INVALIDITA’ CIVILE: i benefici

Invalidità Civile: i benefici (aggiornato a gennaio 2014)

Questa piccola guida non è rivolta ai professionisti, quindi medici, avvocati o collaboratori dei Patronati, ma a coloro che ritengono di avere gravi problematiche di salute e pertanto vogliono usufruire dei benefici che la legge potrebbe loro concedere.
Per i riferimenti di legge vedere QUI.
Per la tabella delle invalidità vedere QUI.
Innanzi tutto occorre avere ben chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere; infatti sono molteplici i benefici concessi dalla normativa.
  1. Soggetti con età compresa tra i 18 ed i 65 anni e 3 mesi:
  • percentuale di invalidità uguale o superiore al 35% => concessione gratuita di ausili protesici, in genere limitatamente alle patologie indicate nel verbale di invalidità;
  • percentuale di invalidità superiore al 45% => ANCHE iscrizione liste del collocamento mirato (legge 68/99);
  • percentuale di invalidità uguale o superiore al 67% => ANCHE esenzione dal ticket per visite specialistiche, esami ematochimici e diagnostica strumentale; inoltre, se dipendenti pubblici hanno diritto di usufruire dei benefici dell’art. 21 della legge 104/92 che così recita:
    • 21. Precedenza nell’assegnazione di sede.
      1. La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.
      2. I soggetti di cui al comma 1 hanno la precedenza in sede di trasferimento a domanda.
  • percentuale di invalidità uguale o superiore al 74% => ANCHE concessione di Assegno Mensile di Assistenza; nel 2014 l’INPS corrisponde 13 mensilità di € 279,19, ma solo se il reddito personale del 2013 è stato inferiore ad € 4.795,57; ai lavoratori viene riconosciuto una maggiorazione contributiva valida ai fini pensionistici di 2 mesi per ogni anno in cui ha effettivamente lavorato, e ciò dal momento in cui è stata riconosciuta l’invalidità maggiore del 74%; la maggiorazione non può superare i 5 anni;
  • Attenzione: ai sensi dell’articolo 35 della legge 247/2007, una finanziaria, l’assegno mensile viene corrisposto solo se la domanda è stata presentata prima del compimento del 64esimo anno di età; l’articolo 35, legge 247/2007 infatti così recita: “L’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è sostituito dal seguente: < < art 13 – (Assegno mensile) – 1. Agli invalidi civili di età comresa tra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno di età nei cui confronti sia accertata una riduzione di capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74%, che non svolgono attività lavorativa e per il tempo in cui tale condizione sussiste, è concesso, a carico dello stato ed erogato dall’INPS, un assegno mensile di euto 242,84 per tredici mensilità, con le stesse condizioni e modalità previste per l’assegnazione della pensione di cui all’articolo 12 … >>
  • ATTENZIONE: dal 1° gennaio 1982 l’Assegno mensile è incompatibile con la titolarità di altre pensioni di invalidità erogate dall’Assicurazione generale obbligatoria per vecchiaia, invalidità e superstiti, anche nella gestione speciale per gli artigiani, i commercianti e i coltivatori diretti; dal 1° gennaio 1991 è incompatibile anche con qualunque trattamento pensionistico erogato per invalidità da causa di guerra, di lavoro o di servizio; il titolare può però optare per il trattamento più elevato.
  • L’assegno Mensile di Assistenza non è reversibile.

 

  • percentuale di invalidità del 100% => ANCHE esenzione dal ticket farmaci; il limite di reddito per la concessione della Pensione di Inabilità (Invalidi Civili Totali), sempre 13 mensilità di € 279,19, è di € 16.449,85; con i commi 5 e 6 dell’articolo 10 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76 (G. U. – Serie generale – n. 150 del 28/06/2013), coordinato con la legge di conversione 9 agosto 2013, n. 99 (G.U. Serie Generale n.196 del 22-8-2013) recante: «Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonchè in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti», è stato stabilito che il limite di reddito è quello personale (vedere QUI)
  • Per la Pensione di Inabilità non esistono incompatibilità con altri trattamenti pensionistici erogati per invalidità da causa di guerra, di lavoro o di servizio.
  • Anche la Pensione di Inabilità non è reversibile.
  • al compimento del 65° anno di età, Assegno Mensile di Invalidità o Pensione Invalidi Civili Totali si trasforma in Assegno Sociale; attenzione però: può accadere che si abbia diritto contemporaneamente a pensione contributiva, quindi si potrebbero superare i limiti di reddito indicati sopra; in questo caso la corresponsione della provvidenza economica viene sospesa;
  • l’erogazione dell’Assegno di Invalidità (invalidità tra 74% e 99%) a soggetti disoccupati è subordinato all’iscrizione nelle liste speciali della massima occupazione previste dalla legge 68/99 al fine di dimostrare la propria volontà di collocarsi comunque nel mondo del lavoro.
  • Per i maggiorenni disoccupati che però frequentano un regolare corso di studi, non è necessaria l’iscrizione alle liste della massima occupazione in quanto, secondo la sentenza n. 329/2002 della Corte Costituzionale, poi ribadita con la n. 2034/2007, in questo comportamento è insito la volontà di inserirsi nel mondo del lavoro; naturalmente tale occorrenza andrà provata con il certificato di frequenza scolastica.
  1. Soggetti di età inferiore a 18 anni:
  • riconosciuti con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età => Indennità di Frequenza erogata dall’INPS e consistente in € 279,19 mensili per tutto il tempo di frequenza di centri di riabilitazione, di corsi di formazione professionale, di centri occupazionali o di scuole di ogni ordine e grado; il limite di reddito del disabile deve essere inferiore, al 2013, ad € 4.795,57; anche esenzione dai Ticket;
  • minore con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore => identico al precedente (per questo caso vedere più approfonditamente qui) .
  1. Soggetti di età superiore a 65 anni (se l’invalidità è ottenuta dopo il compimento del 65° anno):
  • percentuale di invalidità compresa tra il 34% e il 66% (invalido ultrasessantacinquenne con difficoltà lievi) =>diritto alla fornitura di assistenza protesica;
  • percentuale di invalidità compresa tra il 67% e il 99% (invalido ultrasessantacinquenne con difficoltà medie) =>ANCHE esenzione dal ticket per visite specialistiche, esami ematochimici e diagnostica strumentale;
  • percentuale di invalidità del 100% (invalido ultrasessantacinquenne con difficoltà gravi) => ANCHE esenzione dal ticket farmaci.
  1. Soggetti di ogni età
  • indennità di accompagnamento => concessione gratuita di ausili protesici, esenzione dal ticket per farmaci, visite specialistiche, esami ematochimici e diagnostica strumentale, corresponsione da parte dell’INPS di Indennità di Accompagnamento di Euro 404,07 per 12 mensilità (nell’anno 2014); nei minori di 18 anni l’indennità di accompagnamento è incompatibile con l’indennità di frequenza.

N.B.

  1. Per la concessione di ausili protesici generalmente è richiesto che la patologia che rende necessario l’ausilio sia indicato nella diagnosi del verbale.
  2. L’Indennità di Frequenza è incompatibile con l’Indennità di Accompagnamento, con l’indennità speciale per i ciechi parziali, con l’indennità di comunicazione per i sordi prelinguali.
  3. L’indennità di accompagnamento viene erogata purchè il titolare non sia ricoverato in istituto a titolo gratuito con retta interamente a carico di un ente pubblico;
  4. L’indennità di accompagnamento è incompatibile con altri benefici economici simili erogati per causa di guerra, lavoro o servizio;
  5. L’indennità di accompagnamento viene erogata indipendentemente dal reddito;
  6. L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento di una attività lavorativa;
  7. L’indennità di accompagnamento può essere compatibile con la titolarità di una patente speciale;
  8. L’indennità di accompagnamento viene erogata anche ai detenuti;
  9. Assegno mensile di Invalidità, Pensione invalidi civili totali ed Indennità di Accompagnamento non sono riversibili;
  10. è consentito ai lavoratori sordomuti e agli invalidi con invalidità uguale o superiore al 74% di richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa. Il beneficio è riconosciuto per un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa ed è utile ai fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva. Quindi può essere raggiunto il diritto ad andare in pensione in anticipo (5 anni al massimo).

Dott. Salvatore Nicolosi


 


Commenti

INVALIDITA’ CIVILE: i benefici — 74 commenti

  1. 35. L’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è sostituito dal seguente:

    ERRATA CORRIGE: «Art. 13. – (Assegno mensile). – 1. Agli invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74 per cento ——- E NON AL 64 % COME AVETE RIPORTATO VOI SUL SITO!
    FALSA SPERANZA :((

    • E’ vero, nel trascrivere, tra 64mo anno di età e 74% di invalidità mi è sfuggito un “6″ nel posto sbagliato. Non posso fare altro che chiedere venia a correggere subito. Grazie per la segnalazione.

