La domanda per essere sottoposti ad accertamento sanitario per il riconoscimento della cecità civile è del tutto uguale a quella dell’invalidità civile, da cui si differenzia in quanto nel certificato deve essere spuntato il flag “cecità”

La modalità di presentazione dell’istanza per la cecità civile fondamentalmente è la seguente
 

SE:

si tratta di una prima domanda oppure di un aggravamento di un precedente riconoscimento, ad esempio di cecità parziale, oppure di un aggravamento di un precedente mancato riconoscimento

  • occorre innanzitutto fare stilare un apposito certificato da un medico di fiducia; si tratta di un certificato on-line, cioè il medico accede con appositi codici personali sul sito dell’INPS e stila il certificato, ripeto flaggando la voce “cecità”; stamperà poi una copia di questo certificato e un “attestato di trasmissione del certificato” consegnandoli al proprio assistito; è un certificato che deve essere pagato; non è obbligatorio che sia sia il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta a stilare questo certificato: qualunque medico dotato delle apposite credenzaiali come medico certificatore può inviare il certificato telematico all’INPS;
  • se le condizioni di salute sono tali da rendere pericoloso o controindicato il trasporto fuori dal domicilio, il medico compilerà il certificato di intrasportabilità, sempre on-line; il certificato di intrasportabilità può essere compilato on-line anche successivamente alla presentazione della domanda e prima dell’effettuazione della visita per sopravvenute gravi infermità; in questo caso il medico avrà cura, nella pagina iniziale in cui si inseriscono i dati dell’assistito,  di selezionare il “certificato integrativo”. Il certificato si dovrebbe “agganciare” in automatico alla procedura della domanda in essere, ma è prudente controllare che ciò avvenga, o tramite il patronato che ha presentato l’istanza o presso l’ufficio che si occupa della visite, dell’INPS o dell’USL a seconda delle province;
  • inviato il certificato, la domanda deve essere presentata categoricamente “entro 90 giorni”;
  • la domanda può essere presentata autonomamente da coloro che hanno un PIN dispositivo oppure tramite un patronato o una delle poche associazioni abilitate;
  • Io veramente sconsiglio il “fai da te” in quanto alcune delle procedure non possono essere corrette e un errore potrebbe “bruciare” il certificato rendendo la domanda non accoglibile. Alcuni patronati hanno convenzioni con i loro medici di riferimento che prevedono il rifacimento del certificato senza costi a carico dell’assistito in caso di loro errore;
  • la procedura di presentazione della domanda non prevede il pagamento di un corrispettivo al patronato, quindi è (dovrebbe essere) gratuita.
La visita di accertamento dovrebbe essere effettuata tra i 10 ed i 40 giorni presso la sede INPS, oppure presso un ambulatorio oculistico dell’Azienda Sanitaria; in alcune realtà territoriali occorre aspettare anche 4-5 mesi.
 

SE

si tratta di una revisione per scadenza del termine indicato dalla commissione nella precedente visita di accertamento, a partire dal marzo 2014 sarà direttamente l’INPS a richiamare il paziente. Questa peraltro è la nuova procedura che è stata annunciata con la circolare n. 10 del 23 gennaio 2015 dell’INPS in cui sono precisati i criteri operativi che, a suo parere, scaturiscono dal comma 6 bis dell’art. 25, Legge n. 114/2014 di conversione del D.L. 90/2014.

In sostanza l’INPS, laddove sia prevista una revisione per i titolari d’invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, ha avocato a sé e alle proprie Commissioni il compito di effettuarle.

Si dovrebbe essere chiamati d’ufficio un po di tempo prima della data indicata nel verbale. E’ però prudente, almeno un mese prima della scadenza, controllare presso il locale Centro Medico-legale INPS di essere inserito nelle liste dei soggetti che verranno convocati.
Eventualmente, in caso di dubbio o di mancanza del nominativo nelle liste o anche solo per controllare, consiglio di rivolgersi ad un Patronato che potrà eventualmente provvedere all’invio di un sollecito di revisione. Per la verità, dalle mie parti, i ritardi superano costantemente i 3 mesi, ma comunque le rendite continuano ad essere versate.
 

Ulteriori notizie su questo aspetto della revisione in QUESTO articolo.

DOCUMENTAZIONE A SUPPORTO DA PRODURRE IN OCCASIONE DELLA VISITA

Un capitolo importante è la documentazione a supporto della propria istanza in occasione della visita.

Innanzi tutto generalmente le commissioni preferiscono che la documentazione specialistica sia effettuata presso strutture pubbliche; non è affatto obbligatorio, ma direi che “è meglio”; certificazioni specialistiche di professionisti privati che dicono la stessa cosa di contemporanee certificazioni di specialisti del SSN naturalmente migliorano la credibilità di entrambi.

La documentazione minima sicuramente è:

  • Visita oculistica con esame del fondo dell’occhio e misurazione del visus corretto
A questo è opportuno aggiungere, secondo le patologie:
 
  • Esame campimetrico binoculare,
  • Fluorangiografia,
  • esame OCT

Pur raramente, quando possibile e sempre in rapporto alla patologia che ha provocato il deficit visivo, ma questo sempre se lo specialista oculista concorda, possono essere utili anche:

  • potenziali evocati visivi
  • ecografia dell’occhio.

Le revisioni in cecità civile nella maggioranza dei casi vengono effettuate se il richiedente all’epoca del riconoscimento aveva una cataratta e si può ritenere che, in caso di intervento chirurgico, il visus possa sensibilmente migliorare, tanto da non far più sussistere i requisiti richiesti dalla legge.

Nel caso sia stato effettivamente effettuato un intervento di cataratta, ma il visus non è migliorato in quanto era presente anche un’altra patologia oculare, una grave degenerazione maculare ad esempio, è ancora più importante produrre, in occasione della visita di revisione, certificazione specialistica probante il mancato miglioramento.

Dott. Salvatore Nicolosi