio rispetto i redditi dell’anno precedente?se c’è un articolo di tale legge si può avere il link per verificare!!!..Gentilmente ringrazio….. Natale

    • Buonasera.
      Circa il 100% era così fino alla pubblicazione del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76 (G. U. – Serie generale – n. 150 del 28/06/2013) in cui è previsto espressamente che il limite di reddito per la pensione di inabilità civile “è calcolato con riferimento al reddito agli effetti dell’IRPEF con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte” (notizie in QUESTO articolo).
      Invece per il suo caso, a quanto mi risulta, esiste uno dei soliti arzigogolamenti legislativi che mi lascia perplesso e per cui preferisco non esprimermi, per non sbagliare (sono medico, a volte queste procedure burocratiche mi fanno impazzire)
      Ha chiesto ad un patronato? In genere sono piuttosto bene informati su queste problematiche.

      Saluti

  31. Vorrei sapere come si può percepire l’assegno di invalidità per disturbi bipolari. Sono stata trattata per questo problema da diversi medici. Ho 34 anni ed un redditto inferiore ai 4000 euro l’anno. Grazie.

    • Buonasera.
      Se osserva la tabella, visionabile da QUI, noterà che i “disturbi ciclotimici”, al quale può essere assimilata la sua patologia, sono valutabili in misura compresa tra il 36% e il 100″.
      La maggiore o minore percentuale di invalidità riconoscibile dipende dalla gravità della patologia e dall’eventuale compenso farmacologico, buono o viceversa scadente e pertanto in questa sede è impossibile fare una valutazione, già per la verità difficoltosa dal vivo.

      Quindi l’assegno di invalidità si può percepire se la documentazione medica specialistica psichiatrica degli ultimi anni permette di evincere un quadro con frequenti recidive e scarsamente compensato nonostante opportuna terapia farmacologica.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  32. Spett. Dott Nicolosi
    mi permetto di scriverle perché medici diversi mi dicono cose diverse e vorrei un po’ di chiarezza.
    Mia moglie ha subito una isterectomia + salpingectomia + annessiectomia (levati: utero, salpingi ed un ovaio). Inoltre, lei ha paura di ammetterlo perché crede di essere etichettata come non sana di mente,credo sia entrata o stia entrando in uno stato depressivo: la vedo che, di nascosto guarda e riguarda la ferita (taglio dallo stomaco alla vescica), poi parla tra se e se e, se entro per chiederle spiegazioni, sfugge! A scuola le dicono di fare domanda di invalidità per la legge 104 art 3 comma 1. Mi potrebbe spiegare se ho capito come funziona la cosa: per la salpingectomia ho letto che spetta il 35 % di invalidità, per isterectomia il 25% (mia moglie ha 43 anni ed aveva le mestruazioni regolari sia come intervallo tra una mestruazione e l’altra sia nella durata, prima dell’operazione). Credo che sia depressa e se riesco a farla venire dal medico ammesso che sia depressa dovrebbe avere una ulteriore invalidità? Facciamo conto che non sia depressa; secondo lei che percentuale di invalidità le spetta, 35 % + una frazione del 25 %? Si deve chiedere l’invalidità civile e la 104 o basta solo la L. 104 per l riconoscimento dell’art. 3 comma 1? Orientativamente i tempi per l’ottenimento della certificazione che le spetta la L. 104 quali sono?
    Mi scusi per la prolissità e grazie anticipatamente.

    • Buonasera.
      Devo dire che c’è abbastanza confusione, vediamo di eliminare qualche inesattezza.
      E’ vero che in tabella esistono voci separate per “isterectomia” e “salpingectomia”, ma in ambito di medicina legale la salpingectomia “assorbe” l’isterectomia; quindi alla fine la percentuale riconoscibile non potrà superare quella massima prevista, quindi il 35%, forse qualcosa in meno, a giudizio della Commissione, in quanto la massima percentuale fa riferimento alle problematiche provocate da una menopausa chirurgica precoce che, essendo rimasto un ovaio, potrebbero essere meno intense (il “potrebbero” è d’obbligo).
      Una sindrome depressiva può essere valutata come invalidità e questo è previsto dalla tabella con percentuale riconoscibile che dipende dalla gravità della nevrosi.

      Circa la legge 104/92, l’istanza può tranquillamente essere presentata separatamente o insieme a quella per invalidità civile.
      Nella legge 104/92, all’art. 3 vengono definiti i soggetti con handicap, al comma 1, e i soggetti con “handicap grave, al comma 3.

      Più esattamente:

      1. E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

      3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.

      Indipendentemente dai consigli che danno a scuola, se si considera solo l’istero-annessiectomia, è opinabile che sua moglie dopo l’intervento abbia una “minorazione” a tale incidenza funzionale da soddisfare i requisiti previsti dal comma 1; ciò naturalmente in assenza di ulteriori problematiche di salute, come potrebbe essere uno stato depressivo grave (che spero non ci sia).

      I tempi di risposta, eventualmente, sono diversi nelle varie regioni, in qualche caso veramente tanto diversi, e dipendono anche dal carico di lavoro dei medici della locale sede INPS addetti alla validazione dei verbali della Commissione USL.
      Per questo quesito dovrebbe rivolgersi ad un patronato che conosce la situazione locale.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  33. Buongiorno, ho 43 anni vorrei sapere come mai alla visita collegiale fatta un mese fa mi è stata assegnata una percentuale di invalidità del 80% nonostante la mia situazione, con l’insorgere di nuove patologie sia peggiorate, mentre prima che erano lievemente migliori (ma sempre affetto da pluripatologie di cui una rara ovvero la “Ipertensione Arteriosa Polmonare” non curabile) mi era stato dato il 100%. Questa cosa non mi sembra affatto coerente. cosa posso fare ?? Vorrei fare ricorso ma il fatto di dover girare per le strutture giudiziarie, e in cerca di ulteriore documentazione nei vari uffici, ospedali ecc. mi feena, poichè non sono nelle condizioni di farcela, ho bisogno di molto riposo e ciò potrebbe peggiorare le mie condizioni.
    Mi aiuti la prego !!
    N.B. se vuole le posso scrivere in privato (via e-mail) e raccontare nel dettaglio la mia situazione di salute che risale addirittura all’età di 4 anni (ma quì le forò un riassunto sommario)

    • Buonasera.
      Non per il suo caso, ma per multiple contemporanee richieste, ho aggiunto a piè di pagina qualche riga di guida per i commenti.
      Nel suo caso specifico, io sono convinto che a distanza si può fare ben poco, se non “ascoltare”, … ma so benissimo che non basta, occorre essere pratici e risolvere i problemi.
      Ma come le ho accennato io sicuramente non posso: bisogna visionare tutta la documentazione, bisogna raccogliere l’anamnesi (cioè la sua storia clinica) del paziente, VISITARLO (il maiuscolo è voluto), valutare il verbale di invalidità, eventualmente consigliare che ulteriori accertamenti clinici e/o strumentali fare, se è il caso consigliare sul migliore percorso amministrativo da intraprendere (azione legale, nuova domanda, non fare nulla).