    • Buongiorno.
      La somma erogata per mobilità è considerata reddito, quindi non viene considerata in quanto “mobilità” in se, ma in quanto facente parte dell’eventuale reddito dell’anno precedente.
      Quindi, in via teorica non c’é incompatibilità ma potrebbe contribuire a superare il limite di reddito previsto.

      Saluti
      S. N.

  2. sono affetta da epatite C con cirrosi epatica X trasfusioni sbagliate ,operata di cancro X ben 5 volte..ho diritto ad una indennita’ ?

    • Buongiorno.
      All’età di 74 anni spetta un beneficio economico solo se viene riconosciuto il diritto ad indennità di accompagnamento.
      Il riconoscimento viene concesso ai soggetti con “necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita” oppure a quelli che sono “non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore”. In casi selezionati, quindi non sempre, viene concessa ai soggetti in attualità di chemioterapia e limitatamente per il periodo in cui si è sottoposti al trattamento.

      Nel caso suo specifico non sono in grado di giudicare se si trova nelle condizioni previste dalla normativa in quanto internet non è il modo migliore di fare una visita.
      Dovrebbe chiedere una consulenza ad un medico in carne ed ossa esperto in medicina legale.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  3. Buongiorno Dottore a mia madre di anni 67 dopo visita oculista e OCT e stata diagnosticata maculopatia bilaterale non operabile.
    Ho fatto domanda per invalidità con i documenti in ns possesso.
    Mia mamma percepisce già una pensione di 300 euro da lavoro.
    Vive con mio padre pensionato di 70 anni. Ma per fare la spesa e altro ha bisogno del mio aiuto. Io sono disoccupata. Posso chiedere anche l’accompagnamento ?
    Avra’ diritto sempre a percepire i 300 euro della sua pensione?
    Grazie mille

    EC

    • Buonasera.
      Nella sua domanda si nascondono purtroppo alcune notizie errate sui benefici agli invalidi e sui requisiti sanitari per ottenerli.

      Innanzi tutto i criteri per ottenere la concesisione di indennità di accompagnamento sono solo questi:
      1) necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita
      2) non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.

      Nel suo caso quindi occorre innanzi tutto rilevare se esiste una di queste condizioni.
      Un deficit visivo, da solo non rileva ai fini della concessione di accompagnamento, così come non è sufficiente l’incapacità a recarsi presso un negozio a fare la spesa. La necessità di assistenza deve essere “continua” e la necessità di accompagnatore deve essere “permanente”, cioè sempre, anche in casa per pochi metri di spostamento. L’autonomia all’interno delle mura casalinghe già esclude la concedibilità del beneficio.

      Se il deficit visivo è però così grave da aversi un residuo visivo inferiore od uguale ad 1/20 nell’occhio migliore sussiste il requisto per la concessione di pensione per ciechi parziali per il quale occorre presentare una domanda specifica, in pratica con lo stesso sistema che avete già usato per questa, ma deve essere selezionata la casella “cecità” nel certificato (notizie sui requisiti per le pensioni di cecità da QUI)

      In ultimo, la eventuale concessione di indennità accompagnamento non ha alcuna influenza sui redditi da pensione già percepiti, quindi la risposta è SI.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  4. vi porgo questa domanda mia mamma a gennaio 2013 e’ stata operata di tumore al seno dopo vista asl e’ stata riconosciuta invalida al 100% ed ha piu’ di sesantacinqueanni ad agosto e’ stata operata di cuore [4 baypass] e’appena tornata a casa puo’ aver diritto alla pensione o posso fare domanda di acconpagnamento grazie

    • Buonsera
      Non in automatico per le patologie descritte.

      Se si è invalidi al 100% e insorgono altre patologie, non si passa da 100% ad indennità di accompagnamento. si resta sempre con invalidità del 100% a meno che non si trovi nella condizione prevista per la concessione di indennità di accomgnamento:
      1) non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore,
      2) non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

      Confermo che se ha superato i 65 anni non può percepire la pensione di invalidità.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

        • Si, l’unica possibilità di ottenere un beneficio economico, per i soggetti con l’età di sua madre, è il riconoscimento del diritto ad indennità di accompagnamento.

  5. Salve,
    sono titolare di una pensione di invalidità (100%) per epilessia, ma nel certificato medico rilasciatomi dalla commissione non viene riconosciuta la necessità di accompagnamento.
    Io sapevo che per la Cassazione, invece, le persone che soffrono quotidianamente, o di tanto in tanto, di “crisi di assenza” e di “attacchi epilettici” hanno diritto a questa prestazione.
    La ringrazio.

    • Buongiorno.
      Non è automatico, anche perchè, come può notare nella tabella delle invalidità, l’epilessia è contemplata e sono previste queste percentuali:
      2001 EPILESSIA GENERALIZZATA CON CRISI ANNUALI IN TRATTAMENTO ==> 20%
      2002 EPILESSIA GENERALIZZATA CON CRISI MENSILI IN TRATTAMENTO ==> 40%
      2003 EPILESSIA GENERALIZZATA CON CRISI PLURISETTIMANALI IN TRATTAMENTO ==> 100%
      2004 EPILESSIA GENERALIZZATA CON CRISI QUOTIDIANE ==> 100%
      2005 EPILESSIA LOCALIZZATA CON CRISI ANNUALI IN TRATTAMENTO ==> 10%
      2006 EPILESSIA LOCALIZZATA CON CRISI MENSILI IN TRATTAMENTO ==> 41%
      2007 EPILESSIA LOCALIZZATA CON CRISI PLURISETTIMANALI O QUOTIDIANE IN TRATTAMENTO ==> da 91% a 100%

      La sentenza a cui forse fa riferimento è la 1268/2005 (che potrà leggere integralmente da QUI), ma l’epilessia farmaco resistente è inserita in un contesto più ampio e comunque, a proposito dell’epilessia, si parla di “pericolo incombente per se o gli altri”.
      Ma questo va dimostrato; deve cioè essere dimostrata sia la eccezzionale frequenza delle crisi convulsive nonostante la terapia farmacologica, sia il pericolo per la sua o altrui incolumità associato a questa condizione.

      In genere le commissioni tendono a respingere queste istanze, proprio per la difficoltà dell’accertamento.
      Se ritiene che sussistono questi estremi e di poter dimostrare questa particolare condizione di gravità, allora può proporre ricorso giudiziario avverso il verbale entro 6 mesi dalla ricezione della comunicazione.
      Naturalmente ciò va fatto con l’ausilio di un avvocato e, lo ritengo opportuno, di un medico-legale che potrà opportunamente consigliare.

      I patronati per queste azioni hanno convenzioni con dei professionisti a tariffe molto calmierate.
      Potrà cominciare chiedendo una consulenza presso un patronato che generalmente è gratuita (ma non per questo poco affidabile).

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  6. HO COMPIUTO 65 ANNI A LUGLIO, ED HO FATTO LA DOMANDA DI INVALIDITA’ PER LE SEGUENTI PATOLOGIE:CIRROSI EPATICA CRIPTOGENETICA , DIABETE MELLITO TIPO 2 IN FASE DI SCOMPENSO COMPLICATO DA RETINOPATIA NON PROLIFERANTE,FIBRILLAZIONE ARTERIOSA IPERTENSIONE ARTERIOSA, IPOTIROIDISMO, INFIAMMAZIONE CAPSULO LEGAMENTOSA A CARICO DELLE ARTICOLAZIONI METATARSO FALANGEE DEL II E III RAGGIO.CORDIALI SALUTI LUIGI

    • Buonasera.
      Dovrebbe meglio specificare il suo quesito.
      Quella indicata è la diagnosi del certificato di presentazione, suppongo.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  7. si è vero quella indicata è la diagnosi del certificato di presentazione,mancava una parte del quesito, cioè che percentuale di invalidità potevo avere con le patologie elencate?La ringrazio, Luigi

    • Buonasera.
      Scusi la punta di ironia, ma se fosse così facile fare una valutazione sulla scorta di così scarne notizie, non ci sarebbe bisogno di Commissioni per l’Accertamento dell’Invalidità civile, basterebbe inserire i dati in un computer.
      Scherzi a parte, mi scuso ancora, nessuna valutazione medico-legale seria può essere fatta in assenza di visita del paziente e di valutazione di tutta la documentazione medica in possesso; qualche volta, nel caso dei deficit visivi o uditivi, può essere fatta una indicazione precisa, anche a distanza, ma in quesi casi si tratta di valutazioni quasi matematiche.