      Questo tipo di valutazioni quindi richiede una vicinanza territoriale, che nel suo caso probabilmente non c’è.
      Le posso consigliare quindi di rivolgersi ad un medico esperto o specialista della sua città, magari consulente di un patronato serio che gratuitamente o con tariffa molto calmierata potrà consigliarla adeguatamente.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  34. Buon giorno, ho letto la sua risposta e le posso dire in aggiunta alcune cose fondamentali, anche se ho capito che non potrà aiutarmi.
    In linea generale i miei problemi di salute più importanti sono:
    Nel 1975, all’età di 4 anni, a causa di una stenosi/trombosi della vena porta, varici esofagee sanguinanti e feci picee, fui operato per eseguire un confezionamento si shunt mesenterico-cavale, splenectomia e appendicectomia.
    Poi nel 1980/81 ebbi i primi segni di insufficienza respiratoria, e dopo varie visite e analisi in vari ospedali (che non capivano cosa avessi) e dopo Biopsia Polmonare mi fu diagnosticata una “Fibrosi Polmonare Idiopatica” che però rientrava nei casi di persone adulte e fumatrici e non in età pediatrica; cosi fui curato (unica soluzione a quei tempi) con assunzione di compresse di Cortisone per 25 anni.
    Poi nel 2006 dopo esami di TAC e RM mi dissero che non avevo questa malattia ma forse una “Ipertensione Arteriosa Polmonare” ma che loro non avevano i mezzi adatti per confermare la malattia ne i farmaci per curarla e così mi inviarono al Sant’Orsola di Bologna dove esiste un reparto ed un Professore che si occupano solamente di questa malattia (che ho scoperto rientrare fra le malattie Rare) e così dopo una settimana di ricovero mi fu confermata questa nuova diagnosi di “Ipertensione Arteriosa Polmonare” associata ad Ipertensione Portale pre-epatica (stenosi della vena porta) + Aneurisma dell’arteria polmonare, e mi fu assegnata una nuova terapia (sperimentale) e immediatamente interrotta la terapia con cortisone che nel frattempo con gli anni mi ha creato una Osteoporosi pregressa di grado severo. E così seppur con queste malattie riuscivo a vivere discretamente e mi è anche stato assegnato il contrassegno di invalidità per la macchina perché comunque faccio fatica a muovermi per lunghi tratti a piedi.
    In seguito fui chiamato dalla commissione della ASL la quale dopo aver esaminato l’80% circa della documentazione clinica e di cui si sono fatti una fotocopia, mi hanno assegnato il 100% di invalidità, che avevo già all’80% dall’età di 15 anni in cui fu fatta domanda a causa dei miei problemi di salute.
    Negli anni successivi a partire dal 2006 sono comparsi, nel fegato, dei noduli di tipo rigenerativo senza un quadro di HCC e sono stato messo sotto osservazione in Follow-Up; questi negli anni crescevano di pochi millimetri, ma nel 2012 improvvisamente uno di questi è degenerato e si e esteso fino ad un diametro di 14 cm. Occupando tutto il lobo destro.
    Per cui nel novembre 2012, con maggior rischio per incompatibilità tra l’Ipertensione e l’Anestesia, mi fu eseguita una Resezione Epatica Allargata asportando circa il 70-75% dell’organo. Per fortuna tutto è andato bene, ma non finisce qui.
    Di queste dimensioni il fegato non riesce ad assolvere a tutte le sue funzioni (tra cui lo smaltimento dell’Ammonio che nei primi mesi post operatori mi ha causato due episodi di Encefalopatia) per cui devo prendere molti medicinali tra cui diuretici e catartici, il quadro clinico pur essendo rientrato quasi nella stabilità pre-operatoria mi sento molto più affaticato di prima (ma mi hanno detto che è normale dopo questo tipo di intervento) e non sono in grado di riprendere la mia attività lavorativa.
    E per finire hanno paura dell’insorgenza di una nuova metastasi essendoci ancora dei piccoli noduli residui e così hanno optato per un trapianto e ormai da un anno sono in lista d’attesa.
    Dopo tutto questo non pensa che la commissione che mi ha visitato non sia stata coerente riabbassandomi la percentuale al 80% ?? e soprattutto adesso che assumo più del doppio dei farmaci che assumevo prima, con l’80% dovrò pagare il ticket di tutte e mi costa una fortuna (14 pastiglie al giorno+ uno sciroppo).
    Inoltre quando sono andato alla visita, a differenza dell’altra volta, non hanno visionato tutta la cartella (di cui mi ero preoccupato io di fare tutte le fotocopie a mie spese) ma hanno voluto solo quelle delle ultime visite fatte. Quindi come fanno a rendersi conto se non hanno letto che ora in più avevo avuto questa operazione abbastanza invalidante e lo stato di ansia per l’attesa del trapianto ??
    Inoltre il medico mi ha fatto stendere le braccia e ha visto che ho un leggero tremore alle mani: “mi ha detto che alla mia età non è normale….certo per chi non ha tutti i miei guai; e comunque questa è una cosa momentanea dovuta all’accumulo di Ammonio che il fegato non riesce a smaltire del tutto (ma ormai è da un anno e 4 mesi che non ho più neanche episodi di Encefalopatia perché abbiamo regolato il dosaggio giusto) ma dopo il trapianto tutto tornerà nella norma.
    A seguito di ciò mi ha detto che avrebbe richiesto visita medica per la patente (secondo lui con questo lieve disturbo non posso guidare) e che se mi viene tolta non mi serve neanche più il rinnovo del contrassegno, che quando gli ho detto di averlo e di doverlo rinnovare mi ha chiesto perché ce l’ho e come mai mi è stato dato.
    Insomma un incompetente secondo me. A parte il fatto che quando guido il tremore non c’è (si nota solo quando tengo le braccia distese in avanti) e guido benissimo ormai da 20 anni, ma se mi dovessero togliere anche la patente per me sarebbe un vero guaio perché io ora la utilizzo soprattutto per andare fra ospedali e cliniche per visite ed esami e se me la tolgono come faccio ??
    A piedi non riesco a causa del mio affaticamento, e prendere i mezzi è anche peggio il sali, scendi, cambia, attesa in piedi prolungata (soprattutto d’inverno) e poi magari dalla fermata devi ancora camminare fino a destinazione, e purtroppo non ho nessuno che può accompagnarmi, ho solo mia madre che è anziana ma non ha la patente.
    Vorrà dire che chiamerò il taxi e farò addebitare le spese alla ASL…. !!
    Mi scusi lo sfogo e la lungaggine ma volevo farle capire in che situazione critica mi trovo già fisicamente; se poi ci si mettono anche tutti i cavilli burocratici sto impazzendo, non hanno pietà per chi è ammalato e mi viene rabbia quando si sente di gente che sta bene e percepisce invalidità, gravità, e assegno mensile, mentre io vorrei tanto tornare al mio lavoro, se ci riuscirò.

    • In effetti, direi che non è stato trattato molto bene, ma il consiglio resta quello: faccia visionale il verbale e la documentazione al medico legale di un patronato serio per intraprendere una azione legale contro l’INPS; in genere i costi, presso i patronati sono assolutamente ragionevoli

      Dott. Salvatore Nicolosi

  35. Buonasera dottore
    Grazie per rispondere alle nostre domande .
    Mi ė stata diagnosticata psicosi nas , a quale categoria appartengo ?
    Grazie

    • Buonasera.

      una psicosi Non Altrimenti Specificata non appartiene a nessuna categoria in particolare, naturalmente se si sta riferendo alle patologie presenti nella tabella dell’invalidità civile.

      I medici della Commissione valutano con n criterio analogico, quindi valutano in rapporto alla sintomatologia descritta nella certificazione specialistica.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  36. Venerdì. Mi sono ripresentato x visita revisione. Lunedì non mi e stata pagato invalidità. Avendo documentazione del tribunale riconoscente invalidità. Cosa devo fare aspettare verbale ho ritornare ASL e portare. Istanza del tribunale?