      In ogni caso, se ha presentato domanda dopo il compimento del 65o anno di età non spetta alcuna pensione, anche se raggiungesse una percentuale sufficiente.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  8. Buongiorno, ho compiuto 60 anni a febbraio, ho un’invalidita’ dell’80/, sono impiegata statale-scuola e a oggi ho 28 anni di contributi versati di cui 23 in regime di invalidità…andrò in pensione con la vecchiaia…ma dovrò stare in servizio fino a 66/67 anni?? Ho subito ben 23 interventi…ora sono in malattia per convalescenza del l’ennesimo intervento…mi dia una minima speranza! Grazie

    • Buonasera.
      Per la verità non posso darle speranze, ma nemmeno posso scoraggiarla. troppo poche notizie per essere preciso e in ogni caso la distanza impedisce valutazioni affidabili; ma comunque qualche breve notizia potrebbe essere utile, naturalmente da verificare presso gli uffici appositi.

      Innanzi tutto, visto che per 23 anni ha superato il limite del 75%, le spettano 2 mesi di abbuono per ogni anno di invalidità, e di questo può tenere conto nel calcolo di quando potrà andare in pensione; dovrebbero essere quasi 4 anni.
      In alternativa potrebbe chiedere la “Pensione per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro” per cui potrebbe andare in pensione con il monte contributivo attuale (dovrà valutare però se le conviene da un punto di vista economico).
      Potrà chiedere informazioni su questa possibilità presso qualche patronato, meglio se afferente ad un grosso sindacato. Qualche breve notizia da QUI.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  9. Salve sig Salvatore vorrei un informazione se è possibile sono un 46enne che da poco mi hanno scoperto che ho la sm, ho problemi Seri a deambulare mi appoggio dappertutto per camminare,salire in particolare scendere le scale ,non parliamo del fattore stanchezza fisica. Io ho lavorato fino aad aprile 2012 poi l’azienda è fallita ci hanno messi in cassa integrazione per un anno scaduto l’anno in mobilità io per due anni nel frattempo mi hanno diagnosticata la sm fatte le visite per l’invalidita civile mi hanno riconosciuto il 100% con accompagnamento vorrei sapee se quello che mi hanno riconosciuto e compatibile con i due anni di mobilità che ho posso percepire mobilità ed accompagnamento? Grazie anticipatamente cordiali saluti

    • Buonasera.
      L’indennità di accompagnamento è incompatibile solo con prestazioni analoghe erogate da altre amministrazioni, ad esempio quella erogata dall’INAIL con il nome di Assegno per l’assistenza personale continuativa.

      Nel suo caso non esiste alcuna incompatibilità tra indennità di accompagnamento e “mobilità” o “disoccupazione”.

      Saluti.

      Dott. Salvatore NIcolosi

      • buongiorno, una domanda :
        ho superato 65 anni,ho fatto domanda di invalidità e aspetto la chiamata per la visita
        sono sicuro di averla superiore al 67% (già fatta 5 anni fa per il pensionamento e poi rinunciata) per varie patologie
        devo cambiare l’auto, ho sentito che si può avere agevolazione iva……
        è vero ??? è meglio aspettare l’accettazione ???
        grazie per la risposta (per favore : anche per email, non sono spesso al computer)
        …….antonio ……

        • Buongiorno.
          Le agevolazione dell’IVA per l’automobile vengono concesse ai soggetti con handicap in condizione di gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92 per il quale occorre presentare domanda apposita.

          Quindi se lei non ha presentato domada apposita, anche in caso di notevoli aggravamenti, ad esempio con riconoscimento del 100% di invalidità, non potrà avere questa agevolazione.

          Per ulteriori notizie su questo argomento, segnalo una pagina del sito handylex.org in cui si possono avere notizie più precise sui requisiti per ottenere le agevolazioni IVA da parte dei soggetti disabili ==> QUESTA pagina.

          Saluti.

  10. ho passato la visita collegiale per invalidita’ ed handicap il 10 ottobre, quando avro’ la risposta? ho gia’ compiuto 65 anni il mese di luglio, grazie ahticipate, cordiali saluti . Luigi

    • Buonasera.
      Impossibile rispondere.
      La velocità cambia da provincia a provincia perchè i verbali vengono compilati il giorno stesso dalla Commissione USL e poi devono passare al vaglio della Commissione Medica INPS, a volte addirittura prima di quella provinciale e poi della Superiore.
      In genere i verbali arrivano abbastanza velocemente se il beneficio non viene accolto. Viceversa spesso l’iter subisce rallentamenti, soprattutto a livello provinciale in quanto dipende anche dall’efficienza della sede.

      In ogni caso andiamo da 2 mesi in su.

      Più precisamente non sono in grado di rispondere.

      Saluti.

      Dott. S. Nicolosi

  11. Buongiorno,
    dal luglio 2010 mi è stata riconosciuta una invalidità civile totale e permanente e percepisco una pensione mensile di euro 276.
    Dal marzo 2011 ho compiuto 60 anni ed apprendo ora di avere diritto ad una maggiorazione dell’assegno mensile ad euro 631.
    La mia domanda è se è possibile percepire gli arretrati dal compimento dei 60 presentando domanda adesso.

    • Buonasera.
      Questa notizia non fa parte delle mie competenze specifiche e non sono certo di poter rispondere correttamente.
      Un Patronato con personale serio e preparato potrà rispondere correttamente alla sua domanda.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  12. Gentile dott. Nicolosi,

    buona sera. Vorrei chiederle, se possibile, delle cose. Mio padre, di anni 60, ha sostenuto, presso l’ASL, la visita per l’invalidità civile ottenendo un invalidità del 100% totale e permanente senza però l’indennità di accompagnamento. Mio padre infatti ha più patologie tra cui il morbo di Crohn e una malattia ematologica. Per tale malattia ha fatto 6 mesi di chemioterapia. A Gennaio 2014 ha perso, purtroppo, anche il lavoro. Mio madre invece lavora. Volevo ora, se possibile, farle le seguenti domande:

    1) Abbiamo pensato di fare richiesta per la pensione di inabilità. Che lei sappia, si deve sostenere una visita come per l’invalidità civile, così come quella già sostenuta per l’ASL? Con il reddito da lavoratore supera i 16 mila euro lordi. Però, ora che ha perso il lavoro percepirò reddito personale pari a zero euro. Ho letto che in questo caso si può avere diritto alla pensione di 275€ mensile. La cosa che non mi è chiara è che se devo iniziare a muoversi da ora oppure direttamente a Gennaio 2015 in quanto la dichiarazione dei redditi va riferita all’ anno precedente: è questo il mio dubbio.

    2) Nel caso in cui mio padre avrà diritto a percepire la pensione di 275€ mensile partirà dal mese successivo a cui ha presentato la domanda (Gennaio 2013) oppure dal mese successivo al quale ha fatto la visita all’ ASL: questa cosa non mi è tanto chiara.
    3) Vogliamo fare ricorso e rivolgerci ad un buon patronato per cercare di avere l’accompagnamento per il periodo in cui si è fatto la chemioterapia. Anche in questo caso bisogna effettuare una nuova visita? Il giudice di pace si serve di un consulente per capire se mio padre deve o non deve avere l’accompagnamento? In questo periodo (6 mesi) non è andato nemmeno a lavoro perché aveva bisogno di assistenza. Ora, ho letto da un sito la seguente cosa:
    La procedura del ricorso è cambiata recentemente e, dal 2012, chiunque voglia fare ricorso avverso un verbale di invalidità deve obbligatoriamente effettuare un accertamento tecnico preventivo prima di dare avvio alla causa giudiziaria vera e propria.
    In sostanza il ricorrente deve recarsi presso il Tribunale di competenza (quello di propria residenza) e presentare l’istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie che legittimano la pretesa fatta valere. Se questo accertamento preventivo non viene effettuato, non si può arrivare davanti al giudice.
    Caro dr. Nicolosi, mi può dire in sintesi se quello che è scritto è vero e cosa significa accertamento tecnico preventivo. In sostanza, cosa si tratta di fare?
    Spero che mi possa rispondere e aiutare.
    Nel salutarla le auguro una buona giornata, buon lavoro e buon 2014.
    Grazie per il servizio che offre.

    Un caro saluto
    Marco

    • Buogiorno.
      Domanda lunga e complessa, spero di rispondere adeguatamente ai suoi quesiti.
      1) nella prima domanda lei mette insieme pensione, erroneamente, di inabilità ed invalidità civile; nell’ordine: se si fa domanda di pensione di inabilità si viene sottoposti a visita da un medico INPS presso la sede competente per territorio, quindi non una commissione ma uno dei medici; premesso che consiglio sempre di presentare domanda di “assegno di invalidità ed in subordine pernsione di inabilità” questo tipo di prestazioni assistenziali esulano dal reddito dell’anno precedente o in corso e la somma percepita dipende dalla contribuzione effettuata, ma sono esse stesse reddito, quindi si sommano agli eventuali altri redditi ai fini dell’imposta IRPEF; quindi in ogni caso conviene presentare l’istanza prima possibile (anche perchè le patologie invalidanti, a quanto capisco, in questo momento sono di maggiore importanza rispetto a quato potrebbero esserlo tra un anno se tutto, come speriamo, andrà bene)
      2) la pensione di invalidità civile di circa 275 € verrebbe percepita a partire da quando si concretizza il requisito reddituale, quindi non dalla domanda; quindi, se non venisse accolta la domanda di assegno ordinario e se comunque in quest’anno il suo reddito non supererà il limite previsto, allora percepirà la pensione come invalido civile totale.
      3) il giudice competente per i ricorsi in materia di invalidità civile è il Giudice del Lavoro. In ogni caso serve un avvocato che presenta l’istanza. Da un punto di vista “pratico”, per il ricorrente, l’accertamento tecnico preventivo si concretizza in una visita medico-legale presso un medico (CTU) incaricato dal giudice di accertare se sussistono le condizione sanitarie per la concessione del beneficio richiesto.Semplificando molto, il CTU deposita la propria relazione di perizia medico-legale presso il giudice con la propria opinione; se nessuna delle parti, INPS e ricorrente, deposita motivate controdeduzioni, il giudice “valida” la perizia che diventa a tutti gli effetti il nuovo verbale di invalidità; se una delle parti propone “motivate” controdeduzioni allora l’eccertamento tecnico preventivo si conclude e si può iniziare una azione legale vera e propria, con udienze in tribunale, visita presso un altro CTU, etc.; l’inghippo, in questo caso, è che se l’APT è sfavorevole al ricorrente e ancha la causa viene perduta, la causa stessa potrebbe essere considerata avventurosa e quindi il ricorrente, più facilmente, può essere condannato al pagamento delle spese processuali. In ogni caso, ripeto, l’accertamento tecnico preventivo deve essere richiesto necessariamente tramite l’assistenza di un avvocato presso il Tribunale del Lavoro.

      Saluti e a disposizione per chiarimenti.
      ott. S. Nicolosi

      • Caro dr. Nicolosi, buona sera. Grazie per la risposta. Mi consenta, però, di chiederle qualche altra cosa: purtroppo non mi è chiaro tutto.
        Mi sa dire la differenza tra pensione di inabilità e assegno di invalidità, dato che la cosa non mi è chiara? Certo di agevolarle il lavoro, ricapitolando quanto da lei scritto e da me capito. Quello che ho capito, mi corregga se sbaglio, è questo:

        1) Per la pensione di inabilità occorre l’accertamento del requisito sanitario di un medico INPS ed è pari a 275€ mensili. Qui, il limite di reddito annuo è presente ed è pari a poco più di 16 mila euro lordi annui. Invece, cos’è l’assegno di invalidità, mi perdoni ma mi sfugge qualcosa. A quanto ammonta mensilmente questo assegno? In questo caso non c’è nessun limite di reddito, corretto? Lei mi consiglia di fare richiesta per l’ assegno di invalidità e successivamente per la pensione di inabilità oppure in contemporanea? Per fare le domande bisogna compilare la procedura on-line sul sito dell’ INPS? E’ necessario rivolgersi ad un patronato oppure tramite il PIN (che è in mio possesso) posso fare tutto semplicemente da casa? Spero che abbia tempo per aiutarmi e rispondere.

        2) Ai fini del reddito, si considera solo ed unicamente il modello 730? In aggiunta a questo le vorrei chiedere una cosa. Mio padre riceverà (entro 3 mesi) la liquidazione per i 35 anni di servizio. Ora, questi soldi saranno accreditati sul conto corrente ovviamente e mi chiedo: vanno considerati a mo di reddito oppure no? In ogni caso la valutazione del reddito (per la pensione di inabilità quindi) è quello personale e non familiare, corretto?

        3) Le vorrei spiegare un ragionamento, se ha un pò di tempo. Mio padre è nato il 1953 ed ha, pertanto, quasi 61 anni. Andrà in pensione, con la riforma Fornero, il 2020 (così come attualmente recita la normativa). Ora, però mi consenta di farle un osservazione. Mio padre ha fatto domanda di invalidità civile a Gennaio 2013. Ad ottobre 2013 è stato chiamato a visita e a Dicembre 2013 ha ricevuto il decreto a casa con il 100% di invalidità permanente e totale. A gennaio 2014 (per altre cause non legate alla malattia) ha perso il lavoro. In pratica, il fatto che sia stato dichiarato con un invalidità civile al 100% un pò prima di essere licenziato non lo permetterebbe di andare in pensione già da adesso, oppure è impossibile vista l’età? Ha senso fare ricorso per il fatto che abbia perso il lavoro dopo che ha ricevuto il decreto a casa oppure la sua finestra utile si apre solo il 2020? Non so se mi sono spiegato bene.

        Caro dr. Nicolosi, spero che anche questa volta possa rispondermi. Mi scusi ma mi sto informando per capire come muovermi.
        Grazie per il servizio.

        Un caro saluto
        Marco

        • Buonasera.
          Si sta facendo confusione tra invalidità civile ed invalidità contributiva.

          Quella ottenuta da suo padre è una invalidità “civile” che quindi ha limiti di reddito, è indipendente dal lavoro che si è svolto o si svolge e consiste in € 275 mensili circa fissi; il TFR che io sappia fa reddito e il reddito è quello personale.

          La pensione di inabilità o l’assegno di invalidità a cui facevo riferimento sono “fattispecie” diverse. L’assegno ordinario di invalidità (vedere QUI)spetta a coloro che hanno almeno 5 anni di contributi totali, almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 e che, a causa di malattie o infermità, hanno perduto i 2/3 di capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle attitudini; la pensione di inabilità (vedere QUI) ha requisiti amministrativi uguali ma si deve essere in una condizione che impedisce ogni attività lavorativa. Io consiglio di fare sempre entrambe le domande (inabilità e in subordine assegno) perchè i requisiti nel caso dell’asegno sono inferiori ed è, eventualmente, più facilmente ottenibile. Esiste poi anche la cosiddetta “pensione anticipata di vecchiaia”, sempre in ambito INPS, che viene concessa agli ultra-sessantenni con una invalidità di almeno l’80%, ma i criteri di calcolo dell’invalidità sono diversi rispetto all’invalidità civile. per queste 3 tipologie di pensione da invalidità non esistono limiti di reddito, la somma concessa dipende dalla contribuzione effettuata e rappresenta comunque un reddito assoggettato ad IRPEF. Per avviare questo tipologia di pratica consiglio di rivolgersi ad un buon patronato.
          Serve sostanzialmente un certificato su modello SS3 (da fare on-line) e presentare l’istanza.

          Che sia stato dichiarato invalido “civile” prima del licenziamento non porta alcun beneficio ai fini delle finestre utili al pensionamento; le uniche possibilità sono le pensioni INPS di invalidità (ma, ripeto, non invalidità civile)

          Saluti.
          Dott. Salvatore NIcolosi

          • Caro dr. Nicolosi è stato gentilissimo. Mi sono accorto che avevo parecchia confusione. Mi sono letto i suoi due link e adesso, è tutto più chiaro. Però, se non le crea disturbo, vorrei chiederle delle cose:

            1)Riguardo alla pensione di inabilità sul suo link è scritto: Viene calcolato aggiungendo all’ anzianità contributiva maturata, ulteriori contributi sufficienti a coprire il periodo mancante al raggiungimento dell’età pensionabile indicata in 60 anni, ma fino ad un massimo di 40 anni di contributi totali. Mentre, riguardo all’ assegno di invalidità, è scritto: viene calcolato sulla scorta della contribuzione maturata; se il lavoratore è disoccupato e privo di altri redditi la pensione viene calcolata ed erogata con integrazione al minimo. Se ne ricorrono i requisiti, la pensione viene calcolata ed erogata con integrazione al minimo. Mi saprebbe dire, per una persona di 61 anni quasi, e 36 anni di contributi versati, quale è più vantaggiosa? Solo una delle due sarà elargita, corretto?

            2) E’ corretto che se uno dei due benefici viene concesso non sono cumulabili con i 275€ dell’ invalidità civile? Cioè se si prende o la pensione di inabilità o l’assegno di invalidità, non si possono prendere i 275€ di invalidità civile, corretto?

            3) Mi consenta di chiederle un ultima cosa. Ho letto che, il titolare di Pensione di Inabilità, può richiedere anche la concessione di Assegno Mensile per assistenza personale e continuativa. Mi saprebbe dire a quanto ammonta questo assegno? I requisiti sono gli stessi dell’ accompagnamento quindi è richiesta no deambulazione o no atti quotidiani della vita.

            Grazie mille per il servizio che offre. Mi sono segnato (nei preferiti) i suoi link. Anzi, se vuole fornirmi qualche altro suo link sarò ben lieta di seguirla.