    • Buonasera.
      Evidentemente la visita di revisione è stata effettuata un poco in ritardo rispetto alla data prevista e quindi il sistema automatico INPS l’aveva già sospesa.

      Credo proprio che dovrà aspettare il risultato della revisione e poi, se favorevole, chiedere la riattivazione dell’assegno. In genere purtroppo passa qualche mese!

      Se la revisione non fosse favorevole, cioè se la percentuale riconosciuta fosse inferiore al minimo necessario, allora dovrà nuovamente proporre ricorso giudiziario.

      Saluti

  37. gentile dottore,ho 50 anni,disoccupato, ho fatto richiesta di invalidita’ civile a gennaio 2013;sono stato chiamato a visita il 30 aprile 2014,mi hanno riconosciuto il 75% di invalidita’ ,in 5 giorni ho avuto il verbale definitivo ed ho compilato subito il modello ap70(8 maggio). dal 20 maggio risulta in LIQUIDAZIONE ,ma a tutt’oggi non sono presente nei pagamenti. non so cosa pensare,questa sarebbe la celerita’ delle NUOVE DISPOSIZIONI? grazie,antonio da caserta.

    • Buongiorno.
      Sono spiacente, ma queste parti amministrative della procedura per l’invalidità civile, compresa quella per la corresponsione del beneficio economico, mi sono oscure; nel mio lavoro altri se ne occupano e comunque si tratta di situazioni che dipendono essenzialmente dalla sede.
      Sicuramente avrà fatto l’istanza tramite patronato. Può provare a chiedere a loro di controllare lo stato di avanzamento dell’iter.

      Saluti.

  38. EGREGIO DOTTORE, HO 22 ANNI E LE SPIEGO LA MIA SITUAZIONE. SONO INOCCUPATO, NEL MARZO 2011 SUBISCO UN INTERVENTO DI COLECTOMIA TOTALE A CAUSA DELL’ANEMIA EMOLITICA E DELLA COLITE ULCEROSA. MI PROGRAMMANO TRE INTERVENTI: COLECTOMIA TOTALE CON ILEOSTOMIA (MARZO 2011), COSTRUZIONE POUCH ILEO ANALE(GENNAIO 2012), CHIUSURA DELLA STOMIA(GIUGNO2012). DOPO IL PRIMO INTERVENTO, MI RICONOSCONO IL 100% DI INVALIDITA CON ASSEGNO MENSILE E RICONOSCIMENTO DELLA 104. DOPO CONTINUO CON GLI ALTRI DUE INTERVENTI, MA DOPO IL SECONDO SUBISCO DANNI ALL’APPARATO RIPRODUTTIVO. DOPO ACCURATE INDAGINI SCOPRO DI NN ESSERE PIU FERTILE E DI NN RIUSCIRE PIU AD E.I.A.C.U.L.A.R.E.. A GENNAIO 2014 MI RICOVERO D’URGENZA E DOPO DEI CONTROLLI MI DIAGNOSTICANO L’ENTESOARTRITE. INOLTRE SONO PORTATORE SANO DI EMOCROMATOSI. ALLO STATO ATTUALE MI POTREBBERO LASCIARE LA SITUAZIONE INVARIATA?CHE PERCENTUALE POTREBBERO RICONOSCERMI EVENTUALMENTE CN TUTTE QST PATOLOGIE????

      • Buongiorno.

        Per le valutazioni a distanza bisogna sempre essere cauti in quanto non si può valutare il paziente in assenza di visita medico-legale.
        Ma comunque, sul mantenere il 100% non sono sicuro, ma non credo che possano scendere al di sotto dell’80%

        Saluti

  39. Gentile dottor. Nicolosi,

    volevo chiederle un informazione. Dal momento in cui una persona passa la visita per l’invalidità contributiva, quanto tempo passa affinchè venga stilato il verbale? In questo caso non si avrà una percentuale espressa in numeri ma soltanto l’idoneità o meno a ricevere l’assegno ordinario di invalidità o la pensione di inabilità, corretto? Grosso modo quanto tempo dovrebbe passare? La decisione finale spetta alla sede centrale (Roma) oppure al dottore con il quale si è fatto la visita? Il parere del dottore con il quale si è sostenuta la visita è, tipicamente, fondamentale?
    Un saluto

    • Buonasera.
      In genere, se la situazione è chiara e se non sono stati richiesti ulteriori accertamenti, il verbale viene compilato il giorno stesso. Naturalmente possono esserci delle eccezioni se il medico che ha effettuato l’accertamento ha dei dubbi e se vuol chiedere un parere ad un collega o al dirigente medico-legale.

      Per ciò che riguarda il giudizio, è come dice lei; niente percentuali ma solo un giudizio di invalido/non invalido e/o inabile/non inabile.

      Su questo tipo di pratiche la Commissione Medico-legale centrale non ha competenze, quindi è proprio il medico che ha effettuato l’accertamento, cioè la visita, ad esprimere il giudizio, eventualmente con la validazione del dirigente medico-legale (il primario in pratica, anche se questa qualifica è scorretta … ma è per capirci).

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  40. Gentile dott. Nicolosi grazie per la risposta.

    Le voglio chiedere un’altra cosa. Supponiamo che una persona (chiamiamola X per esempio) abbia una madre (chiamiamola Y) che percepisca una certa pensione. Supponiamo che X prenda l’assegno ordinario di invalidità e che sia dichiarato invalido civile. Alla data del decesso di Y (quindi della madre di X), se X e Y sono nello stesso stato di famiglia, X può prendere la pensione di reversibilità di Y, quindi della madre? Cioè la mia domanda è la seguente: Ammesso che X e Y sono nello stesso stato di famiglia, e che X sia decretato inabile al lavoro alla data di decesso di Y, e che X non lavori ma prenda solo l’assegno ordinario di invalidità, alla morte della madre, il figlio X può prendere la reversibilità della madre? Non so se è chiaro il quesito e se lei mi può rispondere.
    Rimango in attesa di una sua risposta.
    Un saluto.

    • Su questa pagina INPS avrà la risposta:
      http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3b0%3b5614%3b5624%3b&lastMenu=5624&iMenu=1&iNodo=5624&p4=2
      Come potrà notare:
      “Hanno diritto alla pensione:


      i figli (legittimi o legittimati, adottivi o affiliati, naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge) che alla data della morte del genitore siano minorenni, inabili, studenti o universitari e a carico alla data di morte del medesimo; …”

      Se lei percepisce un Assegno Ordinario di Invalidità, per definizione non è a carico, in quanto l’Assegno ordinario di Invalidità è considerata reddito.
      Potrebbe sussistere una eccezione se il reddito è così basso da potersi ugualmente considerato a carico, ma non conosco questi limiti; dovrebbe informarsi presso un Patronato.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Ho trovato la seguente definizione di “a carico”:

        La condizione “a carico” si configura come uno stato di bisogno determinato dalla non autosufficienza economica e dal mantenimento abituale da parte del dante causa quando il superstite percepisce un reddito non superiore all’importo del trattamento minimo di pensione maggiorato del 30%.