            Un caro saluto
            Marco

          • Buonasera; con ordine, spero:

            1) in pratica, avendo superato il sessantesimo anno di età, anche se venisse concessa l’inabilità non verrebbe aggiunto nulla; quindi da un punto di vista economico, nel suo caso sono la stessa cosa; l’unica differenza è che l’assegno ordinario è triennale, quindi dopo 3 anni si deve rifare la domanda, la pensione di inabilità è per sempre, nel senso che non si deve presentare domanda di rinnovo, ma l’INPS può revisionarla. Naturalmente si può ottenere solo una delle due (ma, mi ripeto, è meglio presentare istanza per entrambe);

            2) è solo parzialmente corretto; i 275 Euro dell’invalidità civile non vengono corrisposti se si superano i limiti di reddito;

            3) i requisiti sanitari per ottenere l’assegno mensile per assistenza personale sono uguali a quelli dell’indennità di accompagnamento e la cifra concessa è circa 20 euro in meno (tanto vale eventualmente presentare domanda per l’accompagnamento).

            Saluti e grazie per i complimenti; non mi dedico ad altri blog; già questo è faticoso da seguire.

            Dott. Salvatore Nicolosi

  13. Buongiorno DR. Nicolosi.

    L’Inps mi ha riconosciuto invalido civile inviandoci un verbale con i seguenti codici:

    Codice DM 5/2/92
    2210

    Codice ICD9
    402
    29633

    Potrebbe darmi un chiarimento sui benefici che ne derivano e anche su eventuali obblighi da parte mia verso l’Ente ?

    Percentuale invalidante 75% ( Modello ap70 già inviato)

    Distinti saluti
    Rocco

    • Buonasera.

      Ai fini dei benefici ottenibili, il codice riconosciuto non ha alcuna importanza.

      Quello che contano sono la diagnosi e la percentuale riconosciuta.

      Nel suo caso specifico, questa diagnosi (facendo riferimento al codice) non le porta particolari benefici, ma se si trattasse di un riconoscimento di ipoacusia, ad esempio, con questa percentuale potrebbe ottenere gratis, o ap prezzo molto scontato, le protesi acustiche; e ciò è valido per l’incontinenza urinaria, per la spondilartrosi (bustino ortopedico) ed altre ancora.

      I benefici sono quelli che ho descritto in questa pagina,
      Non esistono obblighi particolari, oltre al mod. da lei inviato, ma annualmente l’INPS le chiederà quali sono stati i suoi redditi nell’anno precedente, e lei è tenuto a rispondere in modo veritiero.
      E’ anche possibile che lei sia chiamato a visita di revisione o verifica, ed in quel caso lei dovrà presentarsi producendo documentazione specialistica aggiornata

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Caro dr. Nicolosi,

        sono il ragazzo del post precedente sopra. Purtroppo non posso più continuare la discussione e mi aggancio a questo post. Queste sono le ultime domande, prometto:

        1) L’ulteriore differenza è che con la pensione di inabilità mio padre non può più trovare nessun altro lavoro in quanto è incompatibile con l’attività lavorativa mentre, invece, l’assegno di invalidità permette di fare qualche lavoro, ammesso che lo riuscisse a trovare, corretto? Poi mi consente di dirle una cosa: ma l’assegno mensile per assistenza personale si va a sommare alla pensione di inabilità, è corretto? Se fosse così non sarebbe molto più conveniente la pensione di inabilità rispetto all’ assegno di invalidità o sbaglio?

        2) Che lei sappia, la visita INPS riferita all’ invalidità contributiva è più o meno severa di quella della invalidità civile? Se uno ha ottenuto il 100% di invalidità civile non è detto che abbia i requisiti per ottenere nè la pensione di inabilità nè la pensione di invalidità, corretto? Da come ho capito però ottenere l’assegno di invalidità è più facile, corretto?

        3)Abbiamo pensato di rivolgerci al patronato della CGIL a Napoli. Pensa che sia un buon patronato? E’ una buona strategia, cosa pensa?

        Non mi resta che augurarle buon anno e tanta felicità. E’ stato di una gentilezza al di la di ogni logica umanamente comprensibile.
        La seguirò sempre.
        Spero di non romperla più con questa insistenza, oramai mi è chiaro tutto (almeno spero).
        Un caro saluto
        Marco

        • Bungiorno, non mi disturba, questa conversazione può essere di beneficio ad altri che hanno gli stessi dubbi ma non hanno pa pazienza di postare un commento.

          1) E’ vero, la pensione di inabilità è incompatibile con l’attività lavorativa; quindi in alcuni casi, se si spera o si intravede la possibilità di riprendere l’attività lavorativa, può essere più conveniente/opportuno mantenere puntare all’assegno; per ciò che riguarda l’assegno mensile per assistenza personale, è veramente difficile ottenerlo e comunque conviene, lo confermo, l’indennità di accompagnamento che viene erogata indipendentemente dal reddito ed è compatibile e cumulabile con qualunque tipo di pensione, ad eccezione di quelle che hanno la stessa finalità, come può essere appunto l’assegno mensile per l’assistenza personale.

          2) non c’è una corrispondenza esatta tra le valutazione effettuate per l’invalidità civile e quelle per l’invalidità pensionabile e in realtà la visita non è più severa, ma nemmeno più blanda di quella dell’invalidità civile; sono differenti i requisiti medico-legali e quindi è diversa l’ottica attraverso cui viene valutata l’incidenza funzionale delle patologie: è corretto che ottenere l’assegno è più semplice: i requisiti medico-legali sono meno severi.

          3) il patronato INCA-CGIL è una buona scelta ed è in grado di assisterla per tutto il percorso amministrativo nei confronti dell’INPS e, se la domanda non dovesse essere accolta, anche nella proposizione di un ricorso con richiesta di visita collegiale con l’assistenza del medico legale dell’INCA della città (ma in questo io potrei essere non obiettivo in causa in quanto sono il consulente dell’INCA-CGIL della mia città)

          Ancora saluti e comunque sempre a sua disposizione per altri chiarimenti.

          Dott. Salvatore Nicolosi

          • Caro dott. Nicolosi, grazie mille come sempre. E’ sempre molto gentile nonchè competente nelle sue risposte. Essendo una persona molto disponibile (basti guardare la prolissità delle sue risposte) mi viene sempre spontaneo chiederle altre cose in quanto, per fortuna o per sfortuna, mi vengono nuove cose in mente. Le volevo chiedere quindi questo:

            1)La richiesta sia per la pensione di inabilità che per l’ assegno ordinario di invalidità possono essere fatte simultaneamente oppure bisogna fare prima una richiesta e poi, dopo aver concluso l’iter di una pratica, fare l’altra richiesta?

            2)Mi saprebbe dire, alla buona, i tempi di attesa per essere chiamati a visita? Sono lunghi come quelli dell’ invalidità civile?

            3)Grazie a lei ho capito la differenza che c’è tra invalidità civile e invalidità contributiva. Se non ci fosse stato lei MAI probabilmente sarei riuscito a capire la differenza. Ora però la questione che mi viene in mente è questa. Le persone si dannano a fare subito la richiesta di invalidità civile (compreso mio padre) ma, in se per se, è molto più intelligente fare subito richiesta di queste cose per l’invalidità contributiva. Ora, il fatto che mio padre abbia il 100% di invalidità contributiva, al medico INPS che farà la visita, non gli interesserà proprio, vero? Cioè sono cose distinte e separate proprio.

            4)Mio padre non ha avuto l’accompagnamento, quindi quando andiamo al patronato dobbiamo fare pure ricorso, giusto? Noi vogliamo chiedere solo per il periodo in cui ha fatto la chemioterapia in regime di d-hospital. Pensa che facciamo bene?

            Caro dr. Nicolosi la prossima settimana andiamo al Patronato CGIL di Napoli a Via Torino che le ho detto. In ogni caso, senza la sua estrema gentilezza e competenza, non avrei mai risolto questi dubbi. Pertanto l’augurio (sentito) è che lei possa avere una vita sempre felice e piena di tutto quello che la faccia stare bene.
            Pensa che queste mie domande e sue relative risposte siano utili a parecchie persone.

            Un caro saluto
            Marco

          • 1) si può contemporaneamente fare istanza per concessione di: “pensione di inabilità e in subordine assegnno di invalidità”;

            2) circa i tempi di chiamata a visita per l’invalidità contributiva,a meno di problemi particolari o periodi festivi come quello appena trascorso, nella mia città siamo ad 1 mese o poco più; non posso sapere a Napoli;

            3) Sono cose sicuramente distinte che vengono valutare con criteri differenti, ma comunque avere una invalidità del 100% ha un suo peso e può aiutare a raggiungere l’obiettivo

            4) Circa il ricorso per la mancata concessione di indennità di accompgnamento per il periodo di chemioterapia,vi ricordo che si tratta di un’azione giudiziaria; in questo caso devo “ritirarmi” in buon ordine e consigliarvi di seguire le indicazioni del medico legale del patronato che vedrà la documentazione e potrà valutare il caso con maggiore correttezza.

            Di nuovo un saluto

            Dott. Salvatore Nicolosi

            P.S. circa la vita felice, grazie e … speriamo!

  14. gentile dott. sono un pensinato per cause ospedaliere, ho meno di 1 terzo delle capacità lavorative. attualmente la pensione è di euro 481. sono in cassa integtrazione straordinaria. credo che da aprile mi metteranno in mobilità. volevo chiederle se la pensione contunuerò a prenderla oppure no. la ringrazio….

  15. Caro dott. Nicolosi,
    buon giorno. Sono sempre il ragazzo che, da un pò do tempo a questa parte, “imbratta” il suo forum con richieste e chiarimenti. Ovviamente mi preme ringraziarla per il suo servizio. Fortunatamente, proprio oggi, siamo stati (io e mio padre) alla sede CGIL a Napoli. In pratica ci hanno dato tutte le informazioni (che erano esattamente quelle che mi ha dato lei) e ci hanno comunicato che la domanda va presentata in modalità telematica tramite medico fiscale. Bisogna fare prima questa cosa. Ora, quello di cui ho dei dubbi sono le seguenti cose. La prego di non considerarmi scocciante:

    1) Il modello che va inoltrato per questa pratica di invalidità contributiva è lo SS3 oppure è un modello simile all’ SS3 ma che si chiama in un altro modo?

    2) Per quanto la pratica per il ricorso per l’assegno di accompagnamento mi hanno detto che qui bisogna fare il cosiddetto ATP: accertamento tecnico preventivo ma che la cosa non è conveniente, a parer loro. Ora quello che volevo chiederle, è questo: ho letto su un Internet (non dal suo forum, in realtà) che si potrebbe, anche senza intraprendere un ricorso vero e proprio, effettuare il cosiddetto “riesame”. E’ una cosa vera e reale oppure non è vera questa cosa? In realtà, quando ho detto questa cosa all’ impiegata, lei non ne sapeva niente, devo essere onesto. Ha parlato solo di accertamento tecnico preventivo.

    3) Mio padre, ricapitolando è nato nel 1953 e, ad oggi (e per sempre se non riesce a trovare altro lavoro) ha 36 anni e 8 mesi circa di contributi regolarmente versati con un invalidità civile al 100%. In pratica, per fortuna, mia madre lavora (io, purtroppo, sono studente insieme a mio fratello). Le volevo però chiedere se lei può sbilanciarsi un pochino circa una ipotetica (ragionevole) cifra che sia possibile avere con, per esempio, l’assegno ordinario di invalidità. Ovviamente nel caso in cui l’importo sarà minore non è certamente nè colpa sua, nè avrò nessuna rivalsa nei suoi confronti, si figuri. Il mio è solo un modo (orientativo) per cercare di capire cosa sia ragionevole aspettarsi. Al Patronato hanno detto che, grosso modo, almeno per l’assegno ordinario di invalidità non ci dovrebbero essere problemi. Le chiedo questo perchè mio padre, stante così le cose, andrebbe in pensione il 2020, non proprio dietro l’angolo.

    La ringrazio ancora per avermi fatto capire (e capire bene) tutte le varie differenze in ambito di invalidità civile e contributiva. Il mio augurio è che stia sempre bene, perchè, come dice il vecchio, ma sempre attuale detto popolare: “La salute è la prima cosa”.
    Le auguro una buona giornata.
    La ringrazio sempre tanto per la disponibilità e la gentilezza del suo modo di aiutare le persone.

    Un caro saluto
    Marco

    • Buonasera.
      Bispetto al quesito al numero 1) preciso che il certificato su modello SS3 (si chiama proprio così) può essere presentato per via telematica da qualunque medico sia abilitato ed in possesso di apposito PIN; in genere i medici di medicina generale ne sono dotati e quindi può tranquillamente provare con il suo medico.

      Che mi risulti, non esiste una procedura di “riesame” nel caso dell’invalidità civile in condizioni normali; mi è capitato di vedere un caso di riesame, ma si trattava di un grosso errore nel verbale dove erano errati tutti i dati anagrafici, la storia e la diagnosi; in sostanza gli era stato attribuito il verbale di altra persona. Nel suo caso è un “normale” mancato riconoscimento dei requisiti sanitari.
      L’ATP è in sostanza una pre-causa, ma comunque è necessario un avvocato, si inizia una procedura in tribunale e si viene visitati da un consulente tecnico del tribunale. Ma forse l’imiegata della CGIL, esperta in queste situazioni, ha ritenuto a vista che non ci fossero i requisiti per l’indennità di accompagnameno che sono solo 2:
      1) non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente (cioè sempre, anche a casa) di un accompagnatore,
      2) non in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita (si intendono però gli atti fondamentali, come mangiare da soli, lavarsi, vestirsi, etc).

      Se suo padre non si trova in una di queste condizioni allora è inutile tentare. Preciso che se si è in grado di camminare con una stampella, anche se con difficoltà, non ci sono i requisiti.

      Circa la cifra di di un eventuale assegno di invalidità, non è semplice, perchè non dipende solo dagli anni di contribuzione, ma anche dal “peso” dei contributi versati e in tutta onestà non me ne sono mai occupato. In questo ambito sono totalmente ignorante.

      Grazie per gli auguri, servono sempre :-)

      Saluti e auguri anche a lei e alla sua famiglia.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  16. Caro dott. Nicolosi,

    è sempre un piacere sentirla. Per quanto riguarda il “peso” dei contributi ho capito cosa lei intende: se mio padre è stato, per esempio, un dirigente, con un buono stipendio, prenderà un assegno più sostanzioso rispetto, magari, ad un semplice impiegato. No, purtroppo non è stato un dirigente ma prendeva uno stipendio ragionevole di 1550 euro al mese. In ogni caso l’importo per l’assegno ordinario di invalidità viene “cucito” ad hoc alla persona, corretto? Ogni persona ha un importo diverso? Un ultima cosa le chiedo:

    1)Grosso modo, che lei sappia, quanto tempo passa tra, la visita INPS e il risultato della visita stessa?

    Si, mio padre cammina da solo senza problemi e fa gli atti quotidiani della vita: però questi requisiti, se mi consente, sono un pò soggettivi. In ogni caso faremo l’aggravamento se la situazione peggiora, solo questo possiamo fare al momento.

    Se a lei fa piacere la aggiorno sulla nostra situazione.
    Le ribadisco, ancora una volta, il mio augurio di felicità e buona salute.
    Sono fiducioso che, prima o poi, torno sul suo blog a chiederle qualche altra cosa.

    Fino a quando non ci sentiremo, le auguro tutto il bene di questo mondo.

    Un caro saluto
    Marco

    • Caro dr. Nicolosi,

      buon giorno. Sembra proprio che io abbia sempre bisogno di lei. La voglio aggiornare sulla nostra situazione. Mio padre, tra l’altro, a Dicembre 2013 ha effettuato anche la visita per la legge 104/92 presso la sede ASL. E’ stata fatta allo stesso modo e dallo stesso dottore per l’invalidità civile. In pratica però, per la visita per l’invalidità civile ha avuto anche il decreto a casa (avendola fatta ad Ottobre) mentre qui non ha ricevuto ancora il decreto a casa. Stamane, senza farlo nemmeno apposta, abbiamo ricevuto un telegramma dove è scritta la seguente cosa:

      La SV è convocata a visita di l.104/92 il giorno 22/10/2014 alle ore 10.15 presso il centro medico legale INPS.

      Mi saprebbe dire che cosa significa? Se lui ha già effettuato la visita all’ ASL, deve passare quest’altra visita all’ Inps: non riesco a capire. Mi saprebbe dire , se è possibile, la differenza tra le due?

      Se i risultati sono diversi, chi avrà ragione?
      Questa cosa ci ha spiazzato.
      Spero che possa trovare anche qui il tempo per rispondere.

      Un caro saluto
      Marco

      • Probabilmmente si tratta di una visita di verifica diretta.
        Qualunque verbale ASL, sia di inv. civ. che di legge 104/92 che di legge 68/99, viene sottoposto al controllo prima della Commisione di Verifica INPS locale, poi della Commissione di Verifica superiore dell’INPS.
        Viene valutata la diagnosi, il beneficio concesso e la documentazione prodotta.
        Se la Commissione INPS ritiene che in qualche modo vi siano delle incongruenze o delle imcompletezze, ad esempio se la Commissione ASL certifica un deficit deambulatorio ma non c’è un certificato specialistico che lo conferma, ha la facoltà di bloccare il verbale e convocare a visita diretta. In questo caso il verbale che viene inviato a domicilio è quello redatto dalla Commissione INPS, unico valido.

        Saluti ancora.

        Dott. Salvatore NIcolosi

    • Buonasera
      Circa la prima domanda, è proprio come lei ha capito, nel senso che l’assegno dipende dai contributi totali versati nei vari anni; il calcolo non è semplice anche per gli esperti in queste questioni amministrative.
      In genere la visita viene decisa in giornata o qualche giorno dopo, quindi non passa molto tempo prima del risultato, a volte meno di 1 mese, anche se a volte c’è un poco di ritardo perchè l’area amministrativa inps non è celere nell’invio della comunicazione.