        Poi, ho trovato sempre che, il trattamento minimo di pensione:

        La pensione integrata al trattamento minimo, o pensione minima, o integrazione al minimo, viene riconosciuta al pensionato il cui reddito da pensione, sulla base del calcolo dei contributi versati, risulti inferiore ad un livello fissato dalla legge, considerato il “minimo vitale”.
        L’importo mensile varia ogni anno. Per il 2013, è stato fissato a 495,43 euro.I reddito da considerare è quello assoggettabile all’Irpef. Non deve includere: le pensioni d’invalidità civile; le rendite Inail; la casa di proprietà; i trattamenti di fine rapporto (Tfr) e la stessa pensione da integrare al minimo.

        Quindi, in pratica, per il 2013, la condizione “a carico” è pari a 495 euro mensili. Però, se si deve maggiorare del 30%, avremo che il 30% di 495 euro è pari a 148 euro e quindi il figlio non dovrebbe superare i 643 euro mensili. Se non supera tale cifra, può essere considerato a carico, se supera tale cifra, ahimè non può essere considerato a carico. Da come ho capito anche la pensione di invalidità (i 275 euro mensili) non contribuiscono a fare reddito non essendo soggetti ad IRPEF.

        Lei è d’accordo con il ragionamento che ho ho fatto? Potrebbe essere un ragionamento valido oppure no?

        Un saluto

        • http://www.handylex.org/schede/reversibilita.shtml

          In realtà da questa pagina ho letto la seguente cosa:

          La “non autosufficienza economica” si verifica con modalità diverse; sono considerati non autosufficienti economicamente:

          1)i figli maggiorenni (con le precisazioni esposte sopra) che hanno un reddito che non supera l’importo del trattamento minimo maggiorato del 30% (cioè 595,66 euro mensili per il 2009);
          2)i figli maggiorenni inabili che hanno un reddito non superiore a fissato annualmente per il diritto alla pensione di invalido civile totale (cioè 1.240,52 euro mensili per il 2009);
          3)i figli maggiorenni inabili, titolari dell’indennità di accompagnamento, che hanno un reddito non superiore a quello fissato annualmente per la concessione della pensione di invalido civile totale aumentato dell’importo dell’indennità di accompagnamento (e cioè 1.712,56 euro mensili per il 2009).

          E’ un pò datato l’ultimo aggiornamento al sito però sembrerebbe che, nel caso una persona maggiorenne, inabile al lavoro, non dotato di assegno di accompagnamento, la quota è di 1240 euro mensili. Mi sembra un pò altino come valore, lei non trova?

          L’affidabilità della pagina le sembra elevata? Come potrei fare per informarmi in maniera corretta?

          Un saluto

          • Buonasera.

            Ho sempre considerato il sito handylex.org serio ed affidabile.

            Un’altro sito, che considero affidabile per queste problematiche previdenziali, è quello dell’INCA-CGIL.

            Da questa pagina sostanzialmente sembra che vi sia una conferma di quanto indicato in quella di Handylex.org, solo più aggiornata per le cifre: http://www.inca.it/Previdenza/Pensionidal2012/Pensioniaisuperstiti.aspx

            Sono entrambi affidabili ed entrambi sostanzialmente dicono la stessa cosa. Non credo ci sia da dubitare.

            Saluti

  41. Gentile dott. Nicolosi,

    ho un ultimo dubbio. Il dubbio è il seguente. Ho trovato la seguente dicitura:

    L’inabilità prevista per la pensione di reversibilità, è diversa da quella della invalidità civile.
    È necessario che vi sia un riconoscimento di inabilità al lavoro da parte della commissione medica dell’ente erogatore della prestazione (art. 2, Legge 222/84 – DPR 818/1957).

    Ora la questione è questa: chi prende l’assegno ordinario di invalidità è inabile al lavoro oppure è necessario avere proprio la pensione di inabilità? La legge 222/84 riguarda solo la pensione di inabilità oppure anche chi prende l’assegno ordinario di invalidità? E’ questo l’unico dubbio che ho attualmente.
    Spero che possa rispondermi.
    Grazie di tutto.
    Adesso leggo anche il sito che mi ha fornito.

    • Buonasera.
      L’assegno ordinario di invalidità viene erogato a colui che ha una riduzione di capacità lavorative, in occupazioni confacenti alle attitudini, a meno di 1/3.
      Quindi non è inabile.

      Ma comunque l’inabilità viene valutata su specifica istanza, quindi nulla vieta che un soggetto inabile alla data del decesso del genitore non abbia presentato la relativa istanza e conseguentemente non è necessario essere titolari di pensione di inabilità per avere riconosciuto il diritto alla pensione ai superstiti per figlio inabile. La commissione INPS valuta autonomamente rispetto al beneficio già in godimento.
      Naturalmente se già il soggetto è percettore di pensione di inabilità, tutto è più facile e non è raro che l’accertamento sia fatto sugli atti, cioè sulla documentazione già in possesso dell’INPS.

      Nella legge 222/84 sono previste entrambe le prestazioni, assegno ordinario di invalidità (art. 1) e pensione di inabilità (art. 2).

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Ma quindi in pratica lei mi sta dicendo che la persona deve fare esplicita richiesta all’INPS, ho capito bene? Cioè la questione è che mio zio percepisce l’assegno ordinario di invalidità e vive con la madre (mia nonna). Ora la questione è questa: vorremmo metterlo nelle condizioni di poter usufruire della pensione di reversibilità della nonna una volta che essa (fra 100 anni) dovesse venire a mancare. Quindi lui adesso non deve far altro che andare all’ INPS e chiedere di essere sottoposta a visita per la legge 222/84, corretto? Lei mi ha scritto specifica istanza è questo quello che intende? Perchè se fosse così deve essere sottoposto ad ulteriore visita, corretto? C’è parecchia confusione su tante cose, purtroppo.
        Spero che mi possa rispondere definitivamente alla questione in modo che io possa avere una visuale più ampia e capire come procedere.
        Un saluto

        • Si, occorre fare una specifica istanza, ma naturalmente occorre che sia accolta.

          Le possibilità sono 2:
          1) si fa ora domanda di pensione di inabilità, sempre sperando che sia accolta, e poi al decesso della madre si presenta (si deve presentare) istanza di pensione ai superstiti per figlio inabile; in questo caso può essere comunque chiamato a visita per l’accertamento dell’inabilità, ma può anche accadere che la pratica sia decisa sugli atti già in possesso dell’INPS.

          2) direttamente, al decesso della madre si fa istanza di pensione ai superstiti per figlio inabile; in questo caso sarà chiamato chiamato a visita per l’accertamento dell’inabilità.

          Esiste naturalmente la possibilità che l’istanza non sia accolta perchè, a parere del medico INPS, non vi sono i requisiti per il riconoscimento dell’Inabilità; in questo caso è possibile presentare ricorso per il riconoscimento dell’inabilità; in questa fase direi che è indispensabile l’assistenza di un medico legale o di un patronato, che lo fornisce gratuitamente, o privato a pagamento.

          Dott. Salvatore Nicolosi

          • Gentile dott. Nicolosi,

            ma quindi se mio zio avrebbe preso la pensione di inabilità (e non l’assegno ordinario) in pratica era stato dichiarato inabile e quindi tutto questo che lei adesso dice non si doveva fare, corretto? Per quanto riguarda l’ opzione nuumero 2 ho da chiederle:

            - Ma non è che facendo tutto dopo il decesso della persona ci troviamo poi in difficoltà? Cioè la dichiarazione di stato di inabilità non deve essere fatta prima del decesso della persona? Lei mi ha scritto che sarà chiamato a visita per l’accertamento dell’inabilità ma non è troppo tardi? Io ho letto che deve essere dichiarato inabile PRIMA del decesso. Non si trova con la mia affermazione?