      Saluti
      Dott. S. Nicolosi

    • Buon giorno.
      Se leggerà attentamente la pagina su cui ha postato il commento scoprirà che è necessario almeno il 74%.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  17. Caro dott. Nicolosi,

    buon giorno. Se le fa piacere la aggiorno sulla situazione di mio padre. Proprio oggi siano andati a visita INPS e abbiamo fatto la visita con il medico INPS. E’ stata grosso modo come la visita ASL con un commissione formata da il medico e due persone che sono di supporto e sono collegati con un computer e scrivono (penso telematicamente) le informazioni e la storia clinica del paziente (in questo caso mio padre). La durata della visita è davvero cosa molto breve. In realtà avrei un altra questione di porle. Caro dr. Nicolosi ma lei si intende, per caso, anche di pensioni normali? Mia madre tra pochissimo dovrebbe andare in pensione, ma vorrebbe sapere se ha una decurtazioni oppure nessuna decurtazione.
    E’ ferrato anche su questo aspetto?
    Le auguro, come sempre, tanta felicità e una buona giornata.
    E’, come sempre, una persona molto gentile.

    Un caro saluto
    Marco

    • Buonasera.
      No, sono medico, quindi le normative che riguardano le pensioni “normali” mi sono assolutamente sconosciute.

      Saluti

  18. Caro dr. Nicolosi,

    buona sera. Non mi prenda per scocciante ma la vorrei aggiornare sulla mia situazione (intesa in senso di mio padre). Purtroppo, dopo aver proceduto alla compilazione del modello simile SS3 tramite il nostro medico di famiglia ci siamo recati di nuovo al Patronato per presentare domanda di pensione di inabilità e in subordine assegno di invalidità. Con nostro sommo stupore il signore del Patronato ha detto che, per i dipendenti Postali (quale era mio padre) la domanda non si può presentare. Ma, mio padre, per il periodo che ha lavorato, ha tutti i contributi versati e, in più, se si accede, tramite le credenziali al sito INPS escono tutti i contributi. Lui ha parlato di un problema legato all’ IPOST. A lei le risulta questa cosa? Cioè che legge è mai questa che i dipendesti postali non possono usufruire di questa agevolazione? Cioè a mio padre gli sono caduti i capelli, sta facendo chemioterapia e tutto (per fortuna cammina ed è autonomo) ma non può fare questa domanda dal momento che è stato dipendente postale? Lei cosa mi dice a riguardo?
    Spero che possa trovare il tempo per rispondere anche a questa mia domanda.

    Un caro saluto
    Marco

      • Caro dott. Nicolosi,

        grazie. Quando e se ha tempo, controlli, se può. In ogni caso noi la domanda (assistiti da un patronato o meno) la facciamo lo stesso dato che il modello è stato compilato dal medico curante che è a conoscenza della situazione.
        Aspetto, quando più lo ritiene opportuno, un suo aggiornamento.
        Mi scusi per il disturbo.
        Oramai ho scritto (credo) più del 50% dei commenti.

        Un saluto
        Marco

    • Buonasera.
      Ho controllato ed in effetti è una situazione strana, ibrida.
      Tutto nasce dal fatto che in passato i dipendenti delle Poste erano statali, quindi INPDAP, poi sono diventati “privati”.
      In ogni caso quello di IPOST, ex postali, è diventata una situazione mista, gestione INPDAP con alcune regole INPS.
      Nel caso specifico il problema è che bisogna presentare domanda sul sistema INPDAP, ormai gestione INPS, ma ancora separati.
      Da un punto di vista pratico, per voi, cambia innanzi tutto il sistema di certificazione delle malattie invalidanti: non il modello on-line SS3, ma il modello SS3 per la richiesta di pensione di inabilità INPDAP, che si scarica, si compila, una parte dall’assistito e una parte dal medico certificatore, e poi si invia scannerizzandolo (ma questo ultimo passaggio è compito del patronato).
      Per il link si può vedere in questa pagina, ma il patronato ne dovrebbe avere una copia
      Incredibili pasticci italioti …

      Saluti

      • Caro dott. Nicolosi,

        buon giorno. Purtroppo la situazione mi sembra al quanto ingarbugliata anche perchè, ogni volta esce fuori una pensione di tipo diverso: ne ho trovate almeno 100! :D Ho visto il link che lei mi ha postato e, andando il sito INPS, riporta tre documenti. Tralasciando il terzo documento che non è il caso nostro, sono solo i primi due a cui far riferimento. Ora, mi corregga se sbaglio, o facciamo domanda per: 1)Domanda di pensione di inabilità oppure domanda per 2) Domanda di pensione ordinaria o privilegiata di inabilità.
        Tra le due, mi corregga sempre se sbaglio, la seconda mi sembra più fattibile essendo il requisito sanitario meno stringente, corretto?

        In ogni caso non mi è chiaro quando lei scrive:
        In realtà tale modulo deve essere comunque corredato da un ulteriore certificato su modello “allegato 2″ che potrà essere fornito direttamente dall’amministrazione (esperienza personale).
        Questo modello “allegato 2″ ce lo dovrebbe dare direttamente le Poste, corretto? Ma se mio padre non lavora più è un problema? A chi dobbiamo rivolgerci per questa cosa? Lei mi sa dare qualche consiglio? E’ ancora valido questo modello.

        Dopo aver scaricato il file pdf (il secondo se mi conferma la cosa) provvediamo a compilarlo (anche in relazione al medico di famiglia) a mano, la cosa non crea problemi giusto? Una volta compilato a mano bisogna andare da un patronato (buono) e farcelo scannerizzare e spedire a chi di competenza, giusto?

        Ma, con esattezza, a chi deve essere spedità (IPOST, INPDAP, INPS), perchè questa cosa non mi è tanto chiara.

        In realtà, ieri, andando ad un altro patronato, ci ha fatto la domanda senza problemi e non ci ha detto nulla a riguardo. Ma se la cosa non si potrebbe fare, da chi veniamo bloccati? Chi è che fornisce l’importo della pensione se gli viene accreditata? Noi tutte queste cose non le sappiamo e nemmeno il call center INPS ci ha fornito questa informazione.

        Che confusione assurda.
        P.S Non ci sto capendo più niente.

        • La confusione nasce dal fatto che l’INPDAP è stato assorbito dall’INPS, quindi siamo in un momento di passaggio, con le incertezze che ne derivano.
          In pratica, quasi giornalmente viene modificata una qualche procedura riguardante IPOST, INPS, INPDAP e tanti altri.

          Il commento che faccio nella pagina riguardante l’allegato 2 riguarda i dipendenti statali, quelli che ormai sono “INPS gestione ex-INPDAP”.

          A chi deve essere spedita la domanda è cosa che deve riguardare il patronato, che riceve continuamente le circolari per implementare le procedura. Nel vostro caso credo che l’allegato 2 non serva (non è altro che un ulteriore modello di certificazione da compilare manualmente o con un programma di videoscrittura, eventualmente ne possiedo un modello compilabile con WORD).
          Che il call-center dell’INPS sia più ignorante di noi non mi stupisce visto che al povero operatore non viene fornita la preparazione necessaria.
          In ogni caso, se la domanda è stata inviata, vuolo dire che la procedura può anche essere “forzata” nella direzione che intendiamo.
          Ma poi, in questo momento, ciò che conta è fare la domanda e farla accogliere … chi deve pagare si vedrà man mano.

          • Caro dott. Nicolosi,

            si, la domanda è stata inviata tramite altro patronato. La signora del Patronato ci ha detto che verremo chiamato all’ INPS di Napoli in quanto riguarda l’ IPOST. Abbiamo a casa l’attestato di trasmissione domanda di pensione dove c’è scritto, oltre al numero di pratica, e protocollo, anche la richiesta di: Pensione ordinaria di inabilità. Ma che lei sappia, anche in questo caso, nel caso in cui non vada bene, si prenda, in subordine, l’ assegno ordinario di invalidità. Lei pensa che sia la procedura giusta? In pratica mio padre, per farla breve, a momenti deve effettuare l’autotrapianto di cellule staminali in quanto la sua è una malattia ematologia. Ha già effettuato (in questi giorni) la mobilizzazione e il relativo prelievo delle cellule staminali tramite il separatore cellulare. La procedura è andata a buon fine od ora aspettiamo solo la chiamata per l’autotrapianto che, pur non essendo una cosa complicatissima, non è una passeggiata di salute. Inoltre ha anche una rettocolite ulcerosa da 10 anni e per la quale è in cura con dei medicinali a casa (questa è la cosa meno grave). Il fatto che non lavori più (e quindi non percepisce più reddito), cosa che è anche attestata da un documento (firmato) dal centro per l’impiego del nostro paese, è un qualcosa da presentare e da dire al medico con cui farà la visita? E’ un valore aggiunto, giusto? Come viene ricollocato a lavoro dopo aver fatto l’autotrapianto dal momento che si azzerano le difese immunitarie? Ora, quello che volevo chiederle è questo: Aspettiamo prima che venga chiamato a visita e il successivo “esito” della visita prima di pensare di poter inviare le domande a cui lei faceva riferimento? (Modello AP60 e modello AP76), corretto? Cioè, in pratica, nel caso la domanda venga rigettata ci presentiamo di nuovo al patronato con questi altri due modelli (che lei mi ha detto), corretto? E’ inutile fare tutto adesso, corretto?

            La questione che non mi è chiara è anche legata al fatto che lei parla di INPDAP quando in realtà le Poste sono private o pubblica a seconda di quello che vogliono loro. Per certi aspetti sono private, per altri pubblici. Però la signora del Patronato a parlato di IPOST e non INPDAP.

            Grazie mille per la sua assistenza e gentilezza.
            Spero che ci possiamo aggiornare a breve.

            Un caro saluto
            Marco

          • Buonasera.
            Andando con ordine.
            La mia risposta precedente dipendeva dal fatto che per la gestione IPOST c’è una certa insicurezza sulle procedure, visto che si tratta di una condizione ibrida, ma visto che si è riusciti a presentare la domanda, a questo punto è tutto a posto, non c’è bisogno di ulteriori passaggi con modelli AP vari.
            Del resto anche io spesso su queste procedure burocratiche sono costretto a chiedere e non sempre le risposte mi soddisfano.
            Io sono più ferrato nell’ambito delle problematiche mediche, quindi in genere preferisco parlare di quelle.
            Nel suo caso specifico tutte le patologie, compreso l’autotrapianto, che non è una patologia ma è pur sempre una procedura medica ad elevata incidenza sulla capacità lavorativa, concorrono a formare il connvincimento del medico INPS che visiterà suo padre.
            Quindi presenti tutta la documentazione e abbia fiducia.
            Tra i quesiti anamnestici del medico INPS è sempre prevista una richiesta di informazioni sull’attività lavorativa e, anche questo può avere un peso.
            Saluti

  19. Ciao dottore, volevo chieder le ho un fratello invalido al 100% e percepisce solo INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO è minorenne (15 anni) ha diritto a chiedere ASSEGNO MENSILE DI ASSISSTENZA e INDENNITÀ MENSILE DI FREQUENZA ESSENDO VA A SCUOLA?
    La ringrazio in anticipo e aspetto una sua risposta possibilmente via email.

    • NO per entrambi.
      L’assegno mensile viene concesso ai soggetti con età compresa tra 18 e 60 anni e 3 mesi.
      L’indennità di accompagnamento per i minori è incompatibile con l’indennità di frequenza, quindi si può percepire l’uno o l’altra.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  20. Buongiorno,
    sono una ragazza affetta da fibrosi cistica con insufficienza pancreatica. Da ciò che leggo qui dovrei avere diritto al 100% di invalidità, mentre sulla tabella presente sul sito INPS la percentuale è compresa tra 41 e 100%. attualmente mi è stata attribuita la percentuale del 46%. Come spiega questa incongruenza?

  21. Salve Dottore,volevo porle la seguente domanda.
    Mio padre ha 73 anni,gli è stata riconosciuta un’invalidità al 100% con gravi patologie,ma senza accompagnamento per il momento,poichè,sencondo la grande incompetenza del ctu è ancora in grado di svolgere gli atti quotidiani,tipo:Mangiare,bere,camminare ecc….
    Parliamo di un uomo con:Inizio alzaimer,caridiopatico,affetto da ipertrofia prostatica,bronchite cronica,sclerosi ossea.La dottoressa del ctu evidentemente voleva vedere mio padre seduto su una sedia a rotelle o allettato. Comunque,nonostante cio,ha diritto a qualcosa da parte dell’inps?

    • Buongiorno.
      Non posso esprimermi sulla valutazione del CTU, in quanto il paziente deve sempre essere visitato; non sempre dal nome delle patologie si riesce a capire il reale deficit funzionale rispetto agli atti quotidiani, o meglio, rispetto agli atti fondamentali.
      Per ciò che riguarda ulteriori benefici in un soggetto ultrasessantacinquenne invalido al 100%, credo, anzi spero, che questa pagina sia chiara.
      In ogni caso, ad esclusione dell’esenzione dai ticket, non ci sono altri benefici significativi.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  22. mio figlio, affetto da sindrome di west dai 16 mesi, è stato in coma a dicembre e la west è evoluta in epilessia, stato di male epilettico. un anno fa gli è stata riconosciuta 104 comma 1, invalidità e inabilità al lavoro pari all’80%. può chiedere legge 104 per ottenere il comma 3? ha un ritardo grave ma gli è stato riconosciuto solo il comma 1 e dalla nascita lo seguo anche mettendomi in aspettativa senza retribuzione per stargli vicino. oggi ha 20 e percepisce la pensione di invalidità. non credo possa ottenere l’accompagnamento. ho letto nei post precedenti che bisogna avere crisi quotidiane o comunque frequenti. grazie.

    • Buonasera.
      Sono un pò perplesso.
      In genere nella Sindrome di West è presente, oltre alle crisi convulsive, anche un ritardo mentale più o meno grave, più spesso grave, di cui peraltro lei accenna.
      Quindi non capisco perchè non sia stato giudicato soggetto con handicap in condizione di gravità ai sensi del comma 3 dell’art. 3 della legge 104/92
      Inoltre, un soggetto con deficit cognitivo grave con crisi epilettiche, anche non giornaliere ma frequenti “potrebbe” avere i requisiti per l’indennità di accompagnamento.
      Ma come al solito si sta conversando a distanza e quindi non ho il “polso” reale della situazione.
      Non sarebbe una cattiva idea fare verificare il caso di suo figlio da un medico-legale per incrementare la sua tutela rispetto ai reali deficit funzionali e alla reale entità della sua disabilità.
      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Gentile dott. Nicolosi,
        l’anno scorso a seguito presentazione domanda per motivi di salute, l’INPS FONDO CLERO , gestione separata, mi ha liquidato la pensione di invalidità riconoscendomi i 22 anni contributivi di lavoro come ministro di culto. Adesso che siamo in fase di dichiarazione del 730, vorrei sapere se questa pensione d’invalidità è esente oppure deve essere dichiarata. E se vi è un limite di reddito in merito al dichiararla.
        la ringrazio e la saluto cordialmente.

        • Buonasera.
          Che io sappia tutte le pensioni di invalidità INPS, adeccezione dell’Invalidità Civile, sono assoggettate ad IRPEF, maper i limiti non saprei; la mia competenza è fondamentalmente medica e medico-legale, con qualche sforamento per le problematiche amministrative connesse.
          In questo caso però siamo fuori dalle mie competenze e nonso dare una risposta corretta.
          I Patronati ben organizzati e i CAF possono darle una risposta corretta.
          Saluti.
          Dott. Salvatore Nicolosi

  23. Salve Dott. Salvatore Nicolosi

    Sono un ragazzo di 20 anni sono stato operato per morbo di Perthes all’anca a 5 anni, non porto nessuna protesi.
    RX: Anca (sx) Marcata deformazione della testa femorale con risalita del grande troncatore. Lieve sclerosi del tetto acetabolare. Ampiamento della rima articolare coxo-femorale sn. (movimenti di rotazione ridotti).
    Ora non riesco a fare lavori faticosi ( alzare cose pesanti, stare in piedi per 8 ore) perchè zoppico e provo tantissimo dolore . Mi sono gia dimesso da 2 lavori come commesso per questo problma, zoppicavo in continuazione e tanto dolore all’anca.
    La mia domanda é: mi riconoscono l’invalidita civile almeno parziale per riuscire a trovare un lavoro non faticoso e sedentario.

    Cordiali saluti e grazie
    Adel

    • Buonasera.
      Per l’accesso alle cosiddette “categorie protette”, quindi per l’iscrizione nelle liste di collocamento come disabile, occorre almeno il 45% di invalidità.
      Il blocco completo dell’anca è valutabile, secondo la tabella, il 41%.
      Ma io ci proverei ugualmente a fare la domanda di invalidità civile, tenuto conto, ma potrei sbagliare, che il problema all’anca potrebbe aver creato delle lesioni alla colonna, ad esempio una scoliosi, anche se lieve, e/o al ginocchio, se non ad entrambi.

      In questo caso si deve cercare di documentare TUTTE le menomazioni, anche quelle non ritenute particolarmente invalidanti. A volte basta pochissimo per fare raggiungere la percentuale utile per il beneficio desiderato.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  24. Buona sera, sono stato da poco riconosciuto invalido civile al 100% e riconosciuta anche la legge 104 con art. 3 comma3. Ho 66 anni. Ho diritto all’assegno mensile? Grazie per la risposta.

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