            Poi le volevo chiedere un’altra cosa. Mio zio prende l’assegno ordinario ma questo vuol dire che il dottore con il quale ha fatto la visita ha ritenuto che le sue condizione di salute siano tali da avere anche 1/3 di capacità lavorativa potenziale, giusto? Cioè in pratica se gli dava la pensione di inabilità voleva dire che per lui non aveva capacità lavorative potenziali, corretto?

            Grazie per la gentilezza.
            Un saluto

  42. Gentile dottore,

    navigando in rete ho trovato il seguente link: mi sembra attendibile però vorrei ragionare con lei.

    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1984-06-12;222!vig=

    Da questa norma, all’articolo 6 è scritta la seguente cosa:

    6. L’assegno di invalidita’ di cui al presente articolo non e’
    reversibile ai superstiti. Agli stessi spetta la pensione di
    reversibilita’, in base alle norme che, nelle gestioni previdenziali
    di competenza, disciplinano detta pensione in favore dei superstiti
    di assicurato. Ai fini del conseguimento dei requisiti di
    contribuzione di cui al secondo comma del successivo articolo 4, si
    considerano utili i periodi di godimento dell’assegno di invalidita’,
    nei quali non sia stata prestata attivita’ lavorativa.

    Quando letto che…agli stessi spetta la pensione di reversibilità io ho capito che anche chi ha l’assegno ordinario di invalidità può “sperare” di avere la pensione di reversibilità, oppure sbaglio? Lei non può proprio informarsi a riguardo per capire come districarsi in questa faccenda?
    Rimango in attesa di una sua risposta e di un suo pensiero in merito.
    Un caro saluto

    • Buonasera.

      Mi pare che lei, andando a destra e manca stia complicando le cose; per inciso, il link indicato è proprio il testo della legge 222/84, quindi certo che è affidabile; è proprio la legge che all’art. 2 definisce il soggetto inabile, ma mi pare che l’articolo segnalato non abbia attinenza con il suo caso.

      Cerchiamo di riassumere e di aggiungere qualche altra notizia.
      L’istanza di reversibilità può essere presentato da chiunque ritenga di trovarsi in una condizione di inabilità, sia che sia stato giudicato precedentemente inabile o no; in ogni caso il giudizio di inabilità viene fatto sempre ex novo “alla data del decesso del dante causa”, cioè del titolare della pensione, la madre nel suo caso, e ciò o con visita diretta o con revisione della documentazione già in possesso dell’INPS.
      Ma attenzione:
      se la madre a sua volta ha una reversibilità per decesso del coniuge, non è lei la titolare originaria ma il marito, quindi la data a cui far risalire l’inabilità è il decesso del marito e questo viene fatto esaminando la documentazione medica del richiedente. Il richiedente potrebbe presentare domanda anche dopo 1 anno, ma ciò non incide sul giudizio di inabilità, che deve essere sempre alla data del decesso del dante causa;
      L’assegno ordinario di Invalidità e la pensione di inabilità non sono reversibili; lo sono la pensione di vecchiaia e di anzianità, sia se si è titolare diretto, sia se la si percepisce per decesso del coniuge.
      Lasci perdere tutto il resto; ciò che conta ulteriormente è il reddito del soggetto inabile e se possa essere considerato “a carico” del dante causa; il tetto di reddito può essere chiesto ad un buon patronato, sempre aggiornato su questi argomenti.

      l’Unica cosa che posso consigliare ulteriormente è di procedere per tempo, anche da ora, alla creazione di una documentazione medica completa e significativa per quando dovrà, purtroppo, essere utilizzata.

      Circa la modalità di come effettuare la domanda, dovrà obbligatoriamente appoggiarsi ad un patronato perchè è telematica; piccoli errori del “fai-da-te” possono costare cari, economicamente parlando.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  43. Quindi in pratica, in conclusione, lei mi dice che adesso sistemo tutta la documentazione in possesso. Poi, dalla data del decesso in poi, tutta la documentazione è ininfluente. Se dopo 4 mesi si fa domanda per la pensione di reversibilità si deve portare solo la documentazione fino al giorno prima della data del decesso, corretto? Tutta la documentazione di un giorno dopo il decesso non conta più: corretta l’interpretazione?
    Spero di aver capito tutto e di non doverla più disturbare.
    Buona serata.
    Saluti.

    • Quasi.
      L’inabilità deve avere anche il carattere della persistenza; intendo dire che se per una patologia acuta il richiedente è inabile proprio nei 20 giorni prima del decesso, ma poi “migliora”, si tratta di una condizione che potrebbe essere valutata in senso non favorevole.
      Quindi la documentazione deve essere di prima ( per dimostrare che non si è inventata la patologia per l’occasione), di durante (per dimostrare l’inabilità alla data del decesso) e di dopo (per dimostrare la persistenza); la quantità della documentazione successiva naturalmente dipende da quanto si è distanti dall’evento luttuoso.
      Saluti

  44. Perfetto. Si, questo aspetto lo immaginavo, ovviamente. Si tratta di una malattia cronica invalidante quindi i “requisiti” che lei mi ha detto vengono rispettati. Se poi siano tali da decretare un invalidità permanente al lavoro beh, questo non è compito mio dirlo. Però almeno sulla carta i requisiti che lei mi ha detto ci sono. Però lei, caro dottore, mi conferma al 100% che sia possibile muoversi anche dopo il decesso con la domanda di reversibilità, corretto? Lei, non per sapere i fatti suoi, ha proprio esperienza diretta in merito sulla questione?

    Poi, e con questo concludo, la questione di convivenza tra i due deve essere testimoniata da un semplice stato di famiglia, andrebbe bene?

    Buona domenica.
    Saluti.

    • Si, ho esperienza, come consulente di 3 patronati diversi, per avere trattato i ricorsi per la negazione del beneficio.
      La risposta sulla convivenza è “si”; del resto sicuramente risulta che hanno lo stesso indirizzo di residenza.

      Saluti

    • Ho esperienza diretta in quanto, come consulente di 3 patronati diversi, ho trattato i ricorsi in collegiale per negata inabilità in istanza di reversibilità per figlio inabile.

      Per quanto riguarda la convivenza, lo stato di famiglia va bene e, del resto, risulta sicuramente che hanno lo stesso indirizzo di residenza.

      Saluti

  45. Grazie mille dottore. Quindi, il requisito più “stringente” da dover superare è proprio quello dell’inabilità totale a qualsiasi lavoro, corretto?

    Ovviamente avere un invalidità civile al 100% non è un qualcosa in più, corretto? E’ ininfluente ai fini della valutazione, corretto?

    Infine volevo fare un parallelo tra questa inabilità al lavoro e i requisiti per avere l’accompagnamento. Cioè sono più stringenti quelli dell’ accompagnamento oppure grosso modo sono gli stessi requisiti per ottenere l’accompagnamento?
    Grazie mille per la sua estrema disponibilità.
    Saluti.

    • 1) al primo quesito la risposta è “si”
      2) si, è ininfluente in quanto si tratta di norme diverse e requisiti diversi, però … a volte se il riconoscimento è recente aiuta;
      3) non esiste alcun parallelismo tra inabilità lavorativa ed indennità di accompagnamento; infatti i requisiti per l’indennità di accompagnamento sono, in alternativa o uno solo:
      a. non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompgnatore;
      b. non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

      Saluti

  46. Salve dott. volevo un informazione, essendo invalido civile al 75% e iscrivendomi all’ massimo collocamento posso chiedere in modo automatico il cambio contratto lavorativo (privato) ad invalido civile.. siamo circa 90 persone che lavoriamo presso questa azienda..
    grazie
    cordiali saluti

    rocco

    • Buonasera.
      Questo blog è curato solo dal sottoscritto, medico con competenze anche in medicina legale, soprattutto in ambito previdenziale.
      Avrà notato, spero, che le parti a carattere amministrativo sulla legge 68/99, che è quella dell’inserimento lavorativo dei disabili, sono piuttosto carenti; questo è dovuto al fatto che su questo campo ammetto di avere delle lacune e pertanto non mi “avventuro” molto in questo ambito.
      Quindi al suo quesito non sono certo di poter rispondere con esattezza, anche se un’idea me la sono fatta.

      La mia idea è che l’automatismo non esiste e quindi occorre parlare con la dirigenza dell’azienda e vedere se per loro è una possibilità fattibile e/o conveniente.
      Attenzione però: ho avuto notizia di casi in cui l’azienda, che necessitava di licenziare personale, avuto notizia di questo genere, ha inviato il proprio dipendente a visita dal medico competente per la conferma dell’idoneità alle mansioni. Le limitazioni poste dal medico competente hanno poi provocato il licenziamento perchè, secondo l’azienda, all’interno del ciclo lavorativo non c’erano mansioni compatibili con il suo stato di salute.
      Quindi occorre valutare attentamente anche, mi si passi l’espressione, l’aria che tira in azienda.

      Naturalmente commenti aggiuntivi utili e costruttivi provenienti da visitatori esperti saranno prontamente pubblicati.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  47. Buonasera, a mia madre dopo un ricorso avverso il verbale rilasciato dalla commissione medica dell’Asl, avvalendoci di un Patronato, il Giudice del Tribunale ha condannato l’Inps al riconoscimento dell’indennità d’accompagnamento, compreso l’erogazione degli arretrati. La mia domanda è la seguente: per avere i benefici della Legge 104/92 – comma 3 – art. 3 devo far eseguire a mia madre nuovamente la visita presso l’Asl, o basta la sentenza del Giudice che riconosce a mamma l’invalidità al 100% con indennità d’accompagnamento? In attesa di un riscontro a questa e-mail porgo distinti saluti. Maria

    • Buonasera.
      Per ottenere ibenefici della legge 104/92 occorre presentare istanza specifica con modalità uguali rispetto a quella dell’invalidità civile.
      Quindi prima certificato on-line in cui viene flaggata solo la voce “handicap”, poi domanda tramite patronato a cui seguirà una visita da parte di una commissione USL.
      E’ opportuno produrre, in quella visita, oltre alla documentazione medica specialistica, anche la relazione del CTU e la copia della sentenza.

      Saluti
      Dott. Salvatore Nicolosi

  48. Da oltre 10 anni ( adesso ne ho 70 )sono invalido civile al 100% per grave malformazione congenita dell’arto inferiore destro con accorciamento dell’arto di 17 cm. con conseguenti gravi problemi di deambulazione Ho il riconoscimento della 104.Non ho mai fatto domanda di accompagnamento per timore di perdere il rinnovo della patente speciale che per me è ” vita” :adesso leggo che il mantenimento della patente speciale è compatibile con l’assegno di accompagnamento e che il mio alto reddito non inficia la possibilità di ottenere l’assegno di accompagnamento medesimo. A questo punto ho motivo di ritenere che non avrei alcuna difficoltà ,adesso , che ho le idee più chiare, ad ottenere l’assegno di accompagnamento, se lo ottenessi a quali controindicazioni potrei andare incontro ? Grazie per una pronta risposta.

    • Buongiorno.
      Non mi risulta che possano esserci problemi connessi all’ottenimento dell’indennità di accompagnamento; l’unico, in effetti da lei già individuato, poteva essere quello della patente di guida, che però si è risolto da sè visto che lei ha la patente speciale per il deficit agli arti inferiori.

  49. Buongiorno,sono un invalido civile di 55 anni,titolare di assegno ordinario di invalidita’ dal 2006 e confermato in via definitiva. Volevo chiederle ,vista la mia intenzione di smettere di lavorare a gennaio 2015,se andro’incontro alle penalizzazzioni,1% per i primi due anni e poi 2% per i seguenti fino al compimento dei 62 anni. Grazie e saluti.

    • Buonasera.
      Le ricordo che l’assegno ordinario di invalidità non è una pensione anticipata, quindi le penalizzazioni previste per coloro che vanno in pensione anticipatamente e di cui lei chiede non sussistono.
      Inoltre, ritengo opportuno ricordarle che l’assegno ordinario nel suo caso è definitivo nel senso che lei non deve più presentare istanza allo scadere di ogni triennio, ma l’INPS lo può comunque revisionare. Non per niente non è una pensione anticipata, ma un sostegno previsto per i lavoratori del comparto privato che hanno perduto oltre i 2/3 di capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle attitudini
      Che lei lavori o no non importa; la differenza è che lei percepirà solo l’assegno e quindi pagherà le imposte solo sull’Assegno

      Saluti
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Grazie per la risposta, quindi se smetto di lavorare e l’inps mi revisiona e eventualmente mi toglie l’assegno, io mi trovo senza reddito e senza pensione ? Ho 40 anni di contributi, potrei secondo lei disdire l’assegno ordinario e optare per la pensione anticipata ? Grazie e complimenti per la competenza.

        • Alla prima domanda, in via teorica, la risposta è affermativa; accade raramente, ma è accaduto; poi siamo stati in grado di ottenere il ripristino con il ricorso al Comitato Provinciale, ma è stata dura e il tempo perduto ha messo a dura prova le finanze del lavoratore.
          Naturalmente questo è un discorso teorico, perchè non la conosco, non conosco le sue patologie e comunque non potrei fare una valutazione corretta a distanza. Quindi il mio timore potrebbe essere assolutamente ingiustificato.

          Sul secondo quesito, più amministrativo, credo proprio che possa, naturalmente a 42 anni e 1 mese di contribuzione se non sbaglio, ma con una penalizzazione sicuramente non piccola. Ma per questa domanda farebbe bene a non fidarsi in modo assoluto della mia risposta; questa ultima riforma delle pensioni mi sembra piena di trappole e comunque c’è nell’aria qualche notizia di modifiche, non a brevissimo, ma … chissa’. Troverà risposte sicuramente affidabile presso un patronato.

          Saluti.
          Dott. Salvatore Nicolosi

  50. Sono invalido riconosciuto ultrasessantacinquenne con accompagno legge 104 con revisione a gennaio 2015. Le patologie di cui sono affetto:
    Tubercolosi polmonare- Epatite cronica- Intervento di 5 BY-Pass Aortocoronarici- Intervento per Aneurisma Aorta Addominale sottorenale- Interv. Colicestectomia- Ipertrofia prostatica-Trombosi venosa profonda arto inf. sx con ricovero Febbraio 2014- Broncopolmonite acuta con ricovero Gennaio 2014- LEUCEMIA LINFATICA CRONICA dal 2010 in Chemioterapia in Day Hospital (1 ciclo mensile ogni 6 mesi) con RITUXIMAB e Bendamustina.Trasfusioni periodiche e punture periodiche di ERITROPOETINA. Monitoraggio INR. E farmaci: LAMIVUDINA ISONIAZIDE, PANTOPRAZOLO,UROREC,ALLOPURINOLO, SECTRAL giornalieri. Vorrei chiedere se con tutte queste patologie alla revisione Medico-Legale di gennaio 2015 verrò ancora considerato invalido. La ringrazio anticipatamente se vorrà rispondermi. Distinti saluti. Antonio Varrà

    • Buonasera.
      E’ molto probabile, da ciò che leggo, che l’indennità di accompagnamento sia stata concessa per la chemioterapia necessaria al trattamento della leucemia. Se le condizioni sono rimaste invariate, cioè se effettua ancora chemioterapoa, dovrebbero (posso usare solo il condizionale) confermare.

      Saluti.

      Dott. S. Nicolosi

  51. Gentile dottore, volevo chiedere un’informazione. Ho un invalidità civile al 100% senza accompagnamento. Ad oggi prendo i 279 euro perchè non ho raggiunto i requisiti per andare in pensione e perchè non supero il limite di reddito annuale. Benissimo ma al raggiungimento dell’età pensionabile questi 279 euro (se non supero il reddito con la mia pensione) mi spettano ancora oppure no? Ovviamente se ottengo sempre il 100% durante le revisioni.
    Saluti.
    Buone vacanze, grazie mille.

      • Dottor Nicolosi grazie per la risposta. Le risulta con un buon grado di certezza oppure non è sicurissimo al 100%? Io ho letto che un valore soglia dovrebbe essere 65 anni. Perchè viene nominato, che lei sappia?

        • Per la precisione 65 anni e 3 mesi.
          Io mi occupo fondamentalmente delle parti mediche delle pratiche di invalidità civile, ma questo mi costringe a valutare anche alcuni aspetti amministrativi, e da un mio quesito simile al suo che recentemente ho posto all’amministrativo di un patronato con cui collaboro mi è stata data questa risposta.
          In ogni caso, sul sito dell’INPS in QUESTA pagina informativa riguardante la pensione di inabilità, nelle ultime 2 righe viene affermata la stessa cosa.
          Saluti.
          Dott. Salvatore Nicolosi

          • Quindi in pratica, ricapitolando, al raggiungimento dei 65 anni e 3 mesi, prenderei lo stesso i 279 euro (magari un pò di più vista l’inflazione) diciamo a vita sempre che la mia pensione (quando sarà) sarà sotto i 16 mila (magari un pò di più) euro all’anno, corretto?

  52. Buongiorno vorrei sapere se è possibile avere riconosciuto i contributi figurativi.
    1) sono impiegato Comunale
    2)ho avuto il 67% da ragazzo e prima di essere assunto
    3)non sapevo dei contributi figurativi e subito ho fatto l’aggravamento
    4) ho il 75% da 1 anno
    Vorrei sapere visto che il 67% mi è stato riconosciuto negli anni 80 e che alla data odierna ho 22 anni di servizio negli enti locali mi possono riconoscere anche i contributi figurativi con la vecchia legge del 71 n.118? visto che si prendeva anche la pensione con il 67%

    • La legge che prevede 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di invalidità superiore al 74% è la 388/2000, al comma 3, art. 80:
      “… 3. A decorrere dall’anno 2002, ai lavoratori sordomuti di cui all’articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381, nonche’ agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali e’ stata riconosciuta un’invalidita’ superiore al 74 per cento o ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, come sostituita dalla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive modificazioni, e’ riconosciuto, a loro richiesta, per ogni anno di servizio presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero cooperative effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianita’ contributiva, il beneficio e’ riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa. …”.
      Quindi ciò che chiede lei è impossibile.
      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  53. Buongiorno Dr. Nicolosi,
    sono una invalida civile di 43 anni con riconoscimento di invalidità al 75% da più di 20 anni. Ho usufruito di assegno di invalidità durante il periodo degli studi, assegno che è stato sospeso una volta iniziata l’attività lavorativa.
    Permanendo la percentuale di invalidità al 75% (con probabile futuro aggravamento)e lavorando come dipendente pubblico dal 2008, le chiedo se sia possibile richiedere l’attibuzione di un assegno ordinario di invalidità e dei contributi figurativi di cui si è accennato pocanzi. Esistono limiti di reddito?
    Un’eventuale incremento della invalidità al 100% sarebbe comunque compatibile con il lavoro o dovrei interrompere (pur permanendo effettive capacità lavorative)?

    La ringrazio per la disponibilità,
    cordialmente
    Sara

    • Buonasera.
      In ordine:
      1) l’assegno ordinario di invalidità viene concesso ai dipendenti del settore privato; per i dipendenti pubblici sono previste le invalidità in questa pagina;
      2) No;
      3) si, è compatibile

      Saluti
      3)

  54. Dottor. Nicolosi,

    buon giorno. Ho scritto qualche commento fa riguardo al proseguimento dell’importo per gli invalidi civili oltre il 65 anni e 3 mesi di età. Attualmente io non percepisco reddito se non l’invalidità civile appunto (i 279 euro). A 65 anni e 3 mesi, nel caso in cui non percepisca reddito sempre, e nel caso di 100% di invalidità confermata, ho letto da questo articolo che dovrei prendere l’assegno sociale. In pratica si tratta però di un importo pari a 477 euro, corretto?

    http://www.dirittierisposte.it/Schede/Persone/Salute/l_assegno_sociale_id1112219_art.aspx#A quanto ammonta l¿assegno sociale

    Poi volevo anche chiedere se, arrivato a 67/68 anni di età (o comunque la data in cui si va in pensione) nel caso in cui non superassi i famosi 16 mila e rotti di euro di pensione annui potrò beneficiare sempre di questo assegno sociale oppure dei 279 euro in quel caso?

    Mi scuso per le domande.
    Cordiali saluti

    • Buonasera.
      Si, è corretto quanto ha letto nell’articolo che lei mi segnala, quindi l’importo è effettivamente circa 477 €.
      Nello stesso articolo, nella sezione “A quanto ammonta l’assegno sociale” è spiagato cosa accade se ad un certo momento si inizia ad avere un reddito, ad esempio la pensione. L’unica differenza è che nel suo caso, essendoinvalido civile, conterebbe solo il suo reddito personale.

  55. Dottor. Nicolosi,

    buon giorno. Volevo chiedere un’informazione. Ho letto della maggiorazione sulla pensione di inabilità. Allora io al momento ho 61 anni e prendo solo i 279 euro di reddito di invalido civile. Non ho altri redditi. Ho il 100% di invalidità senza accompagnamento. Mia moglie ha reddito (supera i 18 mila euro lordi all’anno). Posso chiedere questa maggiorazione secondo lei? Bisogna andare espressamente all’INPS? Bisogna fare una domanda apposita? Spero che si possa leggere il link che le ho inviato.

    http://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=1&itemDir=6232

    Cari saluti.

    • Buongiorno.
      Io sono l’unico curatore del sito, sono un medico e, pur avendo competenze di medicina legale e in particolare nell’area previdenziale, non sono in grado di rispondere con affidabilità a quesiti strettamente amministrativi.

      La invito a rivolgersi ad un patronato i cui dipendenti sapranno sicuramente dare una risposta affidabile, anche perchè possono controllare, praticamente istantaneamente, la sua situazione contributiva.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  56. Gentile Dottore
    Avrei bisogno di una informazione. Mio padre ottantenne con morbo di parkinson ed altre patologie è stato riconosciuto invalido al 100% ha ottenuto la 104 senza revisione perché in situazione di handicap grave ma nn gli è stato riconosciuto l’accompagnamento. Come è possibile ciò.
    La ringrazio anticipatamente.

    • I requisiti per la concessione dell’indennità di accompagnamento e quelli per il riconoscimento della condizione di soggetto con handicap grave, secondo le indicazioni dell’art. 3, comma 3 della Legge 104/92, sono simili ma assolutamente non uguali.

      A titolo di esempio, per capire, non sempre ai dializzati viene concessa l’indennità di accompagnamento, ma sempre vengono riconosciuti soggetti con handicap grave (art 3 comma 3 leggge 104/92).

      Quindi è possibile e, in realtà, niente affatto raro ciò che le è accaduto

  57. gentile dottor Nicolosi ho una invalidità al 100% fino ad ottobre 2014 con revisione a causa del fatto che mi sono dovuta sottoporre a chemioterapia per un cancro alle ovaie e precedentemente sono stata sottoposta a 3 interventi chirurgici con asportazione un pezzo alla volta di 3 tumori più gli annessi e l’utero. La mia domanda è la seguente: se come credo mi verrà abbassata la percentuale di invalidità potrò tornare a lavorare? Per adesso sul verbale c’è scritto invalidità al 100% con inabilità permanente al lavoro. Nell’ipotesi che mi lasciassero il 100% posso comunque tornare a lavorare? Ho 47 anni e sono dipendente statale e vivere solo con la pensione di inabilità che mi hanno concesso per un anno perché il mio reddito non superava i fantomatici 16 mila e rotti euro sarebbe dura. Quindi per concludere l’invalidità al 100% è compatibile con il lavoro? al di sotto del 100%? Grazie infinite. Saluti.

    • Buonasera.
      Si, l’invalidità civile al 100% è compatibile con il lavoro, anche se la somma che viene percepita si chiama pensione di inabilità.

      Quella che non è compatibile con il lavoro è la Pensione di inabilità secondo le indicazioni della legge 222/84, quella, per intenderci, che fa parte del gruppo delle pensioni contributive (da QUI la descrizione)

      Saluti

  58. Gentile dottor Nicolosi se ho capito bene nella remota eventualità mi lasciassero il 100% di invalidità dopo la visita di revisione potrei quindi non solo tornare a lavorare ma se il reddito non supera i 16 mila e rotti euro anche percepire la pensione di inabilità come sta succedendo adesso che però sono ancora a casa con certificato medico di grave patologia? Mi scusi ma i dubbi sono tanti e le leggi anche. Ho un’altra domanda. Per quanto tempo dopo aver concluso i cicli di chemioterapia posso usufruire della grave patologia? Il mio medico mi ha detto che fino a che ho i postumi della chemio si va avanti così. Io effettivamente sono sempre stanca e psicologicamente ho delle grosse difficoltà per questo continuo ad andare dalla psicoterapeuta ma nello stesso tempo vorrei tornare alla vita normale. Il sindacato al quale mi sono rivolta mi dice che è il medico che stabilisce in base alle visite che fa al paziente quando questo è pronto al rientro al lavoro. tutto questo è corretto? E se mi abbassano l’invalidità e io non sono pronta al rientro si continua con la grave patologia o diventa malattia e quindi soggetta alle visite fiscali? Mi scuso ma sono molto confusa. Tutti mi rassicurano e mi dicono di pensare solo a riprendermi ma ho paura di sbagliare e di incorrere in sanzioni. Il cancro è una cosa terribile ma la chemioterapia mi ha reso una persona terribilmente insicura e piena di dubbi su qualunque cosa. Scusi lo sfogo. La ringrazio infinitamente per le sue risposte e per il tempo che mi dedicherà. Saluti.

    • Visto che siamo in ambito di invalidità civile le confermo che può continuare a lavorare.

      Premesso che credo di capire che lei sia dipendente di un’amministrazione pubblica, devo dire che il concetto di “postumi della chemioterapia” nel suo caso è errato; si dovrebbe usare il termine “esiti”, ma comunque lo si chiami, il problema è che non esiste un tempo standard post-chemioterapia oltre il quale cessa la “grave malattia” o la “terapia salvavita”. Il periodo in cui si manifestano esiti non ancora stabilizzati del trattamento chemioterapico, a rigore, non fa parte quindi del periodo di esclusione dal periodo di comporto e dall’esclusione delle visite fiscali.
      In verità però in alcuni settori anche i periodi di convalescenza post-chemioterapia sono salvaguardati, ad esempio nella scuola; il suo medico potrebbe avere ragione. Quando cessa la convalescenza però è opinabile e quindi segua le indicazioni del suo medico (se, ripeto, è questo il suo caso).
      Non c’è rapporto tra la percentuale di invalidità e il regime del periodo di malattia. Teoricamente il lavoratore potrebbe anche non richiedere il riconoscimento dell’invalidità, ma non per questo non avrebbe diritto ai benefici connessi alle “terapie salvavita”. Sono valutazioni diverse, che fondano le loro basi su leggi diverse, che non necessariamente devono avere un percorso parallelo.

      Saluti e … i suo parenti e suoi amici la riattendono serena e felice di aver sconfitto un nemico terribile; li riabbracci e torni alla sua vita ordinaria.

      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Gent dott., complimenti per la sua pagina web , abito nel nordest veeneto ho 58 anni lavoro alle poste italiane da ben 38 anni facevo lautista mi hanno declassato la patente di guida da D a B . Facendo le visite annuali della sicurezzq del lavoro il medico dopo di aver visto tutti i referti mi ha invitato di inoltrare a richieata di invalidità, per le seguuenti patologie:
        1 ipertrofia prostatica bilobata periuretrale con incontinenza urinaria cronica ed episodi recidivanti di prostatite acuta
        2 poliartrosi con insufficienza statica e dinamica al rachide in toto con rettificazione della lrdosi cervicale, spondiloartrosi lombosacrale e presenza di discopatia multipla
        sintomatica con rachialgie recidivanti stenoci C5 C6
        3 esiti di intervento chirurgico per lesione traumatica del sopraspinoso con instabilità del CLB alla spalla sx (eseguita riparazione chirurgica della cuffia dei rotatori; succesiva discesa postintervento del muscolo bicipite sx giudicata inoperabile), consistenti in parastesie ed iposensiblitá tattile, termica e algica associate a limitazione
        dell’arto superiore sx.
        4 esiti di intervento chirurgico alla carotide sx
        5 ipertensione arteriosa sintomatica in politerapia di difficile compenso farmacologico
        6 obesitá invalidante
        7 tiroide cronica in ipotiroidismo
        8 diabete mellito non insulino dipendente
        9 ipoacusia bilaterale piú gravea dx di tipo misto, esiti di timpanoplastica a sx
        Le chido scusa se ho elencato gutte le patologie , chiedo solo se con queste patologie secondo il suo parere sussiste una invalidità permanente

        • Buonasera.
          Sicuramente si tratta di patologie invalidanti.
          Ma tutto deve essere documentato con idonea e recente certificazione specialistica, soprattutto funzionale. Cioè bisogna far certificare, altre alle malattie, anche la gravità dei deficit funzionali.
          Non sono in grado di quantificare la percentuale, in quanto si deve sempre visionare tutta la documentazione e visitare il paziente, ma dovrebbe essere un’invalidità significativa.

          Saluti

          • Volevo ringraziarLa della sua soddisfacente e precisa risposta che mi ha dato. Ho già ioltrato domanda, dopo sarà la commissione a decidere. Rinnovo i miei ringraziamenti augurandoLe un buon lavoro e buon inizio settimana

